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Art. 2 Codice Penale — Anno 2025

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288 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Codice Penale

Coltivazione cannabis: reato anche con THC basso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per coltivazione di cannabis, anche se con un principio attivo (THC) dello 0,54%, quindi entro la soglia di tolleranza della legge sulla canapa industriale (L. 242/2016). La Corte ha stabilito che tale legge non si applica se la coltivazione non persegue le finalità industriali previste dalla norma, ma è destinata, come nel caso di specie, al mercato illecito. La dimensione della piantagione (29 piante alte fino a 3 metri) e le modalità di coltivazione sono state ritenute incompatibili con un uso personale o industriale lecito.
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Libertà controllata: no alla conversione in prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata che chiedeva di sostituire la sanzione della libertà controllata con l'affidamento in prova. La sentenza ribadisce la netta distinzione tra sanzioni sostitutive, applicate in sede di condanna, e misure alternative alla detenzione, concedibili in fase esecutiva. La libertà controllata, essendo una pena a tutti gli effetti, non può essere ulteriormente modificata con una misura alternativa.
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Abuso d’ufficio: risarcimento e nuova legge
In una complessa vicenda legale, una regione ha citato in giudizio un ex amministratore pubblico per danni derivanti da un presunto abuso d'ufficio. Dopo che il reato è stato dichiarato prescritto, il tribunale civile ha negato il risarcimento applicando retroattivamente una nuova legge più favorevole. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza delle questioni legali sollevate, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Ricorso inammissibile: recidiva e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per ricettazione. L'analisi si concentra sul calcolo errato della prescrizione, aggravata dalla recidiva qualificata, e sui limiti del giudizio di legittimità, che non consente un riesame dei fatti. La sentenza sottolinea come la recidiva aumenti notevolmente i tempi di prescrizione e ribadisce che i motivi di ricorso non possono limitarsi a proporre una valutazione delle prove diversa da quella dei giudici di merito.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro la confisca di un'area oggetto di lottizzazione abusiva, nonostante la prescrizione del reato. La decisione si fonda sulla carenza di interesse degli imputati, non proprietari dell'area, e ribadisce che il reato di lottizzazione abusiva ha natura progressiva, con la prescrizione che decorre dall'ultimo intervento illecito che modifica l'assetto del territorio.
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Confisca per equivalente: no alla retroattività
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13518/2025, ha annullato una confisca per equivalente disposta a carico di due amministratori per reati tributari. I reati, commessi nel 2012, erano stati dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello aveva confermato la misura ablativa. La Cassazione ha stabilito che la norma che consente la confisca anche dopo la prescrizione (art. 578-bis c.p.p.), avendo natura sostanziale e sanzionatoria, non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti la sua entrata in vigore, in ossequio al principio di irretroattività della legge penale sfavorevole.
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Detenzione animali pericolosi: la Cassazione conferma
Un soggetto condannato per la detenzione di animali pericolosi (due scimmie) ha presentato ricorso sostenendo che la legge fosse cambiata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che, nonostante l'abrogazione della norma originaria, la condotta resta penalmente rilevante grazie al principio di 'continuità normativa', essendo prevista da una nuova legge. La condanna è stata quindi confermata.
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Tentata estorsione aggravata: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata estorsione aggravata a carico di due individui che avevano minacciato e usato violenza contro un uomo per sottrargli 100 euro. La Corte ha rigettato le richieste di attenuanti, sottolineando che la valutazione del reato non può limitarsi al solo valore economico, ma deve considerare la gravità complessiva della condotta, incluse le modalità aggressive e l'intimidazione subita dalla vittima.
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Sospensione prescrizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione, riaffermando la corretta applicazione della sospensione prescrizione prevista dalla Riforma Orlando per i reati commessi tra il 2017 e il 2019. Il caso in esame riguardava il porto abusivo di un coltello. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione era stato sospeso durante il giudizio d'appello, contrariamente a quanto deciso dalla corte territoriale, e ha quindi rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Attenuante speciale reati tributari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una condanna per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. La decisione si fonda sull'applicazione retroattiva della nuova e più favorevole attenuante speciale per reati tributari (art. 13-bis, d.lgs. 74/2000), introdotta dal d.lgs. 87/2024. Tale norma si applica se l'imputato ha estinto integralmente il debito tributario prima della chiusura del dibattimento di primo grado, consentendo una riduzione della pena e la non applicazione delle sanzioni accessorie.
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Prescrizione Reato: annullata condanna per occupazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per occupazione abusiva di un immobile pubblico. La decisione si fonda su due principi cardine: l'errata applicazione di una legge penale più severa sopravvenuta al fatto (violazione del principio del favor rei) e l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha calcolato che il tempo massimo per perseguire il reato era scaduto prima della data della sentenza definitiva, estinguendo così il reato stesso e annullando la condanna senza necessità di un nuovo processo.
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Credito non spettante: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19868/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente condannato per l'indebita compensazione di un credito non spettante. La Corte ha ribadito la distinzione, autonoma in sede penale, tra 'credito non spettante' (esistente ma utilizzato in violazione delle norme, ad esempio in eccedenza) e 'credito inesistente' (privo di presupposti costitutivi). Il caso riguardava un credito IRPEF utilizzato in compensazione per un importo superiore a quello reale, condotta che rientra pienamente nella fattispecie del credito non spettante.
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Competenza territoriale reato: dove si celebra il processo
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per somministrazione illecita di manodopera, stabilendo la competenza territoriale del reato. La Corte ha chiarito che, anche se il reato è permanente, il processo deve svolgersi nel luogo in cui è stato concluso l'accordo illecito (Roma), non dove i lavoratori hanno prestato servizio (Ivrea), accogliendo così il ricorso dell'imputato.
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Pene sostitutive: esclusi i giudicati ante-riforma
La Cassazione ha stabilito che le nuove pene sostitutive, introdotte dalla Riforma Cartabia, non sono applicabili ai condannati le cui sentenze sono diventate definitive prima del 30 dicembre 2022. La richiesta di un condannato, presentata dopo la revoca della sospensione condizionale, è stata respinta perché la norma transitoria (art. 95 D.Lgs. 150/2022) limita il beneficio ai soli procedimenti pendenti a quella data, senza violare principi costituzionali.
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Lex mitior e reddito di cittadinanza: la decisione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19736/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per illeciti legati al reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che la deroga al principio della lex mitior (legge più favorevole) è legittima, poiché la normativa precedente resta applicabile per garantire la tutela penale fino alla completa soppressione del beneficio, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Inammissibilità Appello Penale: Guida alla Riforma
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità dell'appello penale di due imputati per non aver depositato la dichiarazione di domicilio o il mandato speciale come richiesto dalla Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che un richiamo generico a un atto precedente non è sufficiente e che la successiva abrogazione della norma non ha effetto retroattivo sugli atti già compiuti.
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Confisca di prevenzione: Cassazione su revoca e eredi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un soggetto destinatario di una confisca di prevenzione, i quali ne chiedevano la revoca sulla base di successive assoluzioni in altri procedimenti penali. La Suprema Corte ha ribadito che la confisca di prevenzione è una misura di sicurezza patrimoniale, non una sanzione penale, e quindi non è soggetta al principio di irretroattività. Ha inoltre chiarito che le assoluzioni per specifici reati non sono sufficienti a invalidare un giudizio di pericolosità sociale basato su un quadro complessivo e prolungato di attività illecite.
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Pene sostitutive: no alla legge più dura per reati passati
Un individuo è stato condannato per truffa. In Cassazione, la sua colpevolezza è stata confermata, ma la sentenza è stata annullata riguardo al diniego delle pene sostitutive. La Corte ha stabilito che la nuova legge, che vieta il cumulo tra pene sostitutive e sospensione condizionale, non può essere applicata retroattivamente a reati commessi prima della sua entrata in vigore, in ossequio al principio della legge più favorevole all'imputato.
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Prescrizione reato e Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione del reato. La Corte chiarisce il principio di successione delle leggi nel tempo, affermando che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. 'legge Orlando' (L. 103/2017), e non la successiva e più favorevole L. 134/2021. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite.
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Incaricato di pubblico servizio: no a mansioni materiali
Un dipendente di una società a partecipazione pubblica, accusato di peculato per essersi appropriato di denaro destinato al pagamento di multe, viene prosciolto in Cassazione. La Corte Suprema ha riqualificato il reato in appropriazione indebita, escludendo la qualifica di incaricato di pubblico servizio per chi svolge compiti puramente materiali ed esecutivi. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato improcedibile per mancanza della necessaria querela di parte.
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