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Art. 168 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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220 provvedimenti

Altri anni per Art. 168 Codice Penale

Revoca sospensione condizionale: il nuovo reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. Il provvedimento è stato confermato perché l'imputato aveva commesso un nuovo reato durante il quinquennio di prova, integrando così i presupposti di legge per la revoca del beneficio precedentemente concesso.
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Revoca sospensione condizionale: quando scatta?
La Corte di Cassazione conferma la revoca sospensione condizionale della pena per un individuo che ha commesso un nuovo reato nel quinquennio di prova. L'ordinanza chiarisce che il termine decorre dal passaggio in giudicato della prima sentenza e si interrompe con la commissione del nuovo delitto, non con la relativa condanna definitiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte ha confermato che la revoca è automatica quando, durante il periodo di prova, interviene una condanna definitiva per un delitto commesso anteriormente alla concessione del beneficio, anche se la nuova pena non è sospesa. La decisione sottolinea l'automatismo della revoca previsto dalla legge in queste circostanze.
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Sospensione condizionale pena: decorrenza e revoca
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5434/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di sospensione condizionale della pena. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva di far decorrere il periodo di prova dalla data di commissione del reato anziché dal passaggio in giudicato della sentenza. Secondo i giudici, l'orientamento consolidato che fissa il 'dies a quo' al momento in cui la sentenza diviene definitiva è pienamente legittimo e coerente con la funzione deterrente e di prevenzione del beneficio, respingendo così la questione di legittimità costituzionale.
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Revoca sospensione condizionale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5420/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca sospensione condizionale della pena. La Corte ha confermato che la revoca è obbligatoria quando viene commesso un nuovo delitto nel quinquennio, e il giudice dell'esecuzione è tenuto a disporla, anche se il giudice della cognizione non lo ha fatto.
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Sospensione condizionale pena: revoca e onere prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca era stata disposta per il mancato pagamento di un risarcimento. La Corte sottolinea che spetta al condannato l'onere di provare concretamente l'impossibilità di adempiere, non essendo sufficienti generiche affermazioni, soprattutto se contraddette da altri elementi.
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Revoca sospensione condizionale: nuovo delitto basta
Un soggetto, precedentemente condannato per lesioni con pena sospesa, si è visto revocare il beneficio dopo una nuova condanna per un altro reato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che ai fini della revoca sospensione condizionale, la commissione di un qualsiasi nuovo delitto entro cinque anni è condizione sufficiente, senza che sia necessario valutarne la specifica natura. L'appello è stato dichiarato inammissibile.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione chiarisce che la revoca è un atto dovuto e automatico quando l'imputato, dopo aver ottenuto il beneficio, riporta un'altra condanna per un reato commesso in precedenza, e la pena cumulata supera i limiti di legge. Questo caso sottolinea la natura obbligatoria della revoca sospensione condizionale in specifiche circostanze previste dal codice penale.
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Revoca sospensione condizionale: la Cassazione decide
Un imputato ha impugnato la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena, sostenendo che il secondo reato fosse stato commesso dopo la concessione del beneficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: per la revoca della sospensione condizionale, il momento rilevante è quello del passaggio in giudicato della seconda sentenza di condanna, non la data di commissione del reato. La revoca è pertanto legittima se la seconda condanna, per un reato commesso in precedenza, diventa definitiva.
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Sospensione condizionale: revoca non è reformatio in peius
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che, trattandosi di una revoca obbligatoria per legge ('di diritto') e non di una decisione discrezionale del giudice, non si configura una violazione del divieto di peggiorare la condanna in appello (reformatio in peius), poiché l'atto del giudice è meramente dichiarativo di un effetto già previsto dalla norma.
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Revoca sospensione condizionale obbligatoria: Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2675/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato, confermando un principio fondamentale: la revoca sospensione condizionale della pena è un atto obbligatorio e di diritto per il giudice dell'esecuzione in caso di nuova condanna. La Corte ha ribadito che tale obbligo sussiste anche se il giudice del secondo processo non vi ha provveduto. Inoltre, è stata respinta la richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati per la mancanza di un disegno criminoso unitario.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione del Tribunale è stata confermata in quanto la revoca è scattata automaticamente a seguito di una nuova condanna definitiva, come previsto dalla legge. I motivi del ricorso, basati su un presunto legittimo impedimento a comparire in udienza e su un errore anagrafico nell'atto di accusa, sono stati ritenuti infondati.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca della sospensione condizionale della pena è un atto dovuto e obbligatorio quando il condannato commette un nuovo delitto, a prescindere dalla sua natura. Il requisito della 'stessa indole' è previsto solo per le contravvenzioni. L'ordinanza conferma la decisione del tribunale, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato.
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Reformatio in peius: revoca sospensione condizionale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo un principio chiave sulla reformatio in peius. La Corte ha chiarito che la revoca della sospensione condizionale della pena, anche in un appello del solo imputato, non viola tale divieto se deriva da un obbligo di legge (ope legis) e non da una scelta discrezionale del giudice. Si tratta, infatti, di un atto meramente dichiarativo.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono nuovi o ripetitivi
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto. L'imputato, con numerosi precedenti, aveva proposto motivi di appello in parte ripetitivi e in parte nuovi, violando le regole procedurali. La Corte conferma la valutazione sulla pericolosità sociale e la revoca della sospensione condizionale della pena.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per violenza privata. La Corte conferma la corretta qualificazione del reato, la procedibilità d'ufficio e la legittimità della revoca sospensione condizionale, anche per delitti di natura diversa da quello originario.
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Revoca sospensione condizionale: chi decide?
Un individuo si è visto revocare il beneficio della sospensione condizionale della pena dal giudice dell'esecuzione a seguito di una nuova condanna. L'imputato ha presentato ricorso, sostenendo che la competenza fosse del giudice di cognizione e che il beneficio fosse ormai 'intangibile'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la revoca della sospensione condizionale è un atto dovuto e di competenza del giudice dell'esecuzione qualora non sia già stata disposta nella fase precedente, come previsto dalla legge.
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Revoca sospensione condizionale: da quando decorre?
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della sospensione condizionale della pena a un individuo che aveva commesso un nuovo reato entro cinque anni. Il caso chiarisce che il termine quinquennale per la valutazione della condotta decorre dalla data in cui la prima sentenza di condanna, che concede il beneficio, diventa irrevocabile, e non dalla data della sua emissione. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, ribadendo un principio consolidato in materia.
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Revoca sospensione condizionale: decisione automatica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La decisione si basa sulla commissione di un nuovo reato durante il periodo di sospensione, che ha portato alla revoca sospensione condizionale in modo automatico, poiché la somma delle pene superava i limiti di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revoca sospensione condizionale: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca sospensione condizionale della pena è un atto obbligatorio per il giudice dell'esecuzione qualora il condannato commetta un nuovo delitto entro i termini di legge. L'ordinanza in esame dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che, dopo aver beneficiato della sospensione, ha subito una nuova condanna. La Suprema Corte ribadisce che la competenza a revocare il beneficio spetta al giudice dell'esecuzione, anche se il giudice della seconda condanna era a conoscenza della precedente.
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