LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 155 Codice di Procedura Civile

Pagina 9 di 19

362 provvedimenti

Responsabilità legale rappresentante e debiti fiscali
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per contestare la responsabilità legale rappresentante per i debiti tributari di un'associazione non riconosciuta. Con un'ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso del presidente di un'associazione sportiva contro un'iscrizione ipotecaria, stabilendo che ogni contestazione sulla responsabilità personale e solidale doveva essere sollevata impugnando gli avvisi di accertamento originari, ormai divenuti definitivi.
Continua »
Liquidazione controllata per debiti dell’ex impresa
Il Tribunale di Milano ha aperto una procedura di liquidazione controllata per una debitrice, ex titolare di un'impresa individuale. Nonostante un passivo di oltre 300.000 euro, il tribunale ha ritenuto sussistenti i presupposti, dato che la ricorrente percepisce un reddito da lavoro dipendente e una pensione di reversibilità. La decisione stabilisce che una quota mensile del suo reddito venga destinata al pagamento dei creditori, permettendole di gestire una situazione di sovraindebitamento derivante dalla precedente attività commerciale.
Continua »
Termine lungo impugnazione: il calcolo post-ferie
La Corte di Cassazione chiarisce il corretto calcolo del termine lungo impugnazione per una sentenza depositata durante la sospensione feriale. Contrariamente a quanto deciso dalla Corte d'Appello, il termine di sei mesi non decorre dalla data di deposito in agosto, ma dal 1° settembre. Di conseguenza, l'appello notificato il 1° marzo dell'anno successivo è stato ritenuto tempestivo, annullando la precedente dichiarazione di inammissibilità e rinviando il caso per l'esame nel merito.
Continua »
Liquidazione controllata: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Milano apre una procedura di liquidazione controllata per un debitore privato, accertando la sussistenza di tutti i requisiti di legge, inclusa la situazione di sovraindebitamento attestata dall'OCC. La sentenza nomina un liquidatore, stabilisce le regole per la gestione del patrimonio e del reddito del debitore e blocca ogni azione esecutiva individuale.
Continua »
Notifica cartella: la Cassazione sui termini decadenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui termini di decadenza per la notifica di una cartella di pagamento relativa a IVA e IRPEF per gli anni 2000 e 2001. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile per tardività riguardo all'IRPEF, in quanto le controversie su condoni fiscali non beneficiano della sospensione semestrale dei termini. È stato invece accolto per l'IVA, confermando l'applicazione retroattiva delle norme che hanno esteso i termini per la notifica della cartella, rendendo tempestiva l'azione dell'ente impositore.
Continua »
Risoluzione contratto di locazione: l’imposta si paga?
Una società modifica un contratto di locazione, creando di fatto nuovi accordi. L'Agenzia delle Entrate richiede l'imposta di registro basata sul vecchio contratto, a causa della mancata comunicazione formale della sua risoluzione. La Cassazione annulla la pretesa, stabilendo che la registrazione dei nuovi contratti informa l'amministrazione, e tassare un canone non più esistente viola il divieto di doppia imposizione. La sentenza chiarisce gli effetti fiscali della risoluzione contratto di locazione.
Continua »
Onere di contestazione: la difesa generica non basta
La Corte di Cassazione chiarisce l'importanza dell'onere di contestazione specifica. In un caso riguardante le sanzioni imposte da un'associazione di un centro commerciale a un'attività per la violazione degli orari di chiusura, la Corte ha stabilito che la difesa generica del sanzionato non è sufficiente a contrastare le allegazioni dettagliate dell'attore, anche se queste sono fornite tramite rinvio a documenti. La mancata contestazione puntuale dei fatti equivale a un'ammissione, esonerando l'attore dall'onere della prova.
Continua »
Sospensione termini tributari: cumulabilità chiarita
Una società di servizi marittimi ha impugnato un avviso di accertamento. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività, negando la possibilità di sommare la sospensione dei termini per l'accertamento con adesione (90 giorni) a quella feriale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato la decisione, affermando il principio della cumulabilità delle due sospensioni. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sull'art. 7-quater del D.L. n. 193/2016, una norma interpretativa che si applica anche ai processi in corso, chiarendo definitivamente che la sospensione termini tributari per adesione si somma a quella feriale, garantendo così la tempestività del ricorso originario.
Continua »
Cumulo sospensione termini tributari: la Cassazione
Una società di servizi ha impugnato un avviso di accertamento. Il nodo centrale della controversia era il calcolo dei termini per il ricorso, specificamente la possibilità di sommare la sospensione per la procedura di accertamento con adesione a quella feriale. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di secondo grado, ha stabilito la piena legittimità del cumulo sospensione termini tributari. In base a una norma interpretativa del 2016, la Corte ha affermato che i due periodi di sospensione si sommano, rendendo tempestivo il ricorso originariamente presentato dal contribuente.
Continua »
Sospensione termini tributari: cumulo con feriale
Una società di servizi marittimi ha impugnato un avviso di accertamento. Il nodo centrale della controversia riguardava il calcolo dei termini per il ricorso, specificamente se la sospensione per la procedura di accertamento con adesione (90 giorni) potesse sommarsi alla sospensione feriale dei termini processuali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10462/2024, ha stabilito che la sospensione termini tributari è cumulabile. Ribaltando la decisione di merito, ha affermato che la normativa introdotta nel 2016 ha chiarito in via definitiva questo principio, rendendo tempestivo il ricorso del contribuente.
Continua »
Onere della prova: no a CTU esplorativa nel bancario
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite. Sebbene vittoriosa in primo grado grazie a una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), la decisione è stata ribaltata in appello. La Corte d'Appello ha ritenuto le accuse iniziali troppo generiche e la CTU meramente "esplorativa", violando così l'onere della prova a carico della società. La Corte di Cassazione ha confermato questa linea, respingendo il ricorso e sottolineando che la CTU non può supplire alla carenza probatoria e assertiva della parte che agisce in giudizio.
Continua »
Atti fiscali digitali: la firma è sempre valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10829/2024, ha chiarito la validità degli atti fiscali digitali. Un avviso di accertamento creato in formato elettronico e firmato digitalmente è legittimo, così come la sua notifica tramite copia cartacea conforme all'originale. La Corte distingue tra l'attività di controllo, esclusa dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), e l'attività di accertamento, che invece vi rientra. Questa decisione convalida il processo di digitalizzazione dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Accertamento studi di settore: onere della prova
La Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento studi di settore a carico di un'esercente. Nonostante la crisi di settore e la vendita sottocosto, la contribuente non ha fornito prove concrete per superare le presunzioni dell'Agenzia, basate su uno scostamento dei ricavi dell'11% e altri indizi. Il ricorso è stato respinto.
Continua »
Deposito telematico tempestivo: conta la RAC, non la RdAC
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11380/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il processo civile telematico. Per valutare la tempestività di un deposito, il momento determinante è la generazione della ricevuta di accettazione (RAC) da parte del gestore PEC del mittente. La data della successiva ricevuta di avvenuta consegna (RdAC) da parte del sistema del Ministero è irrilevante. La Corte ha così annullato una decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile un reclamo basandosi sulla data della RdAC, affermando che il deposito telematico tempestivo si perfeziona quando il mittente ha completato tutti gli adempimenti a suo carico.
Continua »
Termine a ritroso: le regole della Cassazione
Una controversia sulla proprietà di una corte immobiliare porta la Cassazione a specificare il calcolo del termine a ritroso. La Corte ha stabilito che, se la scadenza cade di sabato o festivo, il termine viene anticipato al giorno lavorativo precedente. Questa regola ha reso inammissibile un'eccezione di usucapione, portando all'annullamento della sentenza d'appello anche per motivazione contraddittoria.
Continua »
Termine a ritroso: la Cassazione chiarisce il calcolo
In una controversia su una servitù di veduta, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava inammissibile un appello incidentale per tardività. Il punto centrale della pronuncia riguarda il corretto calcolo del termine a ritroso: la Corte ha ribadito che, se il giorno di scadenza di un termine calcolato all'indietro cade in un giorno festivo, il termine deve essere anticipato al primo giorno non festivo precedente e non posticipato. La sentenza ha anche affrontato la questione delle prove nuove in appello, ritenendo legittima l'ammissione di una fotografia considerata indispensabile ai fini della decisione sull'usucapione.
Continua »
Proroga termine processuale: la scadenza di sabato
Una società impugnava la propria dichiarazione di fallimento. Il termine per il reclamo scadeva di sabato e l'atto veniva depositato il lunedì successivo. La Corte d'Appello lo riteneva tardivo, ma la Cassazione ha annullato tale decisione, confermando che la proroga del termine processuale al primo giorno non festivo successivo è automatica e prevista per legge, rendendo il deposito tempestivo.
Continua »
Prescrizione crediti contributivi: la notifica vale?
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un contribuente che eccepiva la prescrizione dei crediti contributivi. La Corte ha ritenuto valide le notifiche degli atti interruttivi, sia quelle effettuate via PEC, sia quelle eseguite per irreperibilità assoluta del destinatario. È stato inoltre sottolineato come la sospensione dei termini dovuta all'emergenza COVID-19 abbia ulteriormente posticipato la scadenza della prescrizione, confermando la legittimità della pretesa creditoria.
Continua »
Opposizione all’esecuzione: motivi infondati
Un proprietario immobiliare appella una sentenza che aveva respinto la sua opposizione all'esecuzione forzata avviata da un condominio. La Corte d'Appello ha rigettato l'appello, considerando infondati i motivi relativi alla mancata notifica a un comproprietario e alla presunta scadenza del precetto. La decisione ha inoltre confermato la condanna del proprietario per lite temeraria, sanzionando l'abuso del processo basato su argomentazioni pretestuose.
Continua »
Trattenuta TFR pubblico impiego: quando è legittima
Una dipendente pubblica ha contestato la legittimità di una trattenuta del 2,5% sulla propria retribuzione, pur essendo in regime di TFR. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19758/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la trattenuta TFR è legittima. La decisione si basa sul principio di 'invarianza della retribuzione netta', volto a perequare il trattamento economico tra i dipendenti pubblici in regime di TFR e quelli nel vecchio regime di TFS, in linea con precedenti pronunce della Corte Costituzionale.
Continua »