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Art. 1751 Codice Civile

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150 provvedimenti

Onere della prova agente: come dimostrare il diritto
La richiesta di provvigioni di un'agente nei confronti di una società fallita è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere della prova agente impone di dimostrare non solo la promozione, ma anche la conclusione effettiva degli affari tramite l'accettazione del preponente. La semplice produzione di un elenco vendite non è risultata sufficiente.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se cumulativo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un suo ex agente. La ragione risiede in un errore procedurale cruciale: aver mescolato in modo confuso e inscindibile diversi motivi di impugnazione tra loro incompatibili. La decisione sottolinea che ogni censura nel ricorso per cassazione deve essere specifica e autonoma. La Corte ha anche confermato la corretta attribuzione delle spese legali del precedente giudizio, condannando la società ricorrente al pagamento delle ulteriori spese.
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Compenso agente: fisso o minimo garantito? Analisi
La Cassazione esamina un contratto di agenzia, chiarendo la distinzione tra compenso agente fisso e minimo garantito. La Corte respinge sia il ricorso dell'agente, che contestava il calcolo delle indennità, sia quello della preponente, che sosteneva la natura di minimo garantito del compenso e la validità di una clausola risolutiva espressa per mancato raggiungimento di risultati. La decisione finale conferma la valutazione della Corte d'Appello, stabilendo che il compenso era fisso e che la clausola risolutiva non giustificava un recesso per giusta causa.
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Indennità di fine rapporto agente: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agente, chiarendo che spetta a quest'ultima provare i presupposti per l'indennità di fine rapporto agente. In particolare, non basta dimostrare di aver acquisito nuovi clienti, ma è necessario provare che la società preponente continui a trarne vantaggi sostanziali. La Corte ha inoltre ribadito la natura discrezionale dell'ordine di esibizione di documenti, negandolo quando la richiesta appare tardiva ed esplorativa.
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Deroga giurisdizione agente: indennità indisponibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di deroga giurisdizione agente in favore di un arbitro estero è nulla se la controversia riguarda l'indennità di fine rapporto. Questo diritto è considerato indisponibile ai sensi della Legge 218/1995 e, pertanto, la giurisdizione italiana non può essere esclusa, confermando la competenza del tribunale italiano.
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Recesso per giusta causa: la Cassazione decide
Un agente, a cui era stato intimato il recesso per giusta causa a seguito di ammanchi di merce, ha impugnato la decisione. La Corte d'Appello ha confermato la legittimità del recesso, condannando l'agente al risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale dell'agente, dichiarando inammissibili le sue nuove argomentazioni legali in quanto non sollevate nei precedenti gradi di giudizio. La sentenza ribadisce che i motivi di ricorso in Cassazione devono vertere su questioni già dibattute.
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Onere della prova agenzia: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione analizza il contratto di agenzia, focalizzandosi sull'onere della prova. Il caso riguarda un agente che chiedeva provvigioni e indennità, scontrandosi con il rifiuto del preponente di esibire la documentazione contabile. La Corte ha stabilito che tale rifiuto, specialmente se ingiustificato, non può gravare sull'agente ma deve essere valutato dal giudice come argomento di prova a sfavore del preponente. La sentenza chiarisce anche i criteri per le provvigioni indirette e il calcolo dell'indennità di fine rapporto alla luce del diritto europeo.
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Recesso contratto agenzia: quando è illegittimo?
Un agente ha citato in giudizio la sua società preponente dopo che questa, dopo aver già comunicato un recesso con preavviso, ha risolto il contratto per una presunta giusta causa (mancato raggiungimento degli obiettivi di fatturato) sorta durante il periodo di preavviso. Il Tribunale di Milano ha dichiarato illegittimo il recesso per giusta causa, ritenendolo contrario al principio di buona fede, poiché la motivazione era già nota o prevedibile al momento della prima comunicazione. Di conseguenza, ha condannato la preponente al pagamento dell'indennità per il preavviso residuo e di altre indennità collegate, ma ha respinto la richiesta di indennità di scioglimento ex art. 1751 c.c. per mancata prova da parte dell'agente.
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Patto di prova agenzia: valido senza preavviso?
Un agente ha contestato la validità del patto di prova agenzia dopo il recesso della società preponente. Il Tribunale di Monza ha respinto il ricorso, confermando che la clausola che esclude il preavviso durante la prova è legittima. La sentenza chiarisce che l'indennità di cessazione è dovuta solo se l'agente dimostra di aver procurato nuovi clienti o vantaggi sostanziali per la preponente, prova che in questo caso è mancata.
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Indennità Agente: Onere della prova e presupposti
Una società agente ha citato in giudizio la preponente per ottenere l'indennità di cessazione del rapporto. Il tribunale di primo grado aveva parzialmente accolto la domanda, ma la Corte di Appello ha completamente riformato la decisione. La Corte ha stabilito che l'agente non aveva soddisfatto l'onere della prova, non riuscendo a dimostrare né l'effettiva acquisizione di nuovi clienti né la persistenza di vantaggi sostanziali per la preponente dopo la fine del contratto. La domanda è stata quindi rigettata, ribadendo che l'agente deve fornire prove concrete e non può affidarsi a semplici elenchi o a richieste di esibizione documentale per sopperire alle proprie mancanze probatorie.
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