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Art. 167 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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277 provvedimenti

Altri anni per Art. 167 Codice di Procedura Civile

Onere probatorio rivendicazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 10272/2024, ha rinviato a pubblica udienza una causa relativa all'azione di rivendicazione di una comproprietà. Il caso solleva una questione di diritto fondamentale sull'onere probatorio rivendicazione: se la prova della proprietà, normalmente molto rigorosa, possa essere attenuata anche nei confronti del convenuto che contesta il titolo, qualora gli altri convenuti lo abbiano invece riconosciuto. La decisione è stata sospesa per permettere un'analisi approfondita in pubblica udienza, data la rilevanza nomofilattica della questione.
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Riassunzione tardiva: estinzione d’ufficio del processo
La Corte di Cassazione ha confermato che una riassunzione tardiva del processo, a seguito di una dichiarazione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, determina l'estinzione del giudizio. Tale estinzione, precisa la Corte, deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice, senza necessità di una specifica eccezione della controparte. Nel caso di specie, trattandosi di sanzioni irrogate da un'Autorità Indipendente, si applicano i termini processuali abbreviati anche per il passaggio in giudicato della sentenza che declina la giurisdizione, rendendo perentorio il termine di tre mesi per la riassunzione.
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Traslatio iudicii: preclusioni e decadenze processuali
Un ex Direttore Generale di un istituto di credito impugna le sanzioni pecuniarie irrogate dall'Autorità di Vigilanza. Il caso, inizialmente proposto al TAR, viene trasferito per difetto di giurisdizione alla Corte d'Appello. La Cassazione, investita della questione, non decide nel merito ma rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire il complesso tema della 'traslatio iudicii', ovvero il regime delle preclusioni e decadenze processuali maturate nella prima fase del giudizio e la loro sorte nel processo riassunto davanti al giudice ordinario.
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Azione di rivendicazione: prova della proprietà è cruciale
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione fondamentale tra azione di rivendicazione e azione di restituzione. Se un soggetto agisce in giudizio per recuperare un bene basando la propria pretesa su un diritto di proprietà, si configura un'azione di rivendicazione. Quest'ultima impone all'attore l'onere di fornire una prova rigorosa del proprio diritto, non essendo sufficienti le sole risultanze catastali. Nel caso di specie, non avendo l'attore provato il suo titolo di comproprietà, la domanda è stata rigettata.
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Termine a ritroso: le regole della Cassazione
Una controversia sulla proprietà di una corte immobiliare porta la Cassazione a specificare il calcolo del termine a ritroso. La Corte ha stabilito che, se la scadenza cade di sabato o festivo, il termine viene anticipato al giorno lavorativo precedente. Questa regola ha reso inammissibile un'eccezione di usucapione, portando all'annullamento della sentenza d'appello anche per motivazione contraddittoria.
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Distanze tra costruzioni e l’abuso edilizio altrui
Un proprietario ha sopraelevato il proprio immobile, ma il vicino ha agito in giudizio per violazione delle distanze tra costruzioni. Il costruttore ha eccepito l'irregolarità edilizia dell'immobile del vicino. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eventuale abusività del fabbricato preesistente è irrilevante nei rapporti tra privati per il rispetto delle distanze, confermando l'ordine di arretramento della nuova opera.
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Termine a ritroso: la Cassazione chiarisce il calcolo
In una controversia su una servitù di veduta, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava inammissibile un appello incidentale per tardività. Il punto centrale della pronuncia riguarda il corretto calcolo del termine a ritroso: la Corte ha ribadito che, se il giorno di scadenza di un termine calcolato all'indietro cade in un giorno festivo, il termine deve essere anticipato al primo giorno non festivo precedente e non posticipato. La sentenza ha anche affrontato la questione delle prove nuove in appello, ritenendo legittima l'ammissione di una fotografia considerata indispensabile ai fini della decisione sull'usucapione.
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Onere della prova in appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un'impresa edile che chiedeva il pagamento per lavori extra-preventivo. La decisione sottolinea l'importanza dell'onere della prova, chiarendo che un prospetto contabile unilaterale non è sufficiente e che il ricorrente deve dimostrare puntualmente le proprie affermazioni, rispettando il principio di autosufficienza del ricorso. Il mancato assolvimento di tale onere ha portato alla conferma della decisione di appello, che aveva revocato il decreto ingiuntivo a favore dell'impresa.
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Servitù di passaggio: limiti del ricorso in Cassazione
Una proprietaria ricorre in Cassazione lamentando la restrizione di una servitù di passaggio a causa di un muro e un cancello costruiti dalla vicina. La Corte Suprema rigetta il ricorso, sottolineando la propria impossibilità di riesaminare i fatti e la valutazione delle prove operata dai giudici di merito. L'ordinanza ribadisce che il ricorso per cassazione può censurare solo errori di diritto o vizi di motivazione, non una ricostruzione dei fatti diversa da quella dei gradi precedenti. Anche la domanda di risarcimento danni è stata ritenuta inammissibile per un errore procedurale nella formulazione del motivo.
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Giudizio di rinvio: la contumacia non è rinuncia
In una causa per compensi professionali, la Corte di Cassazione stabilisce un principio cruciale sul giudizio di rinvio. La semplice contumacia (mancata costituzione) di una parte non equivale a una rinuncia ai motivi di appello precedentemente sollevati e ritenuti assorbiti. Il giudice del rinvio ha il dovere di riesaminare tali questioni, poiché le parti mantengono la loro posizione processuale originaria. La sentenza impugnata, che aveva erroneamente interpretato la contumacia come rinuncia, è stata cassata con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Servitù di elettrodotto: demolizione e onere prova
Una proprietaria costruiva un immobile su un terreno gravato da una servitù di elettrodotto. La società titolare della servitù chiedeva e otteneva la demolizione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che l'ordine di demolizione si estende a tutta l'area della servitù, non solo a quella sottostante i cavi. Inoltre, ha chiarito che in caso di incertezza sui confini, si può presumere la correttezza della posizione attuale dei tralicci, invertendo di fatto l'onere della prova a carico del proprietario che contesta la violazione.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
Una associazione sportiva, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per l'usucapione di un terreno, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso con l'accordo delle controparti. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e dell'accettazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
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Istanza di verificazione: quando è tempestiva in appello?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la proposizione dell'istanza di verificazione in appello. Se una parte, contumace in primo grado, disconosce una scrittura privata per la prima volta con l'atto di appello, l'istanza di verificazione proposta dalla controparte è tempestiva se depositata con la comparsa di costituzione nel giudizio di gravame, anche oltre il termine per l'appello incidentale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato tardiva tale istanza, equiparandola a un mezzo istruttorio e non a un gravame incidentale.
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Domanda nuova nel processo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19763/2024, affronta il tema della domanda nuova nel processo civile. Un professionista, non riuscendo a far valere una scrittura privata per il trasferimento di un immobile come pagamento di compensi, aveva proposto in corso di causa una domanda per ottenere il pagamento in denaro. I giudici di merito l'avevano ritenuta tardiva. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la domanda nuova, se è conseguenza delle difese della controparte, può essere legittimamente proposta nella prima memoria istruttoria, e non necessariamente alla prima udienza.
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Indebito arricchimento: onere della prova e P.A.
Un professionista ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento di compensi professionali. Poiché i contratti con la Pubblica Amministrazione erano nulli per difetto di forma scritta, il professionista ha intentato un'azione per indebito arricchimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che, nell'azione di indebito arricchimento, non è sufficiente richiedere un compenso forfettario; il professionista ha l'onere di provare l'effettiva diminuzione patrimoniale subita e il conseguente arricchimento dell'ente, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Rito sommario spese giustizia: quando non si converte
Una società si oppone al diniego del compenso di custodia. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che nel rito sommario spese giustizia non è possibile la conversione in rito ordinario e il giudice ha ampi poteri istruttori.
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Caparra confirmatoria: donazione e recesso dal preliminare
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una promittente venditrice a versare il doppio della caparra confirmatoria. Dopo aver ereditato una farmacia e stipulato un preliminare di vendita, la venditrice ha donato l'attività a una nipote, rendendo impossibile la vendita. La Corte ha ritenuto questo atto un grave inadempimento, legittimando il recesso della promissaria acquirente e il suo diritto a ricevere il doppio della caparra versata, respingendo tutti i motivi del ricorso.
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Caparra confirmatoria: come si calcola l’importo?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del venditore di recedere dal contratto e trattenere la caparra confirmatoria a causa dell'inadempimento dell'acquirente. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo all'importo, stabilendo che il giudice deve accertare e motivare specificamente quale parte delle somme versate costituisca effettivamente la caparra, non potendo presumerlo. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo punto specifico.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione interviene su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali. La sentenza di merito è stata cassata perché il Tribunale aveva errato nel calcolare il saldo dovuto all'avvocato e, soprattutto, aveva negato l'applicazione degli interessi moratori speciali previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Suprema Corte ha ribadito che la prestazione d'opera professionale rientra nelle transazioni commerciali, dando diritto agli interessi moratori avvocato in misura superiore a quella legale in caso di ritardato pagamento.
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Onere della prova mutuo: la causale del bonifico basta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19622/2024, chiarisce l'onere della prova nel mutuo tra privati. Un uomo, dopo aver ricevuto oltre 234.000 euro dalla sua ex compagna per l'acquisto di una casa, sosteneva si trattasse di un regalo. La Corte ha stabilito che, sebbene la sola consegna di denaro non basti, la causale 'prestito' sui bonifici, unita a prove atipiche come email e registrazioni, è sufficiente a dimostrare l'obbligo di restituzione, confermando la condanna.
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