La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputata contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo gravame perché ritenuto tardivo. Il Tribunale di primo grado aveva pronunciato la sentenza fissando un termine di novanta giorni per il deposito, scadente il diciassette dicembre. La Cassazione ha chiarito che il termine per proporre appello di quarantacinque giorni decorre esattamente dalla scadenza del termine fissato per il deposito della sentenza, e non prima. Di conseguenza, il termine utile scadeva il trentuno gennaio e l'appello, depositato il trenta gennaio, era perfettamente tempestivo. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza di inammissibilità, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello per lo svolgimento del processo di secondo grado.
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