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Art. 2 Codice Civile

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179 provvedimenti

Diritto di asilo: l’obbligo di informazione è cruciale
Un cittadino straniero, soccorso in mare, riceve un ordine di respingimento senza essere stato informato sulla possibilità di chiedere protezione internazionale. La Corte di Cassazione stabilisce che la mancata informazione preliminare invalida il provvedimento, sottolineando come la tutela del diritto di asilo imponga alle autorità questo dovere fondamentale. La decisione del giudice di merito viene annullata.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: onere della prova
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali sull'onere della prova nell'opposizione a decreto ingiuntivo, affermando che spetta sempre alla banca (creditore) dimostrare il proprio credito nel merito. Inoltre, la Corte ha ribadito che le eccezioni di nullità, come quelle relative alle fideiussioni basate su schemi ABI, devono essere fondate su fatti allegati tempestivamente in primo grado per poter essere esaminate nelle fasi successive del giudizio.
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Indennità di espropriazione: vince il valore legale
Un proprietario contesta la bassa indennità di espropriazione per un terreno usato come piazzale aziendale ma legalmente non edificabile. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che il calcolo dell'indennità deve basarsi esclusivamente sulla destinazione urbanistica (edificabilità legale) e non sull'utilizzo effettivo. Vengono respinte anche le richieste di risarcimento aggiuntivo per migliorie e svalutazione monetaria per insufficienza di prove.
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Rinuncia ricorso cassazione: no al doppio contributo
Un ricorrente, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto della sua istanza di ammissione al passivo fallimentare, rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un importante principio: in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, il ricorrente non è tenuto al versamento del doppio contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Decreto ingiuntivo: cosa succede con una transazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4600/2024, ha stabilito che una transazione stipulata tra le parti dopo l'emissione di un decreto ingiuntivo prevale su quest'ultimo, anche se il decreto diventa definitivo a seguito dell'estinzione del giudizio di opposizione. Il giudicato copre solo i fatti antecedenti al decreto, non gli accordi successivi che modificano il rapporto debitorio. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di alcuni professionisti che, dopo aver firmato una transazione per un importo ridotto, pretendevano di insinuare nel fallimento della società debitrice il credito originario del decreto ingiuntivo.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve comprendere anche le indennità variabili, come quelle per attività di scorta e riserva, se intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa. La decisione, basata sulla direttiva UE 2003/88/CE, mira a garantire che la paga durante le vacanze sia paragonabile a quella ordinaria, per non scoraggiare i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. Un'azienda di trasporti che escludeva tali voci è stata condannata a pagarle.
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Ammortamento alla Francese: Cassazione al bivio
Una società contesta un contratto di leasing, lamentando usura e indeterminatezza dovute al piano di ammortamento alla francese. Dopo due sentenze sfavorevoli, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema, riconoscendo la cruciale importanza della questione sulla trasparenza di tale piano, sospende il giudizio in attesa di una pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite, che chiarirà la validità di innumerevoli contratti bancari.
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Retribuzione di anzianità: no dopo la riforma PA
Alcuni dipendenti pubblici, promossi a dirigenti, chiedevano l'adeguamento della retribuzione di anzianità secondo una vecchia legge regionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la riforma del pubblico impiego ha trasferito la disciplina della retribuzione alla contrattazione collettiva, superando le leggi precedenti. La data di decorrenza economica della promozione è il momento decisivo per individuare la normativa applicabile.
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Eccezione di inadempimento sindaco: compensi a rischio
La Corte di Cassazione ha confermato che si può sollevare l'eccezione di inadempimento nei confronti del sindaco di una società, negandogli il compenso, qualora abbia omesso di vigilare su operazioni societarie dannose, come una fusione, che hanno contribuito al fallimento. La Corte ha stabilito che un grave inadempimento ai doveri di controllo può giustificare il mancato pagamento anche per le prestazioni rese in periodi successivi all'evento dannoso, se le conseguenze negative si sono manifestate nel tempo, poiché l'incarico viene valutato per annualità.
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Eccezione di inadempimento: il sindaco non pagato
Un professionista, membro del collegio sindacale di una società poi fallita, si è visto negare il pagamento del proprio compenso. La curatela fallimentare ha sollevato con successo un'eccezione di inadempimento, accusando il sindaco di non aver vigilato su un grave errore contabile: un finanziamento ministeriale era stato iscritto a bilancio come ricavo anziché come debito, mascherando così la perdita del capitale sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del professionista inammissibile, confermando che il grave inadempimento ai doveri di controllo giustifica il mancato pagamento del corrispettivo.
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Notifica PEC illeggibile: doveri dell’avvocato
Una società ha proposto appello tardivamente, giustificandosi con la ricezione di una notifica PEC illeggibile da parte della cancelleria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che la ricezione di una comunicazione elettronica, anche se con allegato corrotto, impone al difensore un dovere di diligenza. L'avvocato deve attivarsi tempestivamente presso la cancelleria per risolvere il problema e non può usare l'illeggibilità come scusa per il mancato rispetto dei termini processuali.
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Carenza di interesse e accordo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale che quello incidentale in una controversia su un contratto di leasing. La decisione è fondata sulla sopravvenuta carenza di interesse delle parti, che, durante il processo, avevano raggiunto un accordo transattivo per porre fine a ogni lite. Originariamente, la Corte d'Appello aveva condannato una società di leasing per tassi di mora usurari, ma l'accordo tra le parti ha reso superflua ogni ulteriore decisione giudiziaria.
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Nota di iscrizione ipotecaria: prova indispensabile
Una banca si è vista negare il riconoscimento di un'ipoteca in una procedura fallimentare per non aver prodotto la relativa nota di iscrizione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la nota di iscrizione ipotecaria è un documento indispensabile e non sostituibile da altre prove documentali per dimostrare la sussistenza della garanzia e ottenere la prelazione sul credito.
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Opposizione stato passivo: nuovi documenti ammessi
Un'amministratrice si è vista rigettare la domanda di ammissione al passivo fallimentare per aver prodotto un documento decisivo solo in fase di opposizione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che nell'opposizione stato passivo non si applica il divieto di nuove prove tipico dell'appello, consentendo così la produzione di nuovi documenti. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Giudizio di ottemperanza: l’unica via post-riforma
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, a seguito della riforma del 2015, l'unico strumento a disposizione del contribuente per ottenere l'esecuzione di una sentenza favorevole contro l'Amministrazione finanziaria è il giudizio di ottemperanza. Viene esclusa la possibilità di ricorrere all'esecuzione forzata civile ordinaria. Di conseguenza, il funzionario che nega il rilascio della formula esecutiva non commette un illecito e non è tenuto al risarcimento del danno.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27818/2025, ha rigettato il ricorso di una società e del suo fideiussore che contestavano la validità di un mutuo solutorio. La Corte ha stabilito, in linea con una recente pronuncia delle Sezioni Unite, che il contratto di mutuo finalizzato a estinguere un debito preesistente con la stessa banca è pienamente valido. La semplice messa a disposizione della somma sul conto corrente del mutuatario perfeziona il contratto, rendendo irrilevante la successiva destinazione dei fondi. Le ulteriori doglianze relative alla nullità della fideiussione e all'applicazione di tassi usurari sono state dichiarate inammissibili per vizi procedurali.
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Prescrizione crediti socio lavoratore: la nuova regola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione dei crediti del socio lavoratore. Confermando un orientamento recente, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. La decisione si fonda sulla constatazione che anche il socio lavoratore, a causa dell'incertezza sulla stabilità del suo posto e sulla tutela applicabile in caso di licenziamento, vive in una condizione di 'metus' (timore) che gli impedisce di far valere i propri diritti. Di conseguenza, la regola valida per i lavoratori subordinati privi di stabilità reale viene estesa anche a questa categoria, annullando la sentenza di merito che aveva dichiarato prescritti i crediti.
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Periodo di comporto: ferie per evitare il licenziamento
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che i giorni di ferie richiesti e concessi al termine della malattia interrompono il conteggio dei giorni di assenza, salvando così il posto di lavoro. La condotta dell'azienda, che ha riconsiderato quei giorni come malattia a distanza di tempo, è stata giudicata contraria a buona fede.
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Responsabilità avvocato concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 50/2024, ha definito i confini della responsabilità dell'avvocato nel concordato preventivo. Un professionista ha visto respinta la sua richiesta di compenso per l'assistenza in una procedura di concordato, poiché il piano presentato si basava su dati aziendali palesemente inattendibili e modificati strumentalmente. La Corte ha stabilito che il legale non può limitarsi a un controllo formale, ma ha il dovere di garantire la coerenza e l'attendibilità giuridica della proposta, non potendo presentare atti fondati su dati manipolati per superare i requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti formali
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per mancato rispetto dei requisiti formali. L'appello, relativo a un patto di manleva, è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza e per la preclusione della 'doppia conforme', confermando la condanna al pagamento.
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