LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 187 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Pagina 3 di 3

48 provvedimenti

Altri anni per Art. 187 Codice di Procedura Penale

Estorsione aggravata: la confessione rende inutile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per i reati di estorsione aggravata e lesioni personali. L'imputato contestava la sussistenza della condotta estorsiva e il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno invece confermato la solidità del quadro probatorio, basato sulle dichiarazioni attendibili della vittima e sulle ammissioni dello stesso imputato durante l'interrogatorio. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato e ripetitivo rispetto ai motivi già esaminati in appello. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende, confermando in via definitiva la sua responsabilità penale.
Continua »
Reato continuato: la Cassazione blocca il calcolo errato della pena
Il Condannato ha proposto ricorso contro la decisione del Tribunale di Messina che aveva rideterminato la sua pena complessiva unificando diverse condanne per reati di droga. Il Tribunale aveva applicato gli aumenti per i reati minori direttamente sulla pena complessiva di una precedente condanna, la quale però comprendeva già più reati uniti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di reato continuato il giudice dell'esecuzione deve prima separare tutti i singoli reati, individuare quello più grave in assoluto e solo su questo applicare gli aumenti per i reati satellite. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
Continua »
Rideterminazione della pena in continuazione: calcoli da rifare
Il Condannato ha proposto ricorso contro l'ordinanza con cui il Giudice dell'esecuzione aveva unificato diverse condanne per associazione mafiosa ed estorsione. La Corte d'appello aveva calcolato la sanzione complessiva partendo da un cumulo precedente, senza isolare i singoli reati. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la corretta rideterminazione della pena in continuazione il giudice deve prima scorporare tutti i reati uniti, individuare quello più grave in concreto e poi applicare gli aumenti per i reati satellite. L'ordinanza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Continuazione in executivis: no a calcoli forfettari della pena
Il Condannato ha chiesto al Giudice dell'esecuzione l'applicazione della continuazione per reati giudicati con cinque diverse sentenze. Il Giudice ha rideterminato la pena complessiva a 30 anni e 5 mesi di reclusione, ma ha calcolato l'aumento partendo da un precedente cumulo sanzionatorio senza separare i singoli reati e senza motivare i singoli aumenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, stabilendo che in tema di continuazione in executivis il giudice deve prima scorporare tutti i reati precedentemente uniti, individuare il reato più grave come pena base e poi calcolare e motivare gli aumenti per ciascun reato satellite in modo distinto. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
Continua »
Rideterminazione della pena: ricalcolo nullo senza frazioni chiare
Due condannati hanno richiesto al Giudice dell'esecuzione l'applicazione della continuazione tra due sentenze definitive. La Corte d'appello ha rideterminato le pene complessive senza però scomporre e individuare chiaramente le singole frazioni di pena relative ai reati della prima sentenza unificati in continuazione interna. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei condannati, stabilendo che la rideterminazione della pena richiede l'esatta individuazione della violazione più grave e delle singole quote di aumento. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo conforme ai principi di diritto.
Continua »
Reato continuato: pena annullata per calcolo errato del giudice
Il Condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato per unificare le pene di tre diverse sentenze irrevocabili. Il Giudice dell'esecuzione ha accolto la richiesta ma ha calcolato la pena complessiva in modo errato. Invece di scorporare i singoli reati per individuare quello più grave su cui calcolare la pena base, ha utilizzato come base la pena complessiva di una precedente condanna. Inoltre, non ha motivato gli aumenti per i reati satellite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, annullando l'ordinanza limitatamente alla determinazione della pena e rinviando il caso al Tribunale di Catania per un nuovo calcolo corretto e motivato.
Continua »
Legittimazione ad impugnare: Procura KO per errore di competenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale contro un'ordinanza della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva accolto la richiesta di continuazione dei reati formulata da un condannato per associazione mafiosa ed estorsione. La Suprema Corte ha rilevato il difetto di legittimazione ad impugnare del Procuratore della Repubblica. Le funzioni di pubblico ministero davanti alla Corte d'Appello spettano infatti esclusivamente al Procuratore Generale presso la stessa corte. Di conseguenza, il ricorso presentato da un organo non legittimato è stato respinto senza esame nel merito.
Continua »
Sospensione condizionale della pena: stop alla revoca automatica
Il caso riguarda un cittadino che ha richiesto l'unificazione di tre diverse condanne sotto il vincolo del reato continuato. Il giudice dell'esecuzione ha accolto la richiesta ma ha revocato la precedente sospensione condizionale della pena, ricalcolando la sanzione complessiva in modo cumulativo e senza specificare i singoli aumenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del condannato, annullando il provvedimento. Gli Ermellini hanno chiarito che l'unificazione dei reati in fase esecutiva crea una condanna unica, che può salvare la sospensione condizionale della pena se i limiti di legge sono rispettati. Inoltre, il giudice ha l'obbligo di motivare analiticamente ogni aumento di pena per i reati minori e deve verificare se la pena sia ormai estinta per prescrizione.
Continua »