LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1965 Codice Civile

Pagina 12 di 19

373 provvedimenti

Obblighi di protezione: quando la banca è responsabile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingente depauperamento del patrimonio di un'anziana correntista, operato da un suo delegato. La Corte ha confermato la responsabilità della banca per la violazione degli obblighi di protezione, non avendo segnalato alla cliente una serie di operazioni palesemente anomale. L'istituto di credito, pur a conoscenza delle anomalie, non ha informato la correntista, venendo meno al dovere di diligenza dell'"accorto banchiere". Il ricorso della banca è stato rigettato, mentre è stato accolto quello dei professionisti coinvolti per un difetto di motivazione della sentenza d'appello riguardo la natura del loro incarico.
Continua »
Gravi difetti di costruzione: risarcimento totale
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di gravi difetti di costruzione, il risarcimento dovuto dal costruttore può estendersi al rifacimento dell'intera opera, e non solo della parte visibilmente danneggiata. Ciò accade quando una riparazione parziale risulta tecnicamente o esteticamente inadeguata, come nel caso di piastrelle di rivestimento non più reperibili. La Corte ha chiarito che una precedente transazione per vizi minori non preclude un'azione per difetti successivi, più gravi e di natura differente.
Continua »
Comando pubblico impiego: nullità del contratto autonomo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29620/2023, ha stabilito la nullità di un contratto di lavoro autonomo stipulato da un dirigente in comando presso un ente pubblico economico. Il caso riguardava un dirigente regionale il cui incarico come Direttore Generale di un consorzio era stato revocato. La Corte ha chiarito che l'istituto del comando pubblico impiego non permette l'instaurazione di un nuovo e distinto rapporto di lavoro con l'ente di destinazione, ma solo una modifica funzionale del rapporto originario, che resta in essere con l'amministrazione di provenienza. Di conseguenza, il contratto stipulato in violazione di tale principio è nullo, rendendo infondate le pretese di risarcimento del dirigente.
Continua »
Responsabilità condominio: la transazione non lo salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del condominio per danni da infiltrazioni, derivanti da parti comuni come il lastrico solare, non è esclusa da una precedente transazione tra i condomini e l'originario unico proprietario/venditore. Al momento della sua costituzione, il condominio assume un nuovo e autonomo obbligo di custodia ai sensi dell'art. 2051 c.c., distinto dalla garanzia per vizi del venditore. Pertanto, deve rispondere dei danni causati dalla mancata manutenzione successiva alla sua nascita.
Continua »
Accordo transattivo: interpretazione e oneri bonifica
Una società acquirente stipula un accordo transattivo per una riduzione di prezzo a fronte di costi di bonifica di un terreno. Scoperto un inquinamento maggiore, chiede un ulteriore risarcimento, ma la Cassazione respinge la richiesta. La Corte sottolinea che l'accordo transattivo va interpretato in modo unitario e che la condotta successiva dell'acquirente, che ha stipulato il definitivo senza sollevare eccezioni, conferma la volontà di considerare la questione chiusa.
Continua »
Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità degli amministratori di una società fallita per aver continuato l'attività sociale nonostante si fosse verificata una causa di scioglimento (riduzione del capitale sotto il minimo legale). La Corte ha ritenuto inammissibili i ricorsi di due ex amministratori, confermando la loro responsabilità non per il mero ritardo nel formalizzare lo scioglimento, ma per la violazione del divieto di intraprendere nuove operazioni gestionali. Ha invece accolto parzialmente il ricorso di un altro amministratore, stabilendo che la corte d'appello dovrà riconsiderare l'impatto di una transazione avvenuta con altri condebitori solidali sull'ammontare del suo debito residuo.
Continua »
Remunerazione bancaria: quando è legittima la sanzione?
Un esponente bancario è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per aver approvato una buonuscita milionaria per un direttore generale, in violazione delle norme sulla remunerazione bancaria. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, respingendo le difese del ricorrente. La Corte ha stabilito che i poteri di vigilanza sui compensi preesistevano alla riforma del 2011 e che un accordo transattivo non può eludere le regole prudenziali. La sanzione è stata ritenuta congrua dato il duplice ruolo di responsabilità del soggetto sanzionato.
Continua »
Litisconsorzio necessario: appello e cessione del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 12207/2024, ha chiarito che in caso di successione a titolo particolare nel diritto controverso, come la cessione di un credito, si instaura un litisconsorzio necessario tra il cedente (alienante) non estromesso dal giudizio e il cessionario (successore) intervenuto. Di conseguenza, l'impugnazione proposta contro una sola delle due parti è inammissibile e il giudice deve ordinare d'ufficio l'integrazione del contraddittorio nei confronti della parte non evocata in giudizio. La Corte ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo per permettere la notifica del ricorso alla società cedente.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Una società e i suoi soci ricorrono in Cassazione contro un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva. La controversia verte sulla legittimità del raddoppio termini accertamento in presenza di reati tributari. La Corte accoglie parzialmente il ricorso, escludendo l'applicazione del raddoppio per l'IRAP, poiché le relative violazioni non sono penalmente sanzionate. Respinge gli altri motivi relativi a vizi procedurali e all'accertamento induttivo. Accoglie inoltre il ricorso incidentale dell'Agenzia, chiarendo che una proposta di adesione non perfezionata non vincola l'ufficio.
Continua »
Diritti di segreteria: rinuncia al ricorso e spese
Una segretaria comunale ha citato in giudizio il Ministero dell'Interno per il mancato pagamento dei diritti di segreteria. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese legali tra le parti, data la successiva consolidazione di un orientamento giurisprudenziale sfavorevole alla ricorrente.
Continua »
Tardività domanda giudiziale: la Cassazione decide
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per la restituzione di un terreno occupato per un'opera pubblica mai realizzata. Il Comune si è difeso invocando una transazione precedente. Il cittadino ha quindi introdotto nuove domande per annullare tale transazione. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibili queste nuove domande per tardività. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che se il giudice di primo grado si pronuncia nel merito di una domanda tardiva senza rilevarne la preclusione, la questione della tardività della domanda giudiziale deve essere oggetto di uno specifico motivo d'appello, altrimenti si sana.
Continua »
Prova indispensabile in appello: la Cassazione decide
Una società di servizi informatici si è vista negare il pagamento da una grande azienda di telecomunicazioni, che sosteneva di non essere il corretto destinatario delle prestazioni. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la Corte d'Appello aveva erroneamente ignorato una prova indispensabile, ovvero dei buoni d'ordine emersi solo in secondo grado. La Suprema Corte ha chiarito che tale prova, essendo potenzialmente decisiva per accertare il rapporto contrattuale, doveva essere ammessa e valutata, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Titolarità del credito: no al trasferimento se c’è accordo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un accordo transattivo stipulato da una società di factoring per recuperare un credito non ne trasferisce automaticamente la titolarità. Di conseguenza, la società cedente originaria rimane obbligata al pagamento in caso di inadempimento del debitore. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che sosteneva la perdita della titolarità del credito da parte del factor, confermando la validità dell'azione di recupero.
Continua »
Verbale di conciliazione: quando ha efficacia novativa
Un dirigente ha citato in giudizio l'azienda fallita per differenze retributive e demansionamento. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il precedente verbale di conciliazione sindacale aveva efficacia novativa, estinguendo ogni pretesa economica e di mansioni antecedente all'accordo.
Continua »
Onere della prova costi: la Cassazione decide
Un contribuente si vede respingere il ricorso per la deducibilità di alcuni costi. La Corte di Cassazione conferma che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. In presenza di gravi indizi, come fatture generiche, inaffidabilità fiscale del fornitore e pagamenti in contanti per importi elevati, il contribuente deve fornire prove concrete e inequivocabili dell'effettività delle operazioni, altrimenti i costi vengono considerati indeducibili.
Continua »
Prova del contratto: quando la Cassazione non decide
Una società creditrice si è vista respingere il ricorso in Cassazione relativo a un contratto di fideiussione. La Corte d'Appello aveva annullato un decreto ingiuntivo perché non era possibile verificare l'autenticità delle firme sul contratto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla prova del contratto è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, confermando così la decisione di merito.
Continua »
Restituzione spese ristrutturazione: quando non spetta
Un ex coniuge chiedeva la restituzione delle spese di ristrutturazione sostenute per l'immobile di proprietà esclusiva dell'altro. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che tali esborsi, effettuati in costanza di matrimonio per la casa familiare, rientrano nel dovere di solidarietà coniugale. Pertanto, sono irripetibili, a meno che non si dimostri che siano stati effettuati a titolo di prestito o che eccedano notevolmente il dovere di contribuzione.
Continua »
Pagamento in nero: Cassazione sulla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un locatore alla restituzione di ingenti somme ricevute come pagamento in nero da un conduttore. La Corte ha stabilito che una precedente convalida di licenza di finita locazione non preclude l'azione di ripetizione dell'indebito, ha ritenuto ammissibili le prove audio-video dei pagamenti e ha applicato la prescrizione decennale. Il ricorso del locatore, basato su otto motivi tra cui la violazione del giudicato e l'inammissibilità delle prove, è stato integralmente rigettato.
Continua »
Contratto preliminare: inammissibilità e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un promissario acquirente inadempiente a un contratto preliminare. La controversia nasce dal mancato pagamento di rate, a cui i venditori hanno risposto avvalendosi di una clausola risolutiva espressa. Il ricorrente si era difeso sostenendo una complessa operazione di simulazione, ma le sue tesi sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso per vizi procedurali e infondatezza, confermando la risoluzione del contratto e la condanna al risarcimento del danno per occupazione senza titolo.
Continua »
Validità transazione: la Cassazione chiarisce i requisiti
Una società contesta la validità di una transazione siglata con una banca per chiudere una disputa su contratti derivati. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'accordo, stabilendo che per definire l'oggetto della lite ('res dubia') è sufficiente l'elenco dei contratti contestati, senza necessità di dettagliare ogni specifica doglianza. La Corte ha inoltre precisato che la mancata firma di una parte può essere sanata dal suo comportamento successivo, che dimostri la volontà di avvalersi dell'accordo. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.
Continua »