Un automobilista, condannato in appello a cinque anni di reclusione per omicidio colposo e a un anno e tre mesi di arresto per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti, ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto infondati i motivi riguardanti l'omicidio, confermando la gravità del fatto dovuta all'alta velocità e all'assunzione di alcol e droghe. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso sulle contravvenzioni stradali per un difetto di motivazione nel calcolo della pena. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato per le violazioni stradali, annullando senza rinvio la relativa pena detentiva e pecuniaria, nonché la revoca della patente e la confisca del veicolo. Rimane ferma la condanna principale per omicidio.
Continua »