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Art. 1755 Codice Civile

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124 provvedimenti

Nullità Contratto Mediazione: Agente non iscritto perde provvigione
Un agente immobiliare chiedeva il pagamento della provvigione a un potenziale acquirente. Quest'ultimo si opponeva tardivamente, sostenendo che l'agente non fosse iscritto all'albo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la mancata iscrizione all'albo professionale causa la nullità del contratto di mediazione. Questa nullità è così grave che il giudice deve sempre verificarla, anche senza una specifica e tempestiva contestazione del cliente. Il cosiddetto 'principio di non contestazione' non si applica, perché l'iscrizione è un requisito imposto da una norma imperativa. Di conseguenza, l'agente non iscritto perde il diritto alla provvigione.
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Diritto alla provvigione: perché l’iscrizione all’albo è vitale
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il diritto alla provvigione derivante dall'intermediazione nella vendita di un'area edificatoria. Nonostante una prima vittoria in tribunale, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. I giudici di secondo grado hanno rilevato la mancanza di prova del rapporto di collaborazione tra la società e il soggetto che aveva materialmente svolto l'attività, oltre all'assenza di iscrizione di quest'ultimo all'albo dei mediatori. La Corte di Cassazione ha confermato tale impostazione, dichiarando inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha sottolineato che la società non ha contestato efficacemente la ragione principale della decisione d'appello, ovvero l'incapacità di dimostrare che il mediatore operasse effettivamente per conto dell'agenzia, rendendo irrilevante ogni altra argomentazione sulla natura del contratto.
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Mediazione immobiliare: provvigione e penali
Una società di mediazione immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione relativa a una compravendita conclusa dopo la scadenza del mandato, tramite un'altra agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla provvigione non sorge automaticamente con la semplice messa in relazione delle parti, ma richiede che l'attività del mediatore sia la causa adeguata della conclusione dell'affare. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla validità di una clausola penale che prevedeva un indennizzo per le vendite effettuate a clienti presentati dal primo mediatore, indipendentemente dal nesso causale nella vendita finale, sottolineando la funzione indennitaria di tale accordo contrattuale.
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Provvigione: quando spetta al mediatore?
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguarda una società immobiliare condannata in appello a pagare una provvigione calcolata sul valore indicato in una proposta d'acquisto. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice sottoscrizione di una proposta d'acquisto, essendo un atto preparatorio, non equivale alla conclusione dell'affare. Il diritto al compenso sorge solo quando si costituisce un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione specifica del contratto o per il risarcimento del danno.
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Provvigione mediazione immobiliare: i diritti spettanti
Il Tribunale ha confermato il diritto di un'agenzia a percepire la provvigione mediazione immobiliare nonostante l'acquirente avesse utilizzato una società veicolo per l'atto finale. La decisione si fonda sul riconoscimento di debito sottoscritto e sull'effettivo ruolo di intermediario svolto dall'agenzia nella conclusione dell'affare.
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Mediazione immobiliare: senza iscrizione niente compenso
La Corte d'Appello conferma che l'attività di ricerca immobili configura una mediazione immobiliare atipica. Senza iscrizione all'albo, il contratto è nullo e il compenso non è dovuto.
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Provvigione mediazione atipica: chi deve pagare?
Il Tribunale di Venezia ha respinto la richiesta di una società che esigeva il pagamento della provvigione mediazione atipica per l'acquisto di una rete di carburanti. La decisione chiarisce che, nel caso di procacciamento d'affari, il compenso grava esclusivamente su chi ha conferito l'incarico, a meno di accordi diversi. È stato inoltre rilevato un difetto di legittimazione attiva, poiché gli atti erano stati compiuti prima della costituzione della società attrice.
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Provvigione mediazione: quando spetta il compenso
Un proprietario immobiliare ha contestato il pagamento della provvigione mediazione a un'agenzia, sostenendo che un accordo scritto vincolasse il compenso alla vendita congiunta di due immobili. Poiché solo uno dei beni era stato alienato, il venditore riteneva nullo il diritto al compenso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano riconosciuto all'agenzia una provvigione parziale basata sugli usi locali per l'affare effettivamente concluso. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla legittimità dei giudici ausiliari e ha dichiarato inammissibili le censure sui fatti a causa della cosiddetta doppia conforme.
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Mediazione atipica: pagare anche senza vendita
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di mediazione atipica che prevedeva il pagamento di un compenso al mediatore anche in caso di mancata conclusione dell'affare. Il caso riguardava due comproprietarie che, dopo aver conferito incarico a un'agenzia e ricevuto una proposta conforme, avevano deciso di non vendere più l'immobile. La Corte ha stabilito che, in virtù dell'autonomia contrattuale, è legittimo pattuire un compenso per l'attività di ricerca del contraente, escludendo la vessatorietà della clausola se il mediatore ha effettivamente adempiuto ai propri doveri informativi e di ricerca.
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Provvigione mediatore: quando sorge il diritto?
Una mediatrice immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione a seguito dell'attività svolta per la vendita di un immobile. Nonostante la formulazione di una proposta d'acquisto, il proprietario aveva deciso di non procedere alla stipula del contratto preliminare. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il diritto alla provvigione sorge solo quando l'affare è concluso in modo da creare un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione del contratto. La semplice proposta o un accordo parziale non sono sufficienti a far maturare il compenso.
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Provvigione mediatore: no con preliminare di preliminare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31431/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguardava la richiesta di una provvigione da parte di una società di mediazione a seguito della firma di un accordo, qualificato come 'preliminare di preliminare', tra le parti di una compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dato ragione al mediatore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che un 'preliminare di preliminare' non costituisce 'affare concluso' ai sensi dell'art. 1755 c.c., in quanto genera solo un obbligo a continuare le trattative e non un vincolo giuridico che consenta di agire per l'esecuzione specifica del contratto. Pertanto, il diritto alla provvigione del mediatore sorge solo con la stipula di un contratto preliminare vero e proprio o del definitivo.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Provvigione mediatore e contratto preliminare: decisa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che si rifiutava di pagare la provvigione del mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto alla commissione sorge con la stipula del contratto preliminare, in quanto atto giuridicamente vincolante. È irrilevante che il contratto definitivo sia stato poi concluso da un soggetto terzo, nominato dall'acquirente originario. L'obbligo di pagare la provvigione del mediatore resta in capo a chi ha firmato il preliminare.
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Mediazione atipica: obbligo di iscrizione all’albo
Una società incarica un professionista di cercare immobili, promettendogli una provvigione. L'affare viene concluso da una società controllata. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale incarico, anche se unilaterale, si qualifica come mediazione atipica. Di conseguenza, il diritto alla provvigione è subordinato alla necessaria iscrizione del professionista all'albo dei mediatori, pena la nullità del contratto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva qualificato il rapporto come mandato, è stata cassata con rinvio.
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Produzione documentale appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di mediazione immobiliare per chiarire le rigide regole sulla produzione documentale in appello. Una società di mediazione, citata per la restituzione di un acconto, si era vista contestare la mancata iscrizione all'albo solo in secondo grado. La Corte d'Appello aveva ammesso la produzione tardiva del certificato, ma la Cassazione ha annullato la decisione, ribadendo che, ai sensi dell'art. 345 c.p.c., i nuovi documenti sono ammessi solo se la parte dimostra l'impossibilità di produrli prima per causa non imputabile, un principio distinto dalla proponibilità dell'eccezione.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta per il preliminare
Un caso analizzato dalla Corte di Cassazione chiarisce quando spetta la provvigione al mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso sorge con la stipula del contratto preliminare, anche se questo è sottoposto a una condizione risolutiva che successivamente si verifica. La decisione conferma che l'accordo vincolante tra le parti, frutto dell'attività del mediatore, è l'elemento decisivo per la maturazione della provvigione mediatore, a prescindere dagli esiti finali dell'operazione.
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Contratto di agenzia: stabilità e differenze
Un collaboratore, dopo aver procurato affari in Angola per un'azienda, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di agenzia per ottenere provvigioni postume. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto cruciale è stata la qualificazione del rapporto come procacciamento d'affari e non come contratto di agenzia, a causa della mancanza del requisito della stabilità. La Corte ha chiarito che lo sviluppo di un'unica, seppur complessa, iniziativa commerciale con un solo cliente non integra la stabilità necessaria per configurare un contratto di agenzia.
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Prescrizione mediazione: occultamento e prova
In un caso di provvigione per mediazione, la Cassazione ha chiarito la distinzione tra semplice omissione e occultamento doloso ai fini della sospensione della prescrizione. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta di una parte, come l'acquirente che nega la conclusione dell'affare, sospende la prescrizione solo nei suoi confronti e non si estende automaticamente al venditore, la cui posizione è autonoma. La prova di tale condotta richiede una valutazione rigorosa e non può basarsi su dichiarazioni con valenza confessoria rese da una parte circa il comportamento di un'altra.
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Abuso di biancosegno: quando serve la querela di falso?
Una società di intermediazione ha citato in giudizio un'azienda produttrice per il mancato pagamento di provvigioni. La controversia verteva su un incarico firmato in bianco, che secondo l'azienda produttrice era stato riempito dalla controparte in violazione degli accordi (abuso di biancosegno). La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di riempimento 'contra pacta' (contro gli accordi), non è necessaria la querela di falso, essendo sufficiente per la parte che si difende provare l'esistenza di un patto di riempimento diverso da quello attuato.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta nel momento in cui le parti concludono un accordo vincolante, come un contratto preliminare di vendita completo di tutti gli elementi essenziali. La Corte ha respinto il ricorso di una promissaria acquirente che si rifiutava di pagare la commissione, sostenendo che l'affare non si fosse concluso. Secondo i giudici, il diritto alla provvigione nasce con la creazione del vincolo giuridico tra le parti, a prescindere dagli eventi successivi come l'inadempimento di una di esse.
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