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Art. 1751 Codice Civile

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150 provvedimenti

Provvigione agente: spetta per gli appalti pubblici?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agente che richiedeva il pagamento di provvigioni per l'aggiudicazione di una gara d'appalto a favore della sua società preponente. La Corte ha stabilito che la provvigione agente matura solo con la conclusione dei singoli contratti di fornitura e non con la semplice aggiudicazione della gara. L'agente non è riuscita a fornire la prova della conclusione di tali affari, pertanto la sua domanda è stata respinta.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame di merito
Un agente ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere il pagamento di provvigioni a una percentuale maggiore e indennità di fine rapporto. La Corte Suprema dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, ribadendo che non può riesaminare nel merito le valutazioni di fatto e di prova già compiute dai giudici di primo e secondo grado, se adeguatamente motivate.
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Contratto di agenzia: no provvigioni senza accordo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un promotore finanziario non ha diritto a commissioni per la gestione di prodotti non esplicitamente inclusi nel contratto di agenzia. La mera aspettativa o promessa verbale non è sufficiente a creare un obbligo per l'istituto di credito. Di conseguenza, il recesso dell'agente basato su questa presunta inadempienza è stato ritenuto privo di giusta causa, con condanna al pagamento dell'indennità di mancato preavviso.
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Indennità meritocratica: niente se c’è giusta causa
La Cassazione stabilisce che l'indennità meritocratica non è dovuta all'agente in caso di recesso per giusta causa. Questa indennità, seppur legata all'acquisizione di nuovi clienti, rientra nella disciplina generale dell'art. 1751 c.c., che esclude ogni compenso in caso di grave inadempimento dell'agente. Il caso riguardava un agente che aveva illegittimamente rifiutato una richiesta di mutuo a nome della banca preponente.
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Recesso per giusta causa: quando è legittimo?
Un agente recede da un contratto di agenzia per inadempimenti della preponente, invocando il recesso per giusta causa. La Corte d'Appello, confermando la decisione di primo grado, nega la sussistenza della giusta causa, ritenendo il singolo mancato pagamento di una fattura non sufficientemente grave da giustificare la risoluzione immediata, e condanna l'agente al pagamento dell'indennità di mancato preavviso.
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Agente monomandatario: indennità e decisione Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27355/2024, ha stabilito una distinzione cruciale tra agente con patto di esclusiva e agente monomandatario. La Corte ha chiarito che un agente con un semplice divieto di concorrenza non è automaticamente un agente monomandatario, e ciò incide sull'importo dell'indennità di preavviso dovuta. È stato accolto il ricorso della società preponente su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando per una nuova determinazione. È stato invece respinto il motivo relativo alla quantificazione dell'indennità di fine rapporto ex art. 1751 c.c.
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Contratto di subagenzia: quando il ricorso è nullo
Un subagente ha citato in giudizio l'agente per ottenere il pagamento di provvigioni e indennità. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello per mancanza di prove sui termini specifici del contratto di subagenzia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il ricorrente cercava una rivalutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte Suprema, e non aveva formulato correttamente i motivi di ricorso.
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Contratto di subagenzia: nuove regole su contratti vecchi
Un subagente recede da un contratto di subagenzia del 1988. La Cassazione chiarisce che le nuove norme (D.Lgs. 303/1991) si applicano anche ai contratti preesistenti. Rigettata la richiesta di indennità del subagente e confermata la sua condanna a pagare l'indennità per mancato preavviso e a restituire le provvigioni.
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Ricorso agenzia inammissibile: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agente contro la società preponente. Il caso riguarda la legittimità del recesso per giusta causa a seguito del mancato raggiungimento degli obiettivi di fatturato. La Suprema Corte ha respinto il ricorso non nel merito, ma per vizi formali e procedurali, sottolineando come un ricorso agenzia inammissibile derivi da una errata formulazione dei motivi, che tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Recesso agente per giusta causa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24092/2024, ha esaminato un caso di recesso agente per giusta causa. La controversia verteva sulla legittimità del recesso di un agente a seguito del blocco, da parte della società preponente, del portale telematico per l'invio degli ordini, ritenuto l'unico strumento operativo. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale della società che quello incidentale dell'agente, confermando la decisione d'appello. È stata riconosciuta la giusta causa di recesso, con diritto all'indennità per l'agente, ma è stata anche confermata la sua condanna al pagamento di una penale per la violazione del patto di non concorrenza post-contrattuale.
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Indennità di preavviso preponente: non spetta mai
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23057/2024, ha stabilito un principio cruciale nel contratto di agenzia: l'indennità di preavviso preponente non è dovuta, neanche in caso di recesso per giusta causa a causa di un grave inadempimento dell'agente. La Corte ha chiarito che nessuna norma prevede tale diritto per il mandante, il cui unico vantaggio è poter interrompere il rapporto immediatamente senza versare l'indennità di fine rapporto. La sentenza ha anche accolto le ragioni dell'agente riguardo a una richiesta di provvigioni, cassando la decisione d'appello per non aver considerato le istanze istruttorie volte a ottenere la documentazione necessaria dalla società preponente.
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Indennità di cessazione: il fisso va calcolato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23043/2024, ha stabilito un principio fondamentale per l'indennità di cessazione rapporto di agenzia. La Corte ha chiarito che nel calcolo dell'indennità massima deve essere incluso anche il 'fisso provvigionale' o 'minimo garantito' percepito dall'agente, e non solo le provvigioni maturate sul fatturato. Questa decisione si basa su un'interpretazione ampia del concetto di 'retribuzioni riscosse', in linea con la normativa europea, volta a garantire un'equa compensazione all'agente per la perdita dei vantaggi derivanti dal contratto.
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Recesso per giusta causa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un agente che aveva invocato il recesso per giusta causa a seguito dell'invio non autorizzato di una mail alla sua clientela da parte della banca preponente. La Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti che costituiscono giusta causa è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è congrua, soprattutto in presenza di una "doppia conforme" delle sentenze di primo e secondo grado.
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Recesso agente: quando il ricorso è inammissibile
Un agente di commercio ha impugnato il licenziamento per giusta causa dovuto al mancato raggiungimento degli obiettivi contrattuali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità del recesso agente. La Corte ha chiarito che non può riesaminare i fatti del caso e che non è possibile introdurre nuove questioni legali, come la presunta vessatorietà di una clausola, per la prima volta in sede di legittimità.
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Recesso per giusta causa: motivi d’appello specifici
Un'agenzia assicurativa contesta il recesso per giusta causa intimato dalla compagnia mandante. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che le contestazioni, sia procedurali (sull'uso di documenti da parte del CTU) sia di merito (sulla tempistica di un pagamento), dovevano essere formulate come motivi specifici nel precedente grado di appello, cosa che i ricorrenti non hanno dimostrato di aver fatto.
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Indennità di risoluzione agente: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13946/2024, ha stabilito che l'indennità di risoluzione agente spetta anche in caso di recesso non motivato da giusta causa, se un accordo collettivo prevede condizioni più favorevoli rispetto alla legge. La Corte ha inoltre dichiarato nullo un patto di non concorrenza perché troppo generico e non conforme ai requisiti dell'art. 1751 bis c.c., accogliendo così le ragioni dei subagenti contro l'agenzia generale preponente.
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Recesso contratto distribuzione: preavviso e procura
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di recesso da un contratto di distribuzione di prodotti cosmetici. L'ordinanza conferma la legittimità di un preavviso di sei mesi, ritenuto congruo dalla Corte d'Appello, e rigetta il ricorso del distributore. La Suprema Corte chiarisce importanti principi procedurali, come la possibilità di sanare un difetto di procura anche nel giudizio di appello, e ribadisce l'inammissibilità di domande nuove e la necessità di dimostrare la decisività dei fatti omessi per fondare un motivo di ricorso.
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Contratto di agenzia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di consulenza contro una società di leasing in una disputa su un contratto di agenzia. La ricorrente lamentava inadempimenti come la violazione dell'esclusiva di zona e della normativa antiriciclaggio. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non contestavano errori di diritto, ma miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta al giudice di legittimità. La decisione sottolinea che la condotta tollerata tra le parti, come operare fuori zona, può creare un legittimo affidamento che esclude l'inadempimento.
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Indennità fine rapporto agente: no se mancano i target
Un'agenzia commerciale si è vista negare l'indennità di fine rapporto agente a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi di vendita. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un inadempimento grave e persistente agli obiettivi contrattuali può giustificare la risoluzione per giusta causa del contratto di agenzia, escludendo il diritto all'indennità.
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Prescrizione provvigioni agente: quando è decennale?
Un agente ha citato in giudizio la sua compagnia preponente per il mancato pagamento di provvigioni indirette e dell'indennità di risoluzione. Le corti di merito avevano respinto le richieste applicando la prescrizione breve di cinque anni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che sia la richiesta di risarcimento per la violazione del patto di esclusiva, sia il credito per l'indennità di risoluzione, sono soggette alla prescrizione ordinaria di dieci anni. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione delle provvigioni dell'agente in caso di inadempimento contrattuale del preponente.
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