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Art. 159 Codice Penale

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954 provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: l’invito della Polizia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'imputato, agli arresti domiciliari, dopo essersi recato al pronto soccorso, si era opposto all'invito degli agenti di Polizia di fare rientro presso la propria abitazione. La Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione e implicitamente confermato che l'invito degli agenti costituiva un atto d'ufficio, rendendo illegittima la reazione dell'uomo.
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Sospensione prescrizione: Legge Orlando e reati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che la sospensione prescrizione introdotta dalla Legge Orlando si applica ai reati commessi tra agosto 2017 e dicembre 2019. Nel caso specifico, un reato contravvenzionale del 2019 non era ancora prescritto al momento della sentenza d'appello.
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Prescrizione reato e Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione del reato. La Corte chiarisce il principio di successione delle leggi nel tempo, affermando che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. 'legge Orlando' (L. 103/2017), e non la successiva e più favorevole L. 134/2021. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite.
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Falsa dichiarazione gratuito patrocinio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una falsa dichiarazione gratuito patrocinio. L'imputato aveva omesso di indicare una precedente condanna penale, sostenendo in appello la mancanza di dolo e l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rigettato entrambe le argomentazioni, confermando che la consapevolezza delle conseguenze penali integra il dolo e che la recidiva contestata allunga i termini di prescrizione, rendendo il reato non ancora estinto al momento della decisione d'appello.
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Sospensione prescrizione: la Legge Orlando si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo che la sospensione prescrizione introdotta dalla Legge Orlando si applica sempre tra i gradi di giudizio, indipendentemente dal fatto che la motivazione della sentenza sia letta in udienza o depositata successivamente. L'imputato, condannato per reati edilizi, aveva erroneamente calcolato i termini, portando la Suprema Corte a confermare la decisione d'appello e a condannarlo al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Errore calcolo prescrizione: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione annulla una sentenza della Corte d'Appello a causa di un grave errore calcolo prescrizione. Il giudice di secondo grado aveva dichiarato un reato estinto, omettendo di applicare le corrette proroghe del termine previste dalla legge. La Suprema Corte ha corretto il calcolo, stabilendo che il reato si prescriverà solo nel 2028 e ha rinviato il caso per un nuovo processo d'appello.
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Prescrizione e rinvio: prevale la causa del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per resistenza e lesioni, dichiarando l'estinzione dei reati per prescrizione. Il caso verteva su un errato calcolo del periodo di sospensione della prescrizione da parte della Corte d'Appello. In presenza di un rinvio d'udienza causato sia da esigenze d'ufficio (del giudice) sia dall'adesione dell'avvocato a uno sciopero, la Cassazione ha stabilito che prevale la causa imputabile al giudice. Di conseguenza, quel periodo di rinvio non ha sospeso il corso della prescrizione, portando alla sua maturazione prima della sentenza di secondo grado. Sono state tuttavia confermate le statuizioni civili relative al risarcimento del danno.
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Comportamento abituale: no a tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. La Corte ha stabilito che il comportamento abituale dell'imputato, desunto dai suoi precedenti specifici, impedisce l'applicazione sia della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto sia la concessione delle attenuanti generiche, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Guida senza patente recidiva: quando è reato penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente recidiva. La sentenza conferma che per integrare il reato è sufficiente la prova della precedente violazione tramite verbale, senza necessità di un accertamento definitivo, e chiarisce le regole sulla prescrizione e sull'adesione del difensore all'astensione dalle udienze in procedimenti a trattazione scritta.
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Prescrizione reati: la Cassazione e la legge 103/2017
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte chiarisce che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019 si applica la sospensione del termine di prescrizione prevista dalla legge n. 103/2017. Questa sospensione, che decorre dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di primo grado, ha impedito l'estinzione del reato, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Turbata libertà del procedimento: quando non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), stabilendo che il reato non sussiste se l'erogazione di un contributo pubblico avviene tramite un atto discrezionale dell'amministrazione, anziché attraverso una procedura selettiva o una gara. La sentenza chiarisce che il presupposto essenziale del reato è l'esistenza di un meccanismo competitivo. Per un'altra imputazione di turbativa d'asta, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, con rinvio al giudice civile per le statuizioni sui danni.
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Reddito di cittadinanza: il reato non è stato abrogato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20923/2025, ha confermato la condanna per indebita percezione del reddito di cittadinanza. La ricorrente sosteneva l'abrogazione del reato, ma la Corte ha chiarito che le sanzioni penali restano valide per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023, grazie a una specifica norma transitoria che ha garantito la continuità normativa tra la vecchia e la nuova misura di sostegno, respingendo così il ricorso.
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Sospensione prescrizione per sciopero: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati per ricettazione, i quali sostenevano l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte chiarisce che la sospensione della prescrizione, derivante dal rinvio dell'udienza per adesione del difensore a uno sciopero di categoria, non è soggetta al limite massimo di 60 giorni, ma si estende fino alla successiva udienza. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Frode previdenziale: la Cassazione sulla truffa INPS
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un amministratore di fatto di diverse società condannato per una complessa frode previdenziale. Lo schema includeva la creazione di fittizi rapporti di lavoro e l'indebita compensazione di crediti fiscali per ottenere illecitamente l'indennità di disoccupazione (NASpI) e per evadere i contributi. La Corte ha confermato la qualificazione del reato come truffa aggravata, chiarendo che un meccanismo così articolato, volto a indurre in errore l'ente previdenziale, supera la fattispecie meno grave di indebita percezione. La sentenza ha inoltre annullato parzialmente la condanna, dichiarando prescritti alcuni reati e assorbendone altri per evitare una doppia sanzione per i medesimi fatti.
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Astensione avvocati: limiti territoriali e rinvio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione di un difensore a un'astensione avvocati proclamata da una Camera Penale locale non obbliga al rinvio un giudice di un'altra circoscrizione territoriale. Il ricorso di un'imputata, la cui udienza d'appello si era tenuta nonostante la richiesta di rinvio per adesione a uno sciopero di un altro foro, è stato quindi rigettato, confermando la validità della decisione presa in sua assenza.
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Violazione sigilli: la responsabilità del custode
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di violazione sigilli su un immobile abusivo, coinvolgendo la proprietaria e la nuora, nominata custode. Sebbene i ricorsi siano stati ritenuti infondati nel merito, la Corte ha annullato la sentenza di condanna perché il reato è caduto in prescrizione. La decisione chiarisce che la responsabilità del custode per la violazione sigilli non è automatica, ma richiede la prova del dolo, anche nella forma omissiva di mancata vigilanza e denuncia.
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Peculato o truffa: la Cassazione chiarisce
Un tesoriere di banca falsifica mandati di pagamento per appropriarsi di fondi pubblici. La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra peculato o truffa, riqualificando il reato in truffa aggravata perché l'agente non aveva la disponibilità del denaro prima dell'artificio. La decisione porta alla prescrizione parziale dei reati.
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Inammissibilità ricorso per prescrizione infondata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato che lamentava l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, evidenziando due periodi di sospensione dei termini non considerati dal ricorrente. A causa della manifesta infondatezza, che rende l'impugnazione inidonea a instaurare un valido rapporto processuale, non è stato possibile dichiarare la prescrizione maturata successivamente alla presentazione del ricorso.
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Dichiarazione fraudolenta: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di reati fiscali, tra cui la dichiarazione fraudolenta tramite fatture per operazioni inesistenti. La sentenza ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, confermando le condanne e chiarendo punti fondamentali sulla consumazione del reato e sulla responsabilità penale dell'amministratore di diritto, anche se mero prestanome. La Corte ha ribadito che il reato si perfeziona con la presentazione della dichiarazione fiscale, non con l'emissione o l'utilizzo delle fatture.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'avviso del diritto alla difesa dato sulla scena è sufficiente, che la richiesta di rito abbreviato sana eventuali nullità precedenti e che l'applicazione di sanzioni sostitutive richiede una esplicita richiesta da parte dell'imputato, anche nel rito cartolare.
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