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Art. 157 Reg. (CEE) n. 2454/93

11 provvedimenti

Valore in dogana: le royalties non dichiarate si pagano
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato un rappresentante doganale indiretto per non aver incluso nel valore in dogana delle merci importate le royalties corrisposte dalla societa' licenziataria alla casa madre estera. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i diritti di licenza devono essere sommati al valore di transazione se il titolare del marchio esercita un controllo di fatto sulla produzione, rendendo il pagamento una condizione di vendita. Inoltre, lo spedizioniere risponde in solido con l'importatore per l'esattezza dei dati dichiarati, a meno che non provi la propria buona fede. La sentenza impugnata e' stata cassata con rinvio.
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Valore doganale delle royalties: fisco contro rappresentante
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore di importazione di merci di un noto marchio di moda, contestando a una società di logistica, operante come rappresentante indiretto dell'importatore, l'omessa inclusione dei diritti di licenza nel calcolo dei dazi. Secondo l'ufficio, il valore doganale delle royalties doveva essere sommato al valore delle merci. Dopo le decisioni favorevoli alla società di logistica nei gradi di merito, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. L'Avvocatura dello Stato ha chiesto la trattazione congiunta del caso con altri procedimenti simili legati alla stessa verifica doganale. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire una decisione unitaria.
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Royalties e valore in dogana: la Cassazione dà ragione al Fisco
L'Agenzia delle Dogane ha sanzionato un'azienda importatrice per non aver incluso il valore delle royalties nel calcolo del valore in dogana delle merci importate. I giudici di secondo grado avevano dato ragione all'azienda, ritenendo che i proprietari dei marchi esercitassero solo un semplice controllo di qualità sui prodotti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane. La Suprema Corte ha chiarito che il controllo del licenziante non deve essere necessariamente societario o gestionale diretto. Basta un potere di orientamento o di tutela dell'immagine del marchio per far sì che il pagamento delle royalties diventi una condizione di vendita. Di conseguenza, la sentenza precedente è stata annullata e la causa dovrà essere nuovamente decisa.
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Valore in dogana delle royalties: dazi dovuti senza controllo
L'Ufficio Doganale ha rettificato il valore delle merci importate da una Società Importatrice, ritenendo che i diritti di licenza (royalties) pagati ai titolari dei marchi dovessero essere inclusi nel calcolo dei dazi. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, escludendo tali importi perché mancava un controllo gestionale diretto sul produttore terzo. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ufficio Doganale. I giudici hanno chiarito che, per determinare il corretto valore in dogana delle royalties, non serve un controllo societario o gestionale assoluto. È sufficiente che il titolare del marchio eserciti un potere di orientamento o di controllo sulla qualità e sulla filiera produttiva, rendendo il pagamento delle royalties una condizione implicita di vendita. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Royalties nel valore doganale: Fisco vince anche se pagate a terzi
La Corte di Cassazione ha stabilito che le somme pagate a titolo di royalties devono essere incluse nel valore doganale della merce importata, anche se il beneficiario è un soggetto terzo rispetto al venditore. La Corte ha chiarito che l'inclusione è obbligatoria quando il pagamento delle royalties costituisce una 'condizione di vendita' di fatto. Questo avviene se il titolare del marchio esercita un controllo, anche indiretto, sulla produzione o sulla commercializzazione dei beni. Di conseguenza, l'Agenzia delle Dogane ha vinto la causa, vedendo riconosciuto il suo diritto di recuperare maggiori dazi e IVA basati su un valore imponibile più alto, che comprende appunto le royalties.
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Valore in dogana: commissioni, royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33021/2024, ha stabilito importanti principi sul calcolo del valore in dogana. Ha accolto il ricorso di un'azienda riguardo l'esclusione delle commissioni d'acquisto, rinviando alla corte di merito per una nuova valutazione. Ha inoltre affermato la necessità di applicare il principio di proporzionalità per le sanzioni, anche disapplicando la norma nazionale se in contrasto con il diritto UE. I motivi relativi a costi di assistenza tecnica e royalties sono stati invece rigettati.
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Valore doganale: commissioni, royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33017/2024, ha chiarito aspetti cruciali sul calcolo del valore doganale delle merci importate. La Corte ha accolto il ricorso di un'azienda riguardo l'inclusione delle commissioni d'acquisto, rinviando al giudice di merito per una nuova valutazione. Ha invece respinto le doglianze su costi di assistenza tecnica e royalties, confermando che queste ultime sono incluse se il loro pagamento è una condizione di vendita, anche di fatto. Di fondamentale importanza, la Corte ha accolto il motivo sulla sproporzione delle sanzioni, stabilendo che il giudice deve disapplicare la norma nazionale se contrasta con il principio di proporzionalità UE, anche in assenza di una specifica norma comunitaria.
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Valore doganale: royalties e sanzioni sproporzionate
La Corte di Cassazione interviene sulla determinazione del valore doganale delle merci importate, chiarendo i criteri per l'inclusione di royalties e commissioni. La sentenza stabilisce che le commissioni d'acquisto sono escluse solo se l'agente rappresenta l'importatore, richiedendo una verifica fattuale. Conferma l'inclusione delle royalties quando vi è un controllo del licenziante sul produttore. Soprattutto, accoglie il ricorso sulla sproporzionalità della sanzione, quasi tripla rispetto al tributo, e rinvia al giudice di merito per una nuova valutazione alla luce del principio di proporzionalità del diritto unionale.
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Valore in dogana: la Cassazione su royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32989/2024, interviene sulla determinazione del valore in dogana delle merci importate. Il caso riguarda una multinazionale del settore abbigliamento sportivo a cui l'Agenzia delle Dogane aveva contestato l'omessa inclusione di costi per commissioni, assistenza tecnica e royalties. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza precedente con rinvio. Ha stabilito che il giudice di merito dovrà verificare se le commissioni corrisposte a una società del gruppo fossero vere 'commissioni d'acquisto' (escluse dal valore in dogana) o di intermediazione. Ha invece confermato l'inclusione delle royalties, ritenendo sufficiente un potere di controllo di fatto del licenziante sul produttore. Fondamentale, infine, l'accoglimento del motivo sulla sanzione, giudicata sproporzionata: i giudici dovranno applicare il principio di proporzionalità di matrice europea, disapplicando la norma interna se necessario.
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Valore in dogana e royalties: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che escludeva le royalties dal calcolo del valore in dogana. La Corte ha chiarito che, per determinare se le royalties debbano essere incluse, è fondamentale verificare se il titolare del marchio eserciti un controllo effettivo sulla produzione e vendita dei beni importati dal licenziatario. Il caso è stato rinviato alla commissione tributaria regionale per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Valore in dogana: quando le royalties si includono
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio devono essere incluse nel valore in dogana delle merci importate se il titolare del marchio (licenziante) esercita un controllo pervasivo sulla produzione e commercializzazione. Analizzando un contratto di licenza, la Corte ha ritenuto che il potere di orientamento del licenziante rendesse il pagamento delle royalties una 'condizione di vendita' implicita, superando la decisione dei giudici di merito che avevano escluso tale importo dal calcolo dei dazi doganali.
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