Una Condannata, residente in Spagna, ha chiesto il rinvio dell'esecuzione della pena per grave infermità o l'applicazione della **detenzione domiciliare all'estero**. Il Tribunale di Sorveglianza ha rigettato l'istanza, citando la pericolosità sociale, lo stato di latitanza e l'impossibilità di eseguire la misura in territorio estero. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Ha stabilito che la detenzione domiciliare, a differenza dell'affidamento in prova, non rientra tra le misure alternative alla detenzione eseguibili in altri Paesi dell'Unione Europea secondo la normativa vigente. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'eccezione di nullità processuale per omessa notifica.
Continua »