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Art. 161 Codice Penale — Anno 2023

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471 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice Penale

Recidiva e calcolo della prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato la prescrizione di alcuni reati di furto. Il nodo centrale della questione riguarda l'applicazione della Recidiva reiterata e infraquinquennale nel calcolo dei termini prescrizionali. Secondo gli Ermellini, tale aggravante, essendo una circostanza ad effetto speciale, deve essere obbligatoriamente considerata per determinare il tempo necessario a prescrivere, allungandolo sensibilmente. La Corte ha inoltre evidenziato la necessità di verificare la procedibilità a querela dei fatti contestati alla luce delle recenti riforme legislative.
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Prescrizione e sciopero avvocati: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che invocava la prescrizione di una contravvenzione. I giudici hanno stabilito che il calcolo del termine deve includere i periodi di sospensione dovuti all'astensione del difensore dalle udienze. Poiché il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, non è stato possibile rilevare l'estinzione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado, comportando anche una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: i limiti del ricorso.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi imputati contro una sentenza della Corte d'Appello. Il nodo centrale della vicenda riguarda la presunta prescrizione del reato, contestata dai ricorrenti ma rigettata dai giudici. La Suprema Corte ha stabilito che, tenuto conto della data di consumazione dei fatti e della presenza della recidiva aggravata per la maggior parte dei soggetti, il termine di prescrizione del reato non era ancora decorso al momento della decisione di secondo grado. Inoltre, i motivi di ricorso sono stati giudicati indeducibili in quanto meramente ripetitivi di doglianze già analizzate e correttamente respinte nei precedenti gradi di giudizio.
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Recidiva reiterata e blocco della prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha stabilito che la Recidiva reiterata, accertata nei gradi di merito, determina un aumento dei termini prescrizionali, impedendo l'estinzione dell'illecito. È stata inoltre confermata la validità della prova sull'elemento soggettivo del reato, supportata da una motivazione logica e coerente fornita dai giudici di merito.
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Prescrizione del reato e calcolo della recidiva
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del reato in presenza della circostanza aggravante della recidiva. Il ricorrente lamentava il mancato proscioglimento, sostenendo che il tempo necessario per l'estinzione dell'illecito fosse già decorso. Gli Ermellini hanno invece chiarito che, ai sensi dell'art. 99 c.p., la recidiva comporta un sensibile prolungamento dei termini prescrizionali, rendendo il ricorso manifestamente infondato e confermando la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Danneggiamento aggravato: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 48284/2023, ha chiarito che il reato di danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede (come un'auto parcheggiata in strada) rimane procedibile d'ufficio anche dopo la Riforma Cartabia. Sebbene abbia accolto il ricorso del PM contro una decisione del Tribunale di Bergamo che richiedeva la querela, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione.
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Prescrizione reato stupefacenti: la Cassazione annulla
Due soggetti, condannati in appello per detenzione di circa 458 grammi di marijuana, hanno ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede nella intervenuta prescrizione del reato stupefacenti, ricalcolata a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha modificato retroattivamente il trattamento sanzionatorio per le droghe leggere, rendendolo più favorevole e accorciando di conseguenza i termini per l'estinzione del reato.
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Prescrizione reati tributari: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato per prescrizione la condanna per omessa dichiarazione fiscale, considerandolo un reato istantaneo. Tuttavia, ha confermato la condanna per l'occultamento delle scritture contabili, qualificandolo come reato permanente la cui prescrizione decorre solo dalla data dell'accertamento fiscale. Questa sentenza chiarisce i termini della prescrizione reati tributari a seconda della natura del reato.
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Fatture inesistenti: recidiva e prescrizione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per una frode carosello basata su fatture inesistenti. La Corte chiarisce che la recidiva qualificata allunga i termini di prescrizione, rendendo infondata l'eccezione del ricorrente. Viene inoltre confermata la configurabilità del reato di emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, anche di fronte a una reale movimentazione di merce, quando l'intermediario è una mera 'società cartiera'.
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Omessa dichiarazione: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omessa dichiarazione a carico di un amministratore che non aveva presentato la dichiarazione IVA, adducendo come giustificazione lo smarrimento della documentazione contabile. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, specificando che la scusa dello smarrimento non è valida se l'impedimento non è assoluto e se l'imprenditore non ha agito con diligenza per ricostruire i dati necessari.
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Recidiva e prescrizione: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. I motivi, incentrati sul calcolo della prescrizione e sulla contestazione della recidiva, sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati, in quanto non si confrontavano con la giurisprudenza consolidata delle Sezioni Unite e sollevavano questioni non proposte nel primo grado di appello.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione chiarisce
La Cassazione affronta due ricorsi: uno viene accolto portando alla prescrizione del reato di uso indebito di carte di credito per vizi motivazionali sulla prova. L'altro è dichiarato inammissibile per genericità dei motivi, ma la Corte corregge d'ufficio una pena accessoria illegale. La sentenza chiarisce i requisiti per l'ammissibilità del ricorso.
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Falso grossolano: quando la falsificazione è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsificazione di un atto di compravendita. La Corte ha stabilito che non si tratta di falso grossolano, poiché la falsità non era riconoscibile a prima vista, ma ha richiesto verifiche specialistiche. Inoltre, la prescrizione del reato è stata esclusa a causa dell'applicazione della recidiva, che ha allungato i termini.
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Nullità del processo: prescrizione e rito cartolare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati fallimentari. La decisione si fonda su una duplice motivazione: in primo luogo, è stata accertata la nullità del processo d'appello perché, nonostante la richiesta della difesa, non si è tenuta un'udienza orale ma si è proceduto con il rito scritto (cartolare). In secondo luogo, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la sentenza senza rinvio.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni aggravate. I motivi sono stati ritenuti generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti. La Corte ha inoltre chiarito che la presentazione di un ricorso inammissibile impedisce la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Videoriprese senza autorizzazione: quando sono prova?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro imputati condannati per furto e ricettazione. La sentenza chiarisce che le videoriprese senza autorizzazione sono utilizzabili come prova se 'non comunicative', ovvero se riprendono solo movimenti e non conversazioni, e se effettuate in luoghi aperti al pubblico. Tali riprese costituiscono una prova atipica e non richiedono il decreto del giudice, a differenza delle intercettazioni. La Corte ribadisce anche che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente e che l'inammissibilità del ricorso preclude l'applicazione di nuove norme sulla procedibilità a querela.
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Pena ricettazione attenuata: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso di un imputato condannato per ricettazione attenuata. Ha rigettato l'eccezione di prescrizione, chiarendo che il termine si calcola sulla pena del reato base. Ha invece annullato la sentenza riguardo la pena per ricettazione attenuata, riducendo la multa perché superiore al massimo edittale previsto dalla legge all'epoca dei fatti.
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Sospensione prescrizione reati: il rinvio su richiesta
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione infedele. Il punto chiave è la sospensione prescrizione reati: il rinvio concesso su richiesta della difesa, e non per esigenze istruttorie, sospende la prescrizione per tutta la durata del rinvio, non solo per 60 giorni. Confermato il no all'art. 131-bis per superamento significativo delle soglie di punibilità.
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Prescrizione reato permanente: quando si estingue?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omessi lavori su un immobile pericolante, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione reato permanente. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui cessa la situazione di pericolo, ovvero dall'ultimazione dei lavori di messa in sicurezza. Poiché nel caso di specie il termine massimo di cinque anni era già trascorso al momento della sentenza di primo grado, il reato è stato dichiarato estinto e la condanna annullata senza rinvio.
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Violazione di sigilli: quando si prescrive il reato?
Un soggetto è stato condannato per violazione di sigilli apposti su un immobile. In Cassazione, ha sostenuto che il reato fosse prescritto, contestando la data di commissione del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in assenza di prove contrarie, la consumazione del reato di violazione di sigilli si presume coincidente con la data del suo accertamento e ha fornito chiarimenti sul calcolo della prescrizione in presenza di aggravanti.
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