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Art. 155 Codice di Procedura Civile

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362 provvedimenti

Opposizione atti esecutivi: il calcolo del termine
Una recente ordinanza della Cassazione ha annullato una sentenza di merito per errato calcolo del termine perentorio di 20 giorni previsto per l'opposizione atti esecutivi. La Corte ha ribadito che, se il termine scade in un giorno festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. Il caso riguardava un'opposizione a una cartella di pagamento presentata da un avvocato contro la propria cassa di previdenza. Il Tribunale aveva erroneamente dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività, non considerando che l'ultimo giorno utile cadeva di domenica.
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Inammissibilità appello tardivo: il caso Cassazione
Un professionista, opponendosi a un precetto, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per essere stato presentato fuori termine. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la sospensione feriale dei termini non si applica in questi casi e che i motivi del ricorso erano aspecifici. La sentenza si è conclusa con una severa condanna per lite temeraria, evidenziando l'importanza del rispetto delle scadenze processuali nell'ambito dell'inammissibilità dell'appello tardivo.
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Termine lungo impugnazione: calcolo e sospensione
La Corte di Cassazione chiarisce il metodo per calcolare il termine lungo impugnazione. In un caso tributario, una commissione aveva dichiarato tardivo un appello. La Corte ha stabilito che al termine di sei mesi, valido per sentenze non notificate, va sempre aggiunto il periodo di sospensione feriale di 31 giorni, rendendo così l'appello tempestivo.
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Calcolo termini impugnazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile un appello per un solo giorno di ritardo. L'ordinanza chiarisce il corretto metodo di calcolo termini impugnazione in presenza della sospensione feriale, distinguendo tra computo 'ex nominatione dierum' per i termini mensili e 'ex numeratione dierum' per la sospensione, salvando così il ricorso del contribuente.
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Liquidazione giudiziale: quando viene aperta?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di una società, su ricorso di alcuni creditori. La decisione si basa sulla conclamata insolvenza dell'impresa, provata da un cospicuo ammontare di debiti fiscali e contributivi non pagati, e sulla sua mancata costituzione in giudizio. La sentenza nomina un giudice delegato e un curatore, fissando i termini per le successive fasi della procedura.
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Termine lungo impugnazione: Cassazione e tardività
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, ribadendo l'importanza del rispetto del termine lungo impugnazione di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, come previsto dall'art. 327 c.p.c. Il caso riguardava un appello dell'Agenzia di Riscossione contro una sentenza del Tribunale. Il mancato rispetto del termine ha reso l'appello irricevibile, confermando la decisione di primo grado.
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Dimissioni per giusta causa: la parola alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una lavoratrice che si era dimessa per giusta causa a seguito di una contestazione disciplinare da parte della sua banca. La Corte ha ribadito che la valutazione della giusta causa è un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito e che una mera incolpazione disciplinare, se non lesiva della dignità, non è sufficiente a giustificare il recesso. Il ricorso è stato respinto anche per vizi procedurali, come la commistione di diversi motivi di impugnazione.
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Imposta di Registro: Fissa o Proporzionale? Il Caso
La Corte di Cassazione ha chiarito il regime fiscale applicabile a un conferimento immobiliare in una società, eseguito nell'ambito di una più ampia operazione urbanistica. La controversia verteva sull'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa o proporzionale. La Corte ha stabilito che il conferimento a una società, pur essendo collegato a una convenzione con un Comune che prevedeva la cessione gratuita di altre aree, costituisce un'operazione autonoma. Pertanto, non beneficia delle agevolazioni previste per specifici programmi di edilizia pubblica e deve essere assoggettato a imposta di registro proporzionale, in quanto operazione societaria distinta e non sinallagmatica alla cessione gratuita.
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Imposta di registro sentenza: fissa o proporzionale?
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto trattamento fiscale per l'imposta di registro su una sentenza. Quando un provvedimento giudiziario dichiara la nullità di un testamento e, di conseguenza, ordina la restituzione dei beni agli eredi legittimi, si applica un'unica imposta di registro in misura fissa. Le condanne al pagamento non sono considerate atti autonomi soggetti a imposta proporzionale, poiché sono funzionalmente collegate alla dichiarazione di nullità. Resta invece tassata separatamente la successiva divisione giudiziale dell'eredità.
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Canone concordato: ICI valida anche sotto il minimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di locazione a canone concordato è valido ai fini dell'agevolazione ICI anche se il canone pattuito è inferiore al minimo stabilito dagli accordi territoriali. La controversia vedeva un proprietario contro un Comune che negava lo sgravio fiscale. La Corte ha chiarito che la legge sanziona con la nullità solo la pattuizione di un canone superiore al massimo, non inferiore al minimo, poiché un affitto più basso è in linea con l'obiettivo della norma di calmierare il mercato immobiliare.
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Appello tributario: la notifica vale alla spedizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello tributario per tardività. La Corte ha ribadito che, per il notificante, il perfezionamento della notifica avviene al momento della consegna dell'atto all'ufficio postale, non al momento della ricezione da parte del destinatario. La Commissione Tributaria Regionale aveva errato nel calcolare la scadenza del termine di impugnazione, non considerando correttamente la data di spedizione dell'atto, che era avvenuta entro i termini di legge.
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Termine breve impugnazione: notifica al difensore
Un gruppo di familiari proponeva ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che dichiarava inammissibile il loro gravame per tardività. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il termine breve impugnazione di 30 giorni decorre dalla notifica della sentenza al difensore costituito e non dalla successiva notifica alla parte personalmente. Tale principio, valido anche in caso di litisconsorzio, rende irrilevante ogni notifica successiva ai fini del calcolo della scadenza.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione della sospensione dei termini processuali per le liti fiscali di valore inferiore a 20.000 euro. La Corte ha annullato una decisione di inammissibilità di un appello dell'Agenzia delle Entrate, ritenuto erroneamente tardivo da una commissione tributaria regionale. La commissione non aveva considerato una legge speciale che sospendeva i termini per tali controversie. Il caso è stato rinviato per essere esaminato nel merito, sottolineando l'importanza di applicare correttamente le norme sulla sospensione termini processuali.
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Improcedibilità del ricorso: errore di notifica fatale
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da una compagnia assicurativa a causa del tardivo deposito della prova di notifica dell'atto, rinnovata su ordine della stessa Corte. La sentenza evidenzia il rigore dei termini processuali, sottolineando che il mancato rispetto delle scadenze per la notifica e il successivo deposito rende l'impugnazione inammissibile, indipendentemente dal merito della questione.
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Proroga termine processuale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tempestività di un ricorso la cui scadenza cadeva in un giorno festivo (venerdì), seguito da un sabato. La Corte ha stabilito che la proroga del termine processuale si estende fino al primo giorno non festivo successivo, quindi al lunedì. Nel merito, ha rigettato il ricorso di un cliente contro i suoi ex avvocati per presunta negligenza professionale, confermando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riscontrato un nesso causale tra la condotta dei legali e il danno lamentato.
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Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità degli accertamenti bancari estesi ai conti correnti dei soci di una S.R.L. a ristretta base sociale. Nel caso specifico, un socio impugnava un avviso di accertamento per IRPEF, scaturito da indagini sui conti personali suoi e del coniuge, anch'esso socio. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che in presenza di una compagine sociale ristretta, specialmente a carattere familiare, e di una sproporzione tra i redditi dichiarati dai soci e le movimentazioni bancarie, si presume che tali somme siano ricavi non dichiarati della società. Spetta al contribuente fornire la prova contraria.
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Accertamenti bancari società: conti soci e presunzioni
Una società a responsabilità limitata ha impugnato un avviso di accertamento fondato su indagini bancarie effettuate sui conti correnti personali dei soci. Poiché i soci non disponevano di redditi personali in grado di giustificare le ingenti somme movimentate, l'Agenzia delle Entrate ha presunto che si trattasse di ricavi non dichiarati della società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità degli accertamenti bancari società. È stato ribadito il principio secondo cui, per le società a ristretta base sociale, le movimentazioni sui conti dei soci sono legittimamente attribuibili all'ente, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Accertamenti bancari sui soci: quando sono validi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22430/2025, ha rigettato il ricorso di una S.r.l. contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie estese ai conti correnti dei soci. La Corte ha confermato che, in presenza di società a ristretta base sociale, è legittimo presumere che le movimentazioni sui conti personali dei soci, specie se sproporzionate rispetto ai loro redditi dichiarati (impossidenti), siano riconducibili all'attività d'impresa. Questi accertamenti bancari sono dunque uno strumento valido per ricostruire il reddito non dichiarato della società. La sentenza chiarisce inoltre che non sussiste litisconsorzio necessario tra la società di capitali e i soci nel relativo contenzioso.
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Notifica PEC: validità anche senza registro pubblico
Un'azienda ha contestato la validità di una notifica PEC ricevuta da un indirizzo non presente nei registri pubblici. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica è valida se il mittente è identificabile e il destinatario ha potuto esercitare il suo diritto di difesa. L'ordinanza chiarisce anche i requisiti per il disconoscimento di documenti e i termini per l'opposizione a ruolo.
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Termine annuale impugnazione: calcolo e sospensione
Una cittadina impugnava una delibera condominiale. L'Appello veniva dichiarato inammissibile per tardività. In Cassazione, si è posta la questione sul corretto calcolo del termine annuale impugnazione quando il giorno di decorrenza cade nel periodo di sospensione feriale. Data la complessità e il contrasto giurisprudenziale, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per la decisione.
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