LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1453 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 26 di 28

544 provvedimenti

Altri anni per Art. 1453 Codice Civile

Vendita su campione: decadenza e aliud pro alio
La Corte di Cassazione chiarisce i confini tra vizio e 'aliud pro alio' in una vendita su campione. Un'impresa edile aveva contestato la fornitura di infissi non conformi al campione, ma lo aveva fatto oltre il termine di 8 giorni. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un bene dello stesso genere (infissi in legno) seppur difforme, non si configurava un 'aliud pro alio' ma un vizio soggetto al termine di decadenza. Di conseguenza, la denuncia tardiva ha fatto perdere all'acquirente il diritto di far valere la garanzia.
Continua »
Interpretazione del contratto: la consegna dei locali
In una disputa su un contratto di fornitura per apparecchiature medicali, la Cassazione ha chiarito un punto cruciale sull'interpretazione del contratto. La Corte ha confermato che i termini per l'esecuzione, inclusa la presentazione dei progetti, decorrono non dalla mera firma, ma dalla effettiva consegna dei locali destinati all'installazione. Di conseguenza, il mancato adempimento di tale obbligo da parte della stazione appaltante costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto a suo carico.
Continua »
Quietanza liberatoria: prova di pagamento nel contratto
Una venditrice di un immobile cita in giudizio l'acquirente chiedendo la rescissione del contratto per minacce o, in subordine, la risoluzione per mancato pagamento. Il Tribunale accoglie la domanda, ma la Corte d'Appello la rigetta, ritenendo le prove delle minacce insufficienti e valorizzando la quietanza liberatoria firmata dalla venditrice. La Corte di Cassazione conferma la decisione d'appello, stabilendo che la quietanza ha valore di confessione stragiudiziale e costituisce piena prova del pagamento. Tale prova può essere superata solo dimostrando che la dichiarazione è stata viziata da errore di fatto o violenza, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
Continua »
Mutuo dissenso: contratto risolto senza colpa di nessuno
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita per mutuo dissenso. Nonostante le accuse reciproche di inadempimento tra promittenti acquirenti e venditore, i giudici hanno ritenuto che la volontà comune di sciogliere il vincolo, manifestata con le rispettive domande di risoluzione, fosse sufficiente a porre fine al contratto, senza necessità di individuare un colpevole.
Continua »
Titoli PAC: non fungibilità e risoluzione contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito che i titoli PAC (Politica Agricola Comune) 'con terra' e 'senza terra' non sono beni fungibili. In un caso di compravendita di un fondo agricolo, la mancata consegna dei titoli PAC specificati nel contratto costituisce un inadempimento grave che può giustificare la risoluzione del contratto. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente considerato l'offerta di titoli diversi come un adempimento valido, sottolineando la differente funzione economica e produttività immediata dei titoli abbinati a un terreno.
Continua »
Inadempimento preliminare: chi ha torto?
Un promissario acquirente ha citato in giudizio i promittenti venditori per la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita, lamentando la mancanza del certificato di abitabilità. La Corte d'Appello ha ritenuto più grave l'inadempimento dell'acquirente, che non si era presentato al rogito, legittimando il recesso dei venditori e la ritenzione della caparra. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che in caso di reciproco inadempimento preliminare, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa delle condotte per determinare quale sia stata la causa principale della mancata conclusione del contratto.
Continua »
Principio di non contestazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un contratto di subappalto, se la parte committente contesta solo l'esecuzione di specifici lavori, ammette implicitamente che tutti gli altri siano stati eseguiti. L'ordinanza applica il principio di non contestazione, affermando che il giudice non può richiedere una prova separata per i lavori non contestati, e deve quantificare il compenso dovuto al subappaltatore sulla base di tale ammissione.
Continua »
Riduzione prezzo appalto: quando spetta e come si calcola
In una controversia su un contratto di appalto, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei committenti che, a fronte di vizi di lieve entità, si erano rifiutati di saldare il corrispettivo e avevano richiesto un ingente risarcimento per il mancato utilizzo dell'immobile. La Corte ha stabilito che i vizi minori non giustificano una richiesta di risarcimento sproporzionata, interrompendo il nesso causale a causa dell'inerzia dei committenti. È stata inoltre confermata la corretta applicazione della riduzione prezzo appalto, chiarendo che questa non è soggetta a IVA in quanto modifica del corrispettivo originario e non rimborso di una spesa.
Continua »
Responsabilità gravi difetti appalto: la Cassazione
Un condominio citava in giudizio l'impresa appaltatrice e il direttore dei lavori per gravi difetti, come infiltrazioni, emersi dopo la consegna delle opere. La Corte d'Appello rigettava la domanda per responsabilità extracontrattuale (art. 1669 c.c.) ritenendola indeterminata. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che il giudice ha il dovere di qualificare la domanda sulla base dei fatti allegati, anche se l'inquadramento giuridico non è perfetto. La responsabilità per gravi difetti appalto sorge quando i vizi, come le infiltrazioni, pregiudicano il godimento del bene, e può estendersi anche al direttore dei lavori. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
Continua »
Inadempimento contratto preliminare: chi ha ragione?
La Corte di Cassazione esamina un caso di inadempimento di un contratto preliminare immobiliare. La controversia nasce dalla mancata stipula del rogito definitivo. I promissari acquirenti, pur avendo versato l'80% del prezzo, lamentavano la mancata predisposizione della documentazione catastale da parte della promittente venditrice. Quest'ultima, a sua volta, eccepiva il mancato saldo del prezzo. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, attribuendo la responsabilità prevalente dell'inadempimento contratto preliminare alla parte venditrice per non aver regolarizzato la situazione catastale dell'immobile, un onere che, seppur non impeditivo in assoluto, avrebbe comportato costi e difficoltà aggiuntive per gli acquirenti. La Corte ha inoltre chiarito che la società che aveva acquistato l'immobile dalla venditrice durante la causa era legittimamente parte del processo come successore nel diritto controverso.
Continua »
Fallimento venditore e preliminare: può scioglierlo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fallimento del venditore, il curatore fallimentare può legittimamente sciogliere il contratto preliminare di compravendita immobiliare, anche se il promissario acquirente ha già versato l'intero prezzo. La Corte ha chiarito che il pagamento del prezzo è un effetto anticipatorio e non costituisce la piena esecuzione del contratto, la quale si realizza solo con il trasferimento della proprietà tramite rogito definitivo o sentenza.
Continua »
Sconto contrattuale: decade se i lavori sono incompleti
La Corte di Cassazione ha stabilito che uno sconto contrattuale, previsto in un contratto di appalto, non è dovuto se i lavori non vengono portati a termine. La sua applicabilità è una questione di interpretazione contrattuale che il giudice può valutare d'ufficio, senza necessità di una specifica eccezione di parte, in quanto rientra nelle cosiddette 'eccezioni in senso lato'. Il caso riguardava un'azienda agricola che contestava il pagamento finale a un'impresa termoidraulica per lavori incompleti, pretendendo l'applicazione di uno sconto del 16%. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la mancata esecuzione completa dell'opera è una ragione sufficiente per escludere il diritto allo sconto.
Continua »
Aliud pro alio: macchinari non conformi e vendita
Un'azienda agricola acquista un impianto oleario che si rivela non conforme alle normative di sicurezza alimentare, in quanto non realizzato con i materiali prescritti (acciaio inox). La Corte di Cassazione ha stabilito che tale difformità non costituisce un semplice vizio, ma può integrare la fattispecie di vendita di 'aliud pro alio', ovvero la consegna di un bene completamente diverso da quello pattuito. Questa qualificazione è cruciale perché il bene è risultato del tutto inidoneo ad assolvere alla sua funzione economico-sociale, legittimando così la richiesta di risoluzione del contratto senza sottostare ai brevi termini di prescrizione previsti per la garanzia per vizi.
Continua »
Rinvio della causa: accordo tra le parti in Cassazione
Una società di costruzioni ricorre in Cassazione dopo aver perso in appello una causa su un contratto preliminare. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, accoglie la richiesta congiunta delle parti e dispone il rinvio della causa a un'udienza futura per consentire il perfezionamento di un accordo transattivo, evidenziando l'importanza delle trattative anche nella fase finale del giudizio.
Continua »
Inadempimento appalto: quando si applica l’art. 1453
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di mancato completamento di un'opera edile, si configura un inadempimento appalto regolato dalle norme generali sulla risoluzione del contratto (art. 1453 c.c.) e non dalle norme speciali sulla garanzia per vizi (art. 1667 c.c.). Di conseguenza, il committente non è tenuto a denunciare i difetti entro il breve termine di decadenza di sessanta giorni, potendo agire per il risarcimento del danno derivante dalla mancata ultimazione dei lavori.
Continua »
Gravità dell’inadempimento: valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. Il motivo è la mancata esplicita valutazione della gravità dell'inadempimento, un requisito fondamentale secondo l'art. 1455 c.c. La Corte ha stabilito che il giudice non può desumere implicitamente la gravità dall'accoglimento di una domanda, ma deve motivare specificamente perché l'inadempimento non è di scarsa importanza, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Abusi edilizi: tutele per chi compra un immobile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24008/2025, ha esaminato il caso di un acquirente che scopriva abusi edilizi su un immobile dopo la compravendita. La Corte ha chiarito che la dichiarazione generica del venditore sull'epoca di costruzione non lo esonera da responsabilità per ampliamenti abusivi successivi. La vicenda, qualificata non come 'aliud pro alio' ma come vendita di cosa gravata da oneri, ha portato a una riduzione del prezzo e a un risarcimento parziale del danno, cassando con rinvio la sentenza d'appello per una nuova valutazione di alcuni aspetti del risarcimento.
Continua »
Azioni edilizie alternative: la scelta è irrevocabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23819/2025, ha ribadito il principio secondo cui le azioni edilizie alternative, ovvero la risoluzione del contratto e la riduzione del prezzo per vizi della cosa venduta, sono tra loro incompatibili. Una volta che l'acquirente ha scelto una via tramite domanda giudiziale, tale scelta diventa irrevocabile e non può essere modificata in un successivo giudizio. Nel caso di specie, un'acquirente che aveva già ottenuto una riduzione del prezzo in un primo procedimento, non ha potuto successivamente chiedere la risoluzione del contratto per gli stessi vizi.
Continua »
Prescrizione risoluzione contratto: l’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione stabilisce che la domanda giudiziale per l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare interrompe la prescrizione anche per la successiva domanda di risoluzione. Il caso riguarda una compravendita immobiliare bloccata per irregolarità urbanistiche. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dei promittenti venditori, rigettando la loro eccezione di prescrizione risoluzione contratto, poiché la prima azione legale aveva già interrotto il decorso dei termini.
Continua »
Garanzia per vizi: la parola del venditore conta
In una compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la dichiarazione verbale del venditore sull'assenza di difetti rende operativa la garanzia per vizi, anche se questi erano facilmente riconoscibili. La Corte ha confermato la condanna del venditore alla riduzione del prezzo, chiarendo che la clausola di vendita "nello stato in cui si trova" è una mera clausola di stile e che una lettera di messa in mora è sufficiente a interrompere la prescrizione annuale dell'azione.
Continua »