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Art. 152 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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113 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Indennità una tantum: decisivo il sistema contributivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'indennità una tantum alla vedova di un assicurato. La Corte ha stabilito che, per ottenere il beneficio, è necessario che la pensione del defunto fosse calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla l. 335/95, interpretata sistematicamente.
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Disoccupazione agricola: decadenza e diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore agricolo perde definitivamente il diritto all'indennità di disoccupazione agricola se non impugna tempestivamente il provvedimento di cancellazione dagli elenchi anagrafici. L'iscrizione, sebbene non costitutiva del rapporto di lavoro, è un presupposto indispensabile per l'accesso alla prestazione, e la decadenza dal termine per l'impugnazione ha natura sostanziale, estinguendo il diritto.
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Decadenza pensione: l’azione legale tardiva è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riconosceva il requisito sanitario per una pensione di inabilità. La Corte ha stabilito che l'azione legale, intentata dall'erede oltre dieci anni dopo la domanda amministrativa, era inammissibile per intervenuta decadenza del diritto. Anche se il requisito sanitario sussisteva, la tardività dell'azione ha comportato la carenza di interesse ad agire, estinguendo ogni possibile pretesa economica e rendendo inutile l'accertamento tecnico.
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Spese legali previdenza: il limite del valore prestazione
Un ente previdenziale contesta una liquidazione di spese legali di oltre 6.600 euro per una causa relativa a un'indennità di malattia del valore di circa 1.574 euro. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che nelle controversie di questo tipo, le spese legali previdenza non possono mai superare il valore della prestazione economica riconosciuta, annullando così la precedente quantificazione.
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Decadenza ricorso agricolo: termine perentorio
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice, confermando l'inammissibilità della sua domanda di accertamento di lavoro agricolo a causa della decadenza del ricorso agricolo. La Corte ha stabilito che il termine perentorio per l'azione giudiziaria decorre dalla data in cui il provvedimento amministrativo diventa definitivo, indipendentemente da eventuali errori nella scelta dell'organo a cui è stato presentato il ricorso amministrativo, sottolineando l'importanza della certezza del diritto.
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Decadenza ricorso agricolo: guida alla sentenza
Un lavoratore si è visto negare il riconoscimento di anni di lavoro agricolo a causa della presentazione del ricorso giudiziario oltre i termini di legge. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, stabilendo che la decadenza del ricorso agricolo decorre dalla definitività del provvedimento amministrativo, anche se l'interessato ha errato nel presentare il precedente ricorso amministrativo a un organo non competente. La certezza del diritto prevale sull'errore procedurale della parte.
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Decadenza iscrizione agricoli: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una lavoratrice agricola, confermando che la mancata impugnazione del provvedimento di cancellazione dagli elenchi entro i termini di legge impedisce di ottenere le prestazioni previdenziali. La decisione sottolinea il principio di decadenza per l'iscrizione degli agricoli come presupposto fondamentale per il riconoscimento dei diritti connessi.
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Benefici amianto: no alla rivalutazione dei fatti
Due lavoratori hanno richiesto i benefici amianto per la rivalutazione dei loro contributi previdenziali. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte d'Appello ha respinto la loro domanda basandosi su una perizia tecnica. I lavoratori hanno presentato ricorso in Cassazione, ma la Corte Suprema lo ha rigettato, sottolineando che il ricorso rappresentava un tentativo inammissibile di far riesaminare nel merito le prove e i fatti, un compito che non rientra nelle sue competenze. La decisione riafferma il principio che la Cassazione è un giudice di legittimità, non un terzo grado di giudizio.
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Giurisdizione lavoro NATO: la parola al giudice locale
Una lavoratrice civile di un contingente italiano NATO in Bosnia ha citato in giudizio il Ministero della Difesa in Italia per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la carenza di giurisdizione del giudice italiano. Secondo la Corte, per le controversie di lavoro del personale locale assunto da forze NATO all'estero, la competenza spetta ai tribunali dello Stato in cui si svolge l'attività lavorativa (in questo caso, la Bosnia Erzegovina), in applicazione della Convenzione di Londra del 1951.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7373/2024, ha confermato la prescrittibilità del diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il termine decennale di prescrizione decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione, momento che la Corte ha identificato con la presentazione della domanda di certificazione all'INAIL. Una successiva domanda all'INPS, presentata oltre dieci anni dopo tale data, è stata quindi ritenuta tardiva.
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Cancellazione elenchi bracciantili: la notifica online
Un lavoratore agricolo ha impugnato la sua rimozione dalle liste di categoria, sostenendo che il termine di 120 giorni non dovesse decorrere dalla notifica online sul sito dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la pubblicazione telematica per la cancellazione elenchi bracciantili è una modalità di notifica valida per tutti i provvedimenti emessi dopo l'entrata in vigore della legge, anche se relativi a periodi lavorativi precedenti. La Corte ha inoltre escluso profili di incostituzionalità della norma.
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Contratto piccola colonia: quando è fittizio
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha ritenuto fittizio un contratto piccola colonia. La pronuncia si basa su una 'doppia ratio decidendi': da un lato, la genericità del contratto, punto non specificamente appellato e quindi passato in giudicato; dall'altro, la mancanza del requisito di insufficiente redditività del fondo, provata dall'estensione dei terreni e dal numero di capi di bestiame allevati. Il ricorso è stato respinto, stabilendo che la mancata contestazione dell'INPS (terzo al contratto) non rileva e che la dichiarazione di esenzione dalle spese processuali deve essere firmata personalmente dalla parte.
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Improcedibilità del ricorso: copia incompleta sentenza
Un lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che negava il suo diritto a trattenere l'indennità di disoccupazione. Tuttavia, ha depositato una copia incompleta della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso, sottolineando che l'omissione di pagine contenenti la motivazione centrale della decisione equivale alla mancata produzione del provvedimento, impedendo l'esame del merito.
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Decadenza benefici amianto: la Cassazione conferma
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all'amianto. La sua domanda è stata respinta per intervenuta decadenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il termine triennale di decadenza per i benefici amianto inizia a decorrere trascorsi 300 giorni dalla domanda amministrativa, anche in assenza di un provvedimento esplicito da parte dell'ente previdenziale. La Corte ha inoltre specificato che tale decadenza colpisce l'intero diritto alla rivalutazione e non i singoli ratei pensionistici.
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Maggiorazione Amianto: Inammissibile Appello Parziale
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della pensione per una maggiorazione amianto, ma la sua domanda è stata respinta in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha contestato solo una delle due motivazioni autonome su cui si fondava la sentenza di secondo grado. Questo caso sottolinea il principio della 'duplice ratio decidendi', secondo cui l'omessa impugnazione di una motivazione sufficiente a sorreggere la decisione rende l'intero ricorso inammissibile.
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Disconoscimento lavoro agricolo: notifica online vale
Una lavoratrice agricola si è vista respingere il ricorso contro l'INPS per il disconoscimento di giornate lavorative del 2007. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4900/2024, ha confermato che la notifica del disconoscimento lavoro agricolo tramite pubblicazione sul sito web dell'ente è legittima anche per periodi antecedenti alla legge del 2011 che l'ha introdotta, facendo decorrere il termine per l'impugnazione e determinando la decadenza dall'azione.
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Disconoscimento lavoro agricolo: notifica online valida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notifica telematica per il disconoscimento lavoro agricolo, anche se riferita a periodi lavorativi antecedenti alla legge del 2011 che l'ha introdotta. La Corte ha chiarito che la norma regola la forma della comunicazione, non il diritto sostanziale, respingendo il ricorso di una lavoratrice per intervenuta decadenza del termine di impugnazione.
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Procura speciale Cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la curatela fallimentare di un debitore. La decisione non entra nel merito della controversia (l'opponibilità di un decreto ingiuntivo al fallimento), ma si fonda su un vizio procedurale: l'avvocato del ricorrente non era munito di una valida procura speciale per la Cassazione, agendo sulla base di una procura generale rilasciata anni prima del provvedimento impugnato. La sentenza ribadisce la necessità di un mandato specifico per il giudizio di legittimità.
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Termine mediazione non perentorio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4133/2024, ha stabilito che il termine di 15 giorni assegnato dal giudice per l'avvio della mediazione delegata ha natura ordinatoria e non perentoria. Di conseguenza, il suo mancato rispetto non comporta l'improcedibilità della domanda giudiziale, a patto che il primo incontro di mediazione si svolga prima dell'udienza di rinvio. La Corte ha rigettato il ricorso di un imprenditore che, in un caso di presunto recesso ingiustificato da un contratto di spandimento fanghi, si era visto revocare in appello un decreto ingiuntivo. La decisione della Cassazione conferma la linea interpretativa che favorisce la sostanza del tentativo di conciliazione rispetto al mero formalismo delle scadenze.
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Notifica PEC illeggibile: doveri dell’avvocato
Una società ha proposto appello tardivamente, giustificandosi con la ricezione di una notifica PEC illeggibile da parte della cancelleria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, affermando che la ricezione di una comunicazione elettronica, anche se con allegato corrotto, impone al difensore un dovere di diligenza. L'avvocato deve attivarsi tempestivamente presso la cancelleria per risolvere il problema e non può usare l'illeggibilità come scusa per il mancato rispetto dei termini processuali.
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