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Art. 2 Codice Penale — Sezione Quinta Civile

3 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Codice Penale

Raddoppio dei termini di accertamento: la Cassazione frena il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato nel 2012 un avviso di accertamento a un commerciante per l'anno di imposta 2006, contestando un'evasione fiscale di circa 76.000 euro. L'Ufficio ha fatto valere il raddoppio dei termini di accertamento, sostenendo la sussistenza di un reato tributario a seguito della riduzione della soglia penale approvata per legge nel 2011. Il contribuente ha impugnato l'atto eccependo la decadenza dell'Ufficio, poiché nel 2006 la soglia penale era fissata a oltre 100.000 euro e la sua condotta non costituiva reato all'epoca dei fatti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, chiarendo che la rilevanza penale deve sussistere al momento del fatto. Di conseguenza, l'Amministrazione non poteva fruire del termine allungato e l'avviso di accertamento è nullo.
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Lex mitior tributaria: si applica alle sanzioni?
Una società di lavoro, sanzionata con una penale del 200% per l'uso di crediti fiscali inesistenti, ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione, di fronte a nuove leggi più favorevoli (principio della lex mitior tributaria), ha sollevato dubbi sulla loro applicabilità a illeciti passati e ha rinviato il caso a una pubblica udienza. La decisione è stata motivata dalla necessità di chiarire se sanzioni così elevate possano avere natura penale e per garantire un'interpretazione uniforme della legge, data l'importanza delle questioni sollevate.
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Raddoppio dei termini: rileva la legge al momento del fatto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento notificato oltre i termini ordinari, ma entro quelli raddoppiati. La società sosteneva che una modifica legislativa, intervenuta prima dell'accertamento ma dopo la scoperta della violazione, aveva innalzato la soglia di punibilità, rendendo la condotta non più penalmente rilevante e inapplicabile il raddoppio dei termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la normativa da considerare per il raddoppio dei termini è quella in vigore al momento dell'accertamento della violazione e della trasmissione della notizia di reato, essendo irrilevanti le successive modifiche normative più favorevoli.
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