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Art. 170 Codice Civile

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108 provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria e fondo patrimoniale
La Corte d'Appello ha confermato l'efficacia dell'azione revocatoria ordinaria contro la costituzione di un fondo patrimoniale eseguita da un garante. L'atto è stato dichiarato inefficace poiché ha sottratto l'unico bene immobile alla garanzia del credito, sussistendo sia il danno per il creditore che la consapevolezza del debitore.
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Fondo patrimoniale: pignorabilità per debiti d’impresa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due fratelli che si opponevano al pignoramento dei loro beni, conferiti in un fondo patrimoniale, per un debito derivante da una fideiussione a favore della loro società. La Corte ha stabilito che i beni nel fondo sono pignorabili se il debito è contratto per soddisfare i bisogni familiari, anche in senso lato, come il sostentamento derivante dall'attività d'impresa. Spetta al debitore provare l'estraneità del debito a tali bisogni e la conoscenza di ciò da parte del creditore. Inoltre, è stato escluso che il coniuge non debitore sia un litisconsorte necessario nel giudizio di opposizione all'esecuzione.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
Un debitore crea un fondo patrimoniale dopo un'ispezione fiscale sulla sua società. Un ex socio, divenuto creditore, contesta con successo il fondo tramite un'azione revocatoria fondo patrimoniale. La Cassazione conferma l'ammissibilità della domanda riconvenzionale del creditore e stabilisce che la consapevolezza del danno può essere provata per presunzioni, come la tempistica dell'atto rispetto all'accertamento fiscale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un ex socio di una società di persone impugnava una serie di atti fiscali, tra cui avvisi di accertamento e cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (c.d. Rottamazione), pagando le somme dovute. La Suprema Corte, prendendo atto dell'avvenuta adesione e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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Iscrizione ipotecaria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di iscrizione ipotecaria fondo patrimoniale per debiti misti (tributari e non). La Corte stabilisce una giurisdizione ripartita: al giudice tributario per i crediti fiscali e al giudice ordinario per gli altri. Inoltre, inverte l'onere della prova, stabilendo che spetta al debitore dimostrare che il debito era estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore ne era a conoscenza.
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Appello tributario: quando è ammissibile?
La Cassazione chiarisce i requisiti di ammissibilità dell'appello tributario. Ha stabilito che la riproposizione delle difese di primo grado è sufficiente per un valido appello, annullando la decisione di merito che aveva ritenuto inammissibile il ricorso di un agente di riscossione contro un professionista per un'ipoteca su un fondo patrimoniale.
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Sospensione feriale e opposizione: quando non si applica
Un debitore ha proposto appello contro una decisione che respingeva la sua opposizione al pignoramento di quote societarie. L'appello è stato dichiarato tardivo perché non è stata applicata la sospensione feriale dei termini. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la sospensione feriale non si applica alle cause di opposizione all'esecuzione, in virtù del principio dell'apparenza basato sulla qualificazione data dal primo giudice.
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Fondo patrimoniale e ipoteca: la motivazione conta
Un contribuente impugna un'iscrizione ipotecaria su beni inseriti in un fondo patrimoniale, sostenendo che i debiti fiscali derivassero dalla sua attività d'impresa e fossero estranei ai bisogni familiari. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, non per un errore sul principio di diritto, ma perché la decisione del giudice di merito era basata su una motivazione apparente, cioè astratta e non collegata alle prove specifiche del caso. La sentenza viene quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Iscrizione ipotecaria fondo patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'iscrizione ipotecaria fondo patrimoniale è ammissibile per debiti tributari. Tuttavia, spetta al contribuente dimostrare che il debito era estraneo ai bisogni familiari e che l'agente della riscossione ne era a conoscenza. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per non aver applicato correttamente questo principio sull'onere della prova.
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Fondo patrimoniale: revocatoria in caso di fallimento
La Corte di Cassazione conferma la revocatoria di un fondo patrimoniale costituito da un imprenditore poi fallito. La sentenza chiarisce che tale atto, se pregiudizievole per i creditori, può essere dichiarato inefficace. Viene specificato l'onere della prova a carico della Curatela fallimentare, che deve dimostrare il pregiudizio derivante dalla costituzione del fondo, senza dover provare la totale incapienza del patrimonio residuo.
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Principio di non contestazione: limiti nel processo
La Cassazione chiarisce i limiti del principio di non contestazione nel processo tributario. Se il debito fiscale deriva da cartelle non impugnate, il contribuente non può contestarne la natura in un successivo giudizio contro l'iscrizione ipotecaria, anche se l'Agenzia non ha specificamente replicato. Il ricorso è rigettato.
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Fondo patrimoniale: l’ipoteca per debiti fiscali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26750/2024, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'ipoteca iscritta su beni facenti parte di un fondo patrimoniale. L'ipoteca garantiva un debito fiscale derivante dall'attività d'impresa del contribuente. La Corte ha ribadito che l'iscrizione è legittima se il debito è sorto per i bisogni della famiglia e che spetta al debitore dimostrare il contrario, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: effetti sui terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28593/2024, chiarisce un punto cruciale sull'azione revocatoria fondo patrimoniale. La revoca della costituzione di un fondo patrimoniale non invalida automaticamente gli atti di vendita successivi a favore di terzi. L'effetto della revoca è limitato a rimuovere il vincolo di destinazione sul bene, rendendolo aggredibile dai creditori. Tuttavia, se un terzo acquista il bene e trascrive il suo atto prima della trascrizione del pignoramento da parte del creditore, il suo acquisto è salvo. La priorità della trascrizione diventa quindi l'elemento decisivo per l'opponibilità dell'acquisto al creditore procedente.
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Liquidazione Giudiziale: no atto notarile per la domanda
Un socio di maggioranza ha impugnato la sentenza che apriva la liquidazione giudiziale della sua società, sostenendo che la domanda dell'amministratore fosse formalmente invalida e costituisse un abuso del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio: la domanda di liquidazione giudiziale, a differenza di altri strumenti di regolazione della crisi, non necessita di verbale notarile. È sufficiente che sia sottoscritta dal legale rappresentante. Inoltre, ha chiarito che il socio non può eccepire l'abuso del processo per bloccare la procedura se lo stato di insolvenza è accertato.
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Sottrazione fraudolenta: fondo patrimoniale non basta
La Corte di Cassazione conferma la condanna per sottrazione fraudolenta a carico di un imprenditore che aveva donato alla figlia un immobile facente parte di un fondo patrimoniale. La Corte ha stabilito che, poiché i debiti fiscali erano stati contratti per soddisfare i bisogni della famiglia, l'immobile era aggredibile dal Fisco e la donazione costituiva un atto fraudolento per eludere la riscossione.
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Fondo patrimoniale: onere della prova sul debitore
Un contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria su beni conferiti in un fondo patrimoniale. La Cassazione rigetta il ricorso, ribadendo che spetta al debitore l'onere della prova di dimostrare l'estraneità del debito ai bisogni familiari.
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Fondo patrimoniale: chi prova l’estraneità del debito?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di fondo patrimoniale e debiti fiscali. In caso di iscrizione di ipoteca da parte dell'agente di riscossione su beni inclusi nel fondo, spetta al contribuente, e non all'ente creditore, l'onere di provare che il debito è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia. La sentenza ha inoltre chiarito la ripartizione della giurisdizione tra giudice tributario e giudice ordinario quando l'ipoteca garantisce sia crediti tributari che di altra natura.
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Opposizione all’esecuzione: motivi di ricorso generici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due debitori contro un'espropriazione immobiliare. L'opposizione all'esecuzione è stata respinta perché i motivi presentati erano generici, non dimostravano un'effettiva collaborazione fraudolenta del creditore e non rispettavano il principio di specificità richiesto per l'impugnazione. La Corte ha confermato che la semplice conoscenza della funzione di garanzia di un assegno non è sufficiente a bloccare l'azione esecutiva.
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Fondo patrimoniale e debiti d’impresa: la Cassazione
Un imprenditore contesta un'ipoteca iscritta su beni inseriti in un fondo patrimoniale a garanzia di un debito aziendale. A seguito di decisioni contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rileva un conflitto nella propria giurisprudenza sull'onere della prova. La questione cruciale, relativa alla pignorabilità del fondo patrimoniale, è stata rinviata a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Iscrizione ipotecaria su fondo patrimoniale: la Cass.
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria su un immobile inserito in un fondo patrimoniale per debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9817/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare, non un atto esecutivo, e quindi legittima anche su beni del fondo. Spetta al debitore dimostrare che il creditore conosceva l'estraneità del debito ai bisogni della famiglia, un onere che il contribuente non ha soddisfatto.
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