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Art. 2 Codice Civile

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179 provvedimenti

Responsabilità sindaci: compenso negato per omesso controllo
La Corte di Cassazione conferma la decisione di negare il compenso a un membro del collegio sindacale a causa di un grave inadempimento ai suoi doveri. La sentenza chiarisce che la mancata attivazione del sindaco di fronte alla prolungata inerzia degli amministratori nel riscuotere un credito vitale per la società costituisce una condotta omissiva continuativa. Tale inadempimento, protrattosi nell'annualità per cui era richiesto il compenso, giustifica il mancato pagamento, sottolineando la gravità della responsabilità sindaci.
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Compenso sindaci: negato se c’è inerzia colpevole
La Cassazione nega il compenso ai sindaci di una società fallita per gli anni 2014-2015. La decisione si basa sulla loro continua e colpevole inerzia nel vigilare sulla riscossione di un credito essenziale per la società, un inadempimento che si è protratto anche nel biennio in esame. La Corte ha ritenuto legittima l'eccezione di inadempimento sollevata dalla curatela, confermando che la mancata attivazione degli strumenti di controllo giustifica il mancato pagamento del compenso sindaci.
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Prova incarico professionale: come dimostrarlo?
Un avvocato si è visto respingere la richiesta di pagamento per le sue prestazioni professionali nei confronti di una società fallita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la prova dell'incarico professionale non può basarsi su capitoli di prova testimoniale generici o su presunzioni vaghe. L'ordinanza ribadisce la necessità di fornire elementi specifici e dettagliati per dimostrare il conferimento di un mandato e l'effettivo svolgimento dell'attività, specialmente in assenza di un contratto scritto.
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Intervento volontario coobbligato: quando è lecito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32071/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando l'ammissibilità dell'intervento volontario del coobbligato nel processo tributario avviato da un altro condebitore. La Corte ha stabilito che, in fattispecie di solidarietà tributaria, l'intervento adesivo dipendente è consentito e non costituisce un'indebita rimessione in termini, anche se l'interveniente non aveva originariamente impugnato l'atto impositivo.
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Concorso di colpa: assegno spedito per posta ordinaria
La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del concorso di colpa per chi invia un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Nel caso esaminato, un titolo rubato è stato incassato fraudolentemente. La Corte ha ritenuto che la scelta di un metodo di spedizione non sicuro contribuisce al danno, riducendo così la responsabilità dell'istituto pagatore. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione che tenga conto di questa corresponsabilità.
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Concorso di colpa: assegno spedito per posta ordinaria
Una società assicurativa spediva un assegno non trasferibile tramite posta ordinaria. Il titolo veniva sottratto e incassato fraudolentemente presso un ufficio postale. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio del concorso di colpa, ripartendo la responsabilità tra il mittente, per aver scelto un metodo di spedizione rischioso, e l'istituto negoziatore, tenuto a una rigorosa diligenza nell'identificazione del presentatore. La sentenza di merito che aveva addebitato l'intera colpa all'ufficio postale è stata annullata con rinvio.
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Licenziamento dirigente: la Cassazione sui motivi di ricorso
Una società contesta il licenziamento di un dirigente, giudicato illegittimo in due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando il diritto del dirigente a diverse indennità. La Corte dichiara i principali motivi di ricorso inammissibili per la scorretta mescolanza di questioni di fatto e di diritto e per l'applicazione della regola della "doppia conforme", fornendo chiarimenti sul calcolo dell'indennità nel contesto del licenziamento dirigente.
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Azione revocatoria trust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di azione revocatoria trust, stabilendo principi chiave sulla prescrizione e sull'oggetto dell'impugnazione. Dei creditori avevano agito per dichiarare inefficace un trust costituito dal loro debitore. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso del debitore, chiarendo che il termine di prescrizione quinquennale decorre non dalla data dell'atto, ma dalla sua trascrizione, momento in cui i terzi ne acquisiscono conoscenza. Inoltre, ha affermato che l'azione revocatoria può legittimamente colpire l'atto istitutivo del trust, in quanto atto fondamentale e inscindibilmente connesso al successivo trasferimento dei beni.
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Obbligo di rendicontazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del curatore fallimentare di un'associazione sportiva, confermando l'obbligo di rendicontazione per tutti i fondi ricevuti da un'università pubblica. La Corte ha stabilito che tale obbligo deriva dalla natura pubblica dei fondi e non può essere limitato da specifiche clausole contrattuali. Ha inoltre confermato la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie puramente patrimoniali, anche se derivanti da accordi con la pubblica amministrazione.
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Partecipatio fraudis: prova e vincoli di parentela
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra un debitore e una società amministrata da un suo parente. Si stabilisce che la prova della 'partecipatio fraudis', cioè la consapevolezza dell'acquirente di danneggiare i creditori, può essere raggiunta attraverso un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui il legame di parentela. La Corte chiarisce anche che il nuovo creditore, a seguito di una cessione, acquisisce automaticamente il diritto di proseguire l'azione revocatoria iniziata dal cedente. L'ordinanza rigetta sia il ricorso principale dell'acquirente che quello incidentale del debitore.
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Compensazione fallimentare: no se manca reciprocità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società mandataria che chiedeva la compensazione fallimentare di un proprio credito verso la mandante fallita. La Corte chiarisce che la compensazione non è possibile se manca il requisito della reciprocità, come nel caso di un credito sorto prima del fallimento opposto a un credito della massa sorto dopo. Viene inoltre ribadito che il privilegio del mandatario non si applica per pagamenti eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento.
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Legato in sostituzione di legittima: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9734/2025, chiarisce le conseguenze della rinuncia a un legato in sostituzione di legittima. La Corte stabilisce che, a seguito della rinuncia, il legittimario non acquisisce un legato in conto legittima, ma diventa un legittimario pretermesso. In questa veste, egli ha il diritto di agire in riduzione per ottenere la quota di eredità che la legge gli riserva, e la disposizione testamentaria a suo favore perde efficacia retroattivamente.
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Discriminazione docenti precari: la Cassazione conferma
Una docente, inizialmente assunta con contratti a tempo determinato e poi immessa in ruolo, ha contestato la mancata applicazione di una clausola di salvaguardia stipendiale, riservata solo al personale di ruolo a una certa data. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Istruzione, confermando le decisioni dei giudici di merito. Ha stabilito che escludere i docenti ex precari da tale beneficio costituisce una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea. La Corte ha chiarito che ogni condizione di impiego va valutata singolarmente e che un potenziale trattamento futuro più favorevole non può giustificare una discriminazione attuale.
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Amministratore di sostegno: poteri e nomina estera
In un caso di risarcimento danni per un grave incidente stradale, il Tribunale di Venezia ha esaminato le eccezioni sulla legittimità dell'amministratore di sostegno a rappresentare la vittima, cittadina straniera. La corte ha respinto le contestazioni relative alla delega dei poteri e alla coesistenza di un provvedimento di tutela estero, affermando la piena validità dei poteri dell'amministratore di sostegno a procedere con la causa, privilegiando la protezione effettiva della persona incapace.
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Liquidazione giudiziale: prova del credito e oneri
Una creditrice ha richiesto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società che aveva acquisito un ramo d'azienda dalla sua originaria debitrice. La Corte di Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso della società, ha confermato che per avviare la procedura non è necessario un credito definitivamente accertato e che l'onere di provare la non assoggettabilità alla liquidazione grava interamente sul debitore, il quale non può limitarsi a produrre bilanci non approvati o non depositati.
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Giurisdizione pignoramento tributario: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la giurisdizione del giudice tributario su un atto di pignoramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione sul pignoramento tributario spetta al giudice tributario quando i vizi lamentati non riguardano l'atto esecutivo in sé, ma gli atti impositivi presupposti, come un avviso di accertamento non notificato.
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Clausola delimitazione oggetto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'assicurata che chiedeva l'indennizzo per il furto di un impianto fotovoltaico. La Corte ha stabilito che la clausola contrattuale che imponeva specifici sistemi di sicurezza non era vessatoria, ma una clausola di delimitazione dell'oggetto del contratto. Poiché l'assicurata non aveva rispettato tale condizione, il rischio non era coperto dalla polizza.
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Rescissione del giudicato: tardiva se la notifica è vecchia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la rescissione del giudicato. L'istanza è stata giudicata tardiva perché, al momento della notifica dell'ordine di esecuzione nel 2017, la legge non prevedeva ancora l'obbligo di avvertire il condannato di tale facoltà. La Corte ha stabilito che le modifiche legislative successive non hanno effetto retroattivo, confermando l'inammissibilità della richiesta.
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Fideiussione schema ABI: onere della prova in appello
Una garante contesta la validità di una fideiussione basata su uno schema ABI anticoncorrenziale. La Corte d'Appello respinge il ricorso, sottolineando che la nullità della Fideiussione schema ABI, pur rilevabile d'ufficio, richiede che l'appellante fornisca prove concrete, come il modello ABI stesso e la prova dell'intesa illecita al momento della firma. Mancando tali prove, la garanzia resta valida.
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Trasporto internazionale CMR: la prescrizione sospesa
In un caso di furto di merci durante un trasporto internazionale CMR, una compagnia di assicurazioni ha contestato il proprio obbligo di manleva sostenendo la prescrizione del diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il reclamo scritto inviato al vettore sospende il termine di prescrizione annuale previsto dalla Convenzione CMR, fino al rigetto esplicito da parte del vettore stesso. La decisione chiarisce la distinzione tra sospensione e interruzione della prescrizione in questo specifico contesto.
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