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Art. 175 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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210 provvedimenti

Altri anni per Art. 175 Codice di Procedura Penale

Rimessione in termini: no se il professionista è negligente
La Corte di Cassazione ha stabilito che la negligenza del professionista incaricato non costituisce una 'causa non imputabile' per giustificare una rimessione in termini. In un caso riguardante un ricorso tributario depositato in ritardo, la Corte ha respinto la richiesta del contribuente, affermando che la scelta del difensore e la vigilanza sul suo operato ricadono sulla parte, la quale può eventualmente agire per responsabilità professionale ma non ottenere la riapertura dei termini processuali.
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Restituzione in termini: viaggio all’estero non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino che chiedeva la restituzione in termini per impugnare un'ordinanza. La Corte ha stabilito che un viaggio all'estero, essendo una libera scelta, non costituisce una causa di forza maggiore che giustifichi il mancato rispetto dei termini processuali. Di conseguenza, l'appello tardivo contro la revoca della sospensione di un ordine di demolizione è stato respinto.
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Ricorso inammissibile: richiesta tardiva in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di motivi manifestamente infondati. In particolare, la richiesta di giudizio abbreviato, avanzata per la prima volta in appello, è stata considerata tardiva perché non presentata contestualmente all'atto di impugnazione. Questa decisione conferma che le istanze procedurali devono rispettare termini e forme precise, pena la loro inefficacia e la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Notifica avvocato: nulla se non al difensore giusto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione a causa di un vizio procedurale fondamentale. La corretta notifica avvocato è cruciale: l'invio del decreto di citazione al difensore d'ufficio, anziché a quello di fiducia la cui nomina era stata regolarmente comunicata alla Procura, ha reso nulli sia la sentenza di primo grado che quella d'appello. Il processo dovrà ricominciare da capo.
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Rescissione del giudicato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per la rescissione del giudicato di un imputato che, pur lamentando un vizio di notifica, era stato informato del processo dal suo avvocato via mail. La Corte ha stabilito che la conoscenza del procedimento prima della definitività della sentenza esclude l'uso di questo rimedio straordinario.
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Restituzione in termini per la persona offesa: la guida
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25287/2023, ha stabilito che la persona offesa può ottenere la restituzione in termini per costituirsi parte civile, anche se non è ancora formalmente una parte processuale. L'analisi si concentra sulla tutela dei diritti della vittima nel processo penale. Il ricorso è stato accolto solo per la revoca di una pena accessoria.
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Restituzione nel termine: stress non è forza maggiore
Una donna chiede la restituzione nel termine per impugnare la revoca del lavoro di pubblica utilità, adducendo come forza maggiore lo stress psicologico derivante da un'interruzione di gravidanza. La Corte di Cassazione, pur annullando la decisione del primo giudice per incompetenza, dichiara la richiesta inammissibile. Stabilisce che lo stress soggettivo non costituisce forza maggiore se non si traduce in un impedimento assoluto, oggettivo e insuperabile, che precluda lo svolgimento di qualsiasi attività.
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Rescissione del giudicato: il rimedio corretto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che lamentava una nullità della notifica tramite incidente di esecuzione. La Corte ha stabilito che, a seguito di una sentenza definitiva, l'unico strumento per contestare la mancata conoscenza del processo è la rescissione del giudicato, e non l'incidente di esecuzione, anche in presenza di nullità assolute.
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Rescissione del giudicato: nomina avvocato e doveri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9479/2023, ha stabilito che la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio non sono sufficienti per ottenere la rescissione del giudicato se l'imputato si disinteressa completamente del processo. L'ignoranza della celebrazione del processo è stata ritenuta colpevole, in quanto derivante da una violazione del dovere di diligenza dell'imputato di mantenersi in contatto con il proprio legale. La richiesta di rescissione del giudicato è stata quindi respinta.
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Processo in assenza: quando è colpevole?
La Corte di Cassazione ha negato la rescissione del giudicato a un imputato condannato in sua assenza. La Corte ha stabilito che la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio, seguite da un allontanamento volontario senza mantenere i contatti, configurano un disinteresse colpevole. Questa condotta impedisce di considerare 'incolpevole' la mancata conoscenza del processo in assenza, anche se il difensore ha poi rinunciato al mandato.
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