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Art. 182 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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92 provvedimenti

Altri anni per Art. 182 Codice di Procedura Civile

Buoni fruttiferi cointestati: rimborso e morte
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di decesso di uno dei titolari di buoni fruttiferi cointestati con clausola di 'pari facoltà di rimborso', il cointestatario superstite ha il diritto di riscuotere l'intera somma. L'istituto bancario che effettua il pagamento agisce legittimamente, anche se a conoscenza del decesso. Gli eredi del defunto dovranno rivalersi direttamente sul cointestatario che ha incassato la somma, non sulla banca. La Corte ha anche chiarito che la fusione per incorporazione di una società durante un processo non ne inficia la legittimazione processuale, grazie al principio di ultrattività del mandato al difensore.
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Specificità appello: la Cassazione sugli oneri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4732/2024, ha rigettato i ricorsi incrociati tra una società di trasporti e un'amministrazione regionale in materia di contributi pubblici. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dell'appello, che non può limitarsi a critiche generiche, e chiarisce la natura di 'condizione dell'azione' della delibera amministrativa necessaria per la richiesta di restituzione di somme, considerandola un'eccezione proponibile in ogni stato e grado del giudizio.
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Diritto potestativo: esercizio in atto processuale
Una società affittuaria di rami d'azienda si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo di aver diritto a una riduzione del canone a causa dell'inadempimento della società concedente (mancato pagamento dei canoni di leasing). La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4347/2024, ha stabilito che l'esercizio del diritto potestativo di ridurre il canone può validamente avvenire anche tramite un atto processuale, come la memoria di costituzione in giudizio, cassando la sentenza d'appello che aveva ritenuto non esercitata tale facoltà.
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Procura speciale: ricorso inammissibile se anteriore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di opposizione all'esecuzione per difetto di una valida procura speciale. La procura presentata era stata rilasciata per il giudizio di primo grado e in data anteriore alla sentenza d'appello impugnata, risultando quindi inidonea a conferire il mandato per il giudizio di legittimità.
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Giudicato interno: quando si forma e i suoi limiti
In un complesso caso post-fallimentare, gli eredi di un imprenditore hanno citato in giudizio una banca e il curatore per la presunta appropriazione di fondi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione della prescrizione quinquennale. La decisione si fonda sul principio del giudicato interno, formatosi sulla qualificazione della responsabilità come extracontrattuale, poiché i ricorrenti non avevano impugnato specificamente tale punto in appello, rendendo la statuizione definitiva e precludendo l'applicazione del termine di prescrizione decennale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: ecco i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da due garanti contro una banca. La decisione non entra nel merito della validità di un mutuo e delle relative fideiussioni, ma si fonda esclusivamente su vizi procedurali. La Corte ha stabilito che il ricorso era carente dei requisiti di specificità e autosufficienza, rendendo inevitabile una pronuncia di inammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Procura speciale estera: la Cassazione attende le S.U.
In un caso di risarcimento danni per un grave incidente aereo, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio. Il motivo è un dubbio sulla validità di una procura speciale estera non accompagnata da una traduzione giurata. La questione, ritenuta di massima importanza, è stata rimessa alle Sezioni Unite per risolvere un contrasto giurisprudenziale.
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Opposizione atti esecutivi: chi beneficia?
Un creditore ottiene un'ordinanza di assegnazione contro più terzi. Alcuni propongono opposizione atti esecutivi e vincono, altri no. La Cassazione chiarisce che l'annullamento dell'atto giova solo a chi ha impugnato, per gli altri si forma il giudicato.
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Nullità procura ad litem: omessa pronuncia in appello
Un cittadino si oppone a delle cartelle di pagamento e vince in primo grado. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione appella la decisione. In appello, il cittadino eccepisce la nullità della procura ad litem del legale dell'Agenzia, ma il Tribunale non si pronuncia su questo punto e accoglie l'appello. La Corte di Cassazione cassa la sentenza del Tribunale proprio per questa omissione, stabilendo che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare l'eccezione sulla nullità procura ad litem, potenzialmente decisiva per l'ammissibilità stessa del gravame.
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Procura speciale estera: la traduzione è necessaria?
Una società assicurativa estera ha presentato ricorso in Cassazione basandosi su una procura speciale estera redatta in lingua straniera, con traduzione non giurata e apostille non tradotta. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità della traduzione giurata per la validità di tale atto, ha sospeso il giudizio. La questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per decidere se la traduzione sia un requisito di validità e se un eventuale difetto possa essere sanato.
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Procura speciale estera: la Cassazione si interroga
Una società assicurativa ha proposto ricorso in Cassazione contro una cliente per una polizza unit-linked. È sorto un dubbio sulla validità della procura speciale estera conferita ai legali, redatta in lingua inglese e priva di traduzione giurata. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul punto, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per ottenere una decisione definitiva sulla necessità della traduzione per tali atti.
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Procura speciale nulla: ricorso in Cassazione fallisce
Una società di costruzioni ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento di una penale per ritardi nei lavori. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di una procura speciale nulla. Il documento mancava del nome e della carica del firmatario e presentava una firma illeggibile, rendendo impossibile verificare la legittimità del potere conferito al difensore. Questo vizio formale ha precluso l'esame del merito della controversia.
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Procura alle liti: errore materiale non la invalida
Un fideiussore si vedeva dichiarare inammissibile il proprio appello a causa di un errore materiale nella procura alle liti. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che un mero refuso non invalida la procura se questa è collegata all'atto giudiziario e la volontà di conferire il mandato è inequivocabile. La sentenza sottolinea la prevalenza del diritto di difesa sul formalismo eccessivo, chiarendo la validità della procura alle liti anche in presenza di imprecisioni.
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Procura alla lite inesistente: non è sanabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che una procura alla lite inesistente non può essere sanata con effetto retroattivo. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo basata su una procura contestata con querela di falso. Poiché la parte non aveva dichiarato di volersi avvalere del documento contestato, la procura è stata considerata giuridicamente inesistente. La successiva presentazione di una nuova procura non ha potuto sanare il vizio originario, rendendo l'opposizione invalida. La Corte ha chiarito che l'art. 182 c.p.c., nella sua formulazione precedente alla riforma Cartabia, permette di sanare solo i vizi di nullità e non l'inesistenza dell'atto.
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Fondo patrimoniale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due coniugi contro la revoca del loro fondo patrimoniale. Il ricorso contestava la legittimazione delle banche creditrici a causa di una fusione non iscritta e di vizi nella procura legale. La Corte ha respinto i motivi, sottolineando la conoscenza effettiva della fusione da parte dei ricorrenti e la possibilità di sanare i vizi di rappresentanza, confermando così la decisione dei giudici di merito sulla revocabilità del fondo patrimoniale.
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Atto nullo praticante avvocato: cosa dice la Cassazione
Una causa per un abito da sposa difettoso, dopo due gradi di giudizio, viene completamente annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è un vizio insanabile: l'atto introduttivo era stato firmato da un praticante non ancora iscritto all'albo. La Corte ha stabilito che si tratta di un atto nullo del praticante avvocato, una nullità assoluta che non può essere sanata, travolgendo l'intero procedimento fin dall'origine.
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Conflitto d’interessi retratto agrario: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema del conflitto d'interessi nel retratto agrario. Il caso riguarda più proprietari di fondi confinanti, assistiti dallo stesso avvocato, che agiscono per riscattare un terreno venduto a terzi. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il loro intervento per conflitto d'interessi. La Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione per l'uniforme interpretazione della legge, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Ricorso inammissibile: valutazione prove in Cassazione
Un automobilista, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per un sinistro stradale, si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi presentati miravano a una nuova valutazione delle prove, compito che non rientra nelle sue competenze. L'appellante è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Querela di falso: la motivazione del giudice prevale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva presentato una querela di falso contro le firme del creditore. La Corte ha stabilito che il giudice d'appello aveva correttamente ritenuto non provata la falsità, fornendo una motivazione logica e coerente per discostarsi dalla perizia grafologica, le cui conclusioni erano solo probabilistiche. La validità della motivazione del giudice di merito ha assorbito ogni altra questione procedurale, confermando la decisione impugnata.
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Notifica PEC: l’errore formale non blocca l’appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1031/2025, ha stabilito un principio fondamentale in tema di notifica PEC. Depositare la scansione PDF delle ricevute anziché i file originali (.eml o .msg) non causa l'improcedibilità dell'appello, ma una semplice nullità sanabile. Se la controparte si costituisce senza eccepire vizi, lo scopo della notifica è raggiunto e il processo deve proseguire nel merito, tutelando il diritto di difesa rispetto a un eccessivo formalismo.
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