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Art. 168 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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220 provvedimenti

Altri anni per Art. 168 Codice Penale

Revoca sospensione condizionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di revoca sospensione condizionale della pena. Un soggetto, beneficiario della sospensione, aveva commesso un nuovo delitto entro il termine di cinque anni dalla data in cui la prima sentenza era divenuta irrevocabile. La Corte ha ribadito che, ai fini della revoca, rileva la data di commissione del nuovo reato, non la data in cui la successiva condanna diviene definitiva. L'appello è stato quindi ritenuto manifestamente infondato.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione è legittima perché la condannata ha riportato, nel termine di cinque anni, una nuova condanna per un delitto commesso in precedenza. La somma delle pene, quella sospesa e la nuova, ha superato i limiti di legge, rendendo obbligatoria la revoca sospensione condizionale. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che la revoca è obbligatoria quando la somma delle pene supera i limiti di legge, anche se il giudice che ha concesso il secondo beneficio non era a conoscenza del primo. L'onere di provare la conoscenza del giudice ricade sul ricorrente.
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Revoca sospensione condizionale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca è stata ritenuta obbligatoria poiché l'imputato aveva riportato una successiva condanna a una pena superiore ai due anni per un reato commesso prima della concessione del beneficio, rendendo irrilevanti le altre doglianze.
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Reato di fuga: quando scappare è reato e le conseguenze
La Corte di Cassazione conferma una condanna per il reato di fuga dopo un incidente stradale. L'appello dell'imputato è stato dichiarato inammissibile poiché la sua colpevolezza, provata da video, era stata logicamente motivata dai giudici di merito. La Corte ha inoltre confermato la revoca della sospensione condizionale della pena a causa di un precedente simile e ha negato le attenuanti generiche, ravvisando l'intento dell'imputato di sottrarsi alle proprie responsabilità.
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Revoca sospensione condizionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione è basata sulla sopravvenuta condanna per un delitto commesso in precedenza, la cui pena, cumulata a quella sospesa, supera i limiti di legge. Tale revoca è considerata un atto dovuto, anche se l'imputato era minorenne all'epoca dei fatti.
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Anteriorità del delitto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo il principio sull'anteriorità del delitto. Viene stabilito che, ai fini della revoca di un beneficio, la valutazione di un reato successivo deve fare riferimento alla data in cui la prima sentenza è diventata definitiva, e non alla data di commissione del primo reato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revoca sospensione condizionale: quando scatta?
La Corte di Cassazione chiarisce che una nuova condanna a lavori di pubblica utilità, in sostituzione di una pena detentiva, costituisce un motivo valido per la revoca della sospensione condizionale della pena precedentemente concessa. L'ordinanza analizza il caso di un ricorrente che, dopo aver beneficiato della sospensione, ha commesso nuovi reati, vedendosi così annullato il beneficio. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Revoca sospensione condizionale: nuovo reato nel quinquennio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. Il provvedimento conferma che, se un condannato commette un nuovo delitto entro cinque anni dal passaggio in giudicato della prima sentenza, il beneficio viene revocato di diritto. La Corte ha ribadito che il quinquennio decorre dalla data in cui la sentenza che concede il beneficio diventa definitiva, respingendo le argomentazioni della difesa che cercavano di far risalire la commissione del nuovo reato a una data anteriore.
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Appello inammissibile: motivi generici e condanna
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile presentato da un imputato condannato per spaccio di lieve entità. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e ripetitivi, non idonei a contestare la sentenza d'appello. La Corte ha confermato la condanna, la valutazione sulla gravità del fatto che esclude la tenuità, e la legittima revoca della sospensione condizionale della pena a causa della commissione di un nuovo reato nel quinquennio.
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Inammissibilità ricorso: condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato contro un'ordinanza di una Corte d'Appello che revocava un beneficio di legge. La decisione di inammissibilità ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, evidenziando le severe conseguenze economiche di un'impugnazione proceduralmente errata.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca è automatica e obbligatoria quando una successiva condanna per un reato precedente fa superare i limiti di pena totali, a prescindere dalla conoscenza del secondo giudice. Il caso in esame distingueva la revoca di diritto (art. 168 c.p.) da quella discrezionale (art. 164 c.p.), chiarendo l'inapplicabilità di certi precedenti giurisprudenziali.
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Revoca sospensione condizionale: da quando decorre?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte stabilisce che il termine di cinque anni, entro cui non commettere nuovi reati, decorre dalla data in cui la sentenza che concede il beneficio diventa irrevocabile, e non dalla data di commissione del nuovo delitto.
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Revoca sospensione condizionale: quando avviene?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte ribadisce che, ai fini della revoca, conta la data in cui la nuova condanna diventa irrevocabile, non la data di commissione del reato, anche se anteriore alla concessione del beneficio.
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Revoca sospensione condizionale: quando è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca era stata disposta dal Tribunale dopo una nuova condanna per un reato della stessa indole, la cui pena, cumulata alla precedente, superava i limiti di legge. La Suprema Corte ha confermato che, in tali circostanze, la revoca sospensione condizionale è un atto dovuto e non discrezionale, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Revoca sospensione condizionale e patteggiamento
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte chiarisce che una nuova condanna, anche per patteggiamento, commessa nel quinquennio, costituisce titolo idoneo per la revoca sospensione condizionale, equiparando il patteggiamento a una sentenza di condanna.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione chiarisce la legittimità della revoca della sospensione condizionale della pena. Il caso riguarda un ricorso contro un'ordinanza che revocava il beneficio concesso con due sentenze. La Corte ha stabilito che la revoca è corretta anche se la causa ostativa era ignota al giudice di primo grado, conformemente a un recente principio delle Sezioni Unite. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.
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Revoca sospensione condizionale: quando scatta?
La Cassazione chiarisce i presupposti per la revoca sospensione condizionale della pena. L'ordinanza stabilisce che il termine di cinque anni per la revoca decorre dalla data in cui la prima sentenza diventa irrevocabile, non dalla data di commissione del reato, e che la prescrizione del reato non ha più rilievo dopo la condanna definitiva.
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Revoca sospensione condizionale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca della sospensione condizionale della pena, concessagli tramite un decreto penale per una sanzione pecuniaria. La richiesta era motivata dal timore di non poter usufruire del beneficio per futuri reati più gravi. La Corte ha stabilito che un decreto penale non opposto acquista valore di giudicato e le sue statuizioni, inclusa la sospensione condizionale, non possono essere revocate in sede esecutiva, se non nei casi tassativamente previsti dalla legge, non riscontrati nella fattispecie.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8436/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo un punto cruciale sulla revoca sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che la revoca è legittima se, al momento del provvedimento, il reato originario (oggetto della sospensione) non è stato ancora formalmente dichiarato estinto. La successiva estinzione del reato non invalida una revoca già disposta, rendendo prive di pregio le contestazioni del ricorrente.
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