La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13012/2025, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo due principi fondamentali. Primo, la rimessione in termini per un ricorso tardivo è concessa solo per cause eccezionali e non imputabili, escludendo situazioni di mera difficoltà organizzativa. Secondo, in materia di Frode IVA, per negare la detrazione dell'imposta non è richiesta la prova della 'piena conoscenza' della frode da parte dell'acquirente; è sufficiente che l'amministrazione finanziaria dimostri, anche tramite indizi, che l'imprenditore 'sapeva o avrebbe dovuto sapere' dell'evasione, usando l'ordinaria diligenza.
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