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Art. 152 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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24 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Compenso avvocato: quando la contestazione è valida?
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per contestare il compenso di un avvocato. Il caso riguardava una cliente che negava di aver conferito un mandato specifico per un'attività legale, ritenendo che il legale agisse in un'altra veste. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando l'importanza della contestazione specifica e dettagliata della parcella e chiarendo quando è necessario utilizzare lo strumento della querela di falso per contestare documenti firmati.
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Proposta transattiva giudice: è lecita dopo i termini?
Un professionista ha citato in giudizio un consorzio per ottenere il pagamento delle proprie competenze professionali. Il consorzio ha contestato la sentenza, sostenendo che la proposta transattiva del giudice di primo grado fosse stata formulata tardivamente, ovvero dopo la chiusura della fase istruttoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudice può formulare una proposta transattiva in ogni stato e grado del processo, in linea con il favore del legislatore per le soluzioni alternative delle controversie. Tale attività non costituisce motivo di astensione o ricusazione del magistrato. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili in quanto miravano a un riesame del merito della vicenda, precluso in sede di legittimità.
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Vendita aliud pro alio: onere della prova e risoluzione
Un acquirente compra un'auto usata che si rivela impossibile da immatricolare per gravi difformità (motore e telaio non originali). La Cassazione conferma la risoluzione del contratto per vendita aliud pro alio, stabilendo che il veicolo era totalmente inidoneo all'uso. In questi casi, spetta al venditore, e non all'acquirente, l'onere di provare di aver consegnato un bene conforme. La richiesta di manleva del venditore verso un intermediario è stata respinta.
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Delibera condominiale nulla: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una delibera condominiale è nulla se, approvata a maggioranza, priva un singolo condomino del godimento di un bene comune, come l'impianto idrico. Nel caso specifico, un condominio aveva deciso di realizzare un nuovo impianto a servizio dei soli appartamenti, escludendo un'unità commerciale. La Corte ha chiarito che una tale decisione, trasformando un bene comune in bene esclusivo per alcuni, incide sul diritto di proprietà individuale e richiede pertanto il consenso unanime di tutti i condòmini.
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