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Art. 145 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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89 provvedimenti

Altri anni per Art. 145 Codice di Procedura Civile

Notifica sede legale: quando è valida per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica di un atto giudiziario a una società se effettuata presso la sua sede legale e consegnata a una persona addetta alla ricezione. Con l'ordinanza n. 27090/2024, ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva erroneamente dichiarato inesistente una notifica simile, ribadendo che tale modalità garantisce la conoscenza dell'atto da parte della società destinataria, anche se effettuata tramite servizio postale.
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Notifica all’amministratore di fatto: è valida?
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un amministratore di fatto anziché al rappresentante legale di una società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la notifica all'amministratore di fatto è proceduralmente illegittima. L'atto impositivo deve essere notificato al rappresentante legale, distinguendo la questione della notifica da quella della responsabilità.
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Notifica inesistente: quando un vizio è sanabile?
Una società garante ha impugnato una decisione della Corte d'Appello sostenendo che la notifica di un decreto ingiuntivo fosse inesistente. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione fondamentale tra notifica nulla e notifica inesistente. Secondo la Corte, un vizio nel luogo di notifica la rende semplicemente nulla, un difetto sanabile con la costituzione in giudizio dell'opponente. La notifica è considerata inesistente solo in casi estremi, come la totale mancanza materiale dell'atto. La Corte ha anche esaminato e respinto altre censure relative alla validità di clausole contrattuali e alla forma del contratto di finanziamento.
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Notifica ex legale rappresentante: quando è nulla?
La Cassazione ha confermato la nullità di un estratto di ruolo notificato a un ex legale rappresentante per un debito tributario della società liquidata. La notifica ex legale rappresentante non è sufficiente per imputare personalmente il debito, essendo necessario un accertamento specifico sulla sua responsabilità personale, che nel caso di specie mancava.
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Dies a quo impugnazione: da quando decorre il termine?
La Cassazione rinvia a pubblica udienza il caso sul 'dies a quo impugnazione' per un socio le cui quote societarie erano sotto sequestro preventivo. La questione è se il termine per impugnare un avviso di accertamento decorra dalla notifica al custode giudiziario o dalla conoscenza effettiva del socio, eccezionalmente legittimato ad agire.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23912/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di riscossione. È stato confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRES e IVA è decennale e non quinquennale, poiché non si tratta di prestazioni periodiche. Inoltre, la Corte ha chiarito le modalità di notifica delle cartelle di pagamento alle società, ritenendo valida la consegna presso la sede legale a persona incaricata, senza necessità di ulteriori adempimenti, e ammettendo come prova della notifica la raccomandata con avviso di ricevimento inviata direttamente dal concessionario.
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Termine breve impugnazione: appello INPS tardivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'appello di un ente previdenziale, rimasto contumace in primo grado, è inammissibile se proposto oltre il termine breve impugnazione di 30 giorni. Tale termine decorre dalla notifica personale della sentenza di primo grado. La Corte d'Appello aveva erroneamente esaminato il merito, ma la Cassazione ha annullato la decisione, ripristinando la vittoria della lavoratrice, a causa del vizio procedurale insanabile.
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Notifica atto tributario: ecco quando è sanabile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23518/2024, stabilisce un principio fondamentale in materia di notifica atto tributario. Se un contribuente impugna un atto successivo, come un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica dell'atto presupposto (es. cartella esattoriale), tale impugnazione sana il vizio di notifica. La notifica, infatti, non è un elemento costitutivo dell'atto, ma serve a renderlo efficace. Pertanto, il giudice non deve limitarsi a dichiarare la nullità dell'atto successivo, ma deve procedere all'esame del merito della pretesa tributaria, poiché il contribuente ha dimostrato di averne avuto conoscenza.
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Decadenza diritto: domanda inammissibile non la ferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 23425/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza diritto: una domanda giudiziale che si conclude con una declaratoria di improcedibilità non è idonea a interrompere il termine di decadenza. Il caso riguardava un lavoratore che, a causa di un errore nella notifica dell'atto introduttivo all'ente previdenziale, si è visto respingere il ricorso. La Corte ha chiarito che solo un giudizio che arriva a una decisione nel merito può salvare il diritto dalla decadenza, distinguendo nettamente tale istituto dalla prescrizione.
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Notifica atto impositivo: nulla se all’erede del liquidatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21981/2024, ha stabilito che la notifica di un atto impositivo a una società cancellata da meno di cinque anni è nulla se indirizzata all'erede del liquidatore defunto. In base a una 'fictio iuris' normativa, la società continua a esistere per fini fiscali per un quinquennio dopo la cancellazione. Pertanto, l'atto deve essere notificato alla società stessa, la quale mantiene la propria soggettività passiva d'imposta, e non a soggetti terzi come gli eredi del rappresentante legale.
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Notifica avviso accertamento: la Cassazione decide
Una società contesta due avvisi di accertamento per vizi di sottoscrizione e di notifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, confermando principi fondamentali. È stata ribadita la validità della delega di firma al funzionario, anche se priva di un termine di scadenza, e la piena legittimità della notifica dell'avviso di accertamento esecutivo effettuata direttamente a mezzo posta dall'Amministrazione Finanziaria, senza l'obbligo di ricorrere a un intermediario abilitato.
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IVA forfettizzata intrattenimenti: no avviso bonario
Una società del settore intrattenimento ha ricevuto una cartella di pagamento per IVA forfettizzata intrattenimenti senza una previa comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30686/2024, ha stabilito che, in base alla normativa speciale, tale comunicazione non è un atto obbligatorio. L'Amministrazione finanziaria può legittimamente procedere direttamente con l'iscrizione a ruolo e la notifica della cartella, poiché la procedura di accertamento e riscossione per questo tipo di imposta segue regole specifiche che non prevedono la necessità di un avviso bonario.
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Notifica nulla all’erede del liquidatore: il caso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21929/2024, ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento è nulla se indirizzata all'erede del liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese. Anche dopo la cancellazione, per i cinque anni successivi la società è considerata esistente ai fini fiscali. Pertanto, l'atto deve essere notificato alla società stessa presso l'ultimo domicilio fiscale, e non personalmente all'erede del suo ex rappresentante legale, che è un soggetto estraneo al rapporto tributario societario.
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Notifica atto impositivo: nullo se agli eredi del socio
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale perché la notifica atto impositivo era stata erroneamente indirizzata agli eredi del socio liquidatore defunto di una società cancellata. La sentenza chiarisce che, per un periodo di cinque anni dalla cancellazione, la società continua a esistere fittiziamente per fini fiscali e deve essere la destinataria di ogni atto impositivo, rendendo nulla la notifica a soggetti diversi.
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Notifica fiscale a società estinta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21905/2024, ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento a una società cancellata dal registro delle imprese è nulla se indirizzata all'erede del liquidatore defunto. In virtù della sopravvivenza quinquennale ai fini fiscali, la notifica fiscale a società estinta deve essere effettuata nei confronti della società stessa presso l'ultimo domicilio fiscale, poiché l'erede non subentra automaticamente nella rappresentanza legale dell'ente.
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Interesse ad agire: impugnazione estratto di ruolo
Una società di trasporti ha impugnato un estratto di ruolo relativo a 47 cartelle esattoriali, sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche e che i crediti fossero prescritti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse ad agire. L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto, cosa non avvenuta nel caso di specie. In assenza di tale pregiudizio, il contribuente deve attendere un successivo atto esecutivo per far valere le proprie ragioni.
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Retribuzione amministratori: la Cassazione decide
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società contro un avviso di accertamento. Confermato il principio per cui la retribuzione amministratori, per essere deducibile, deve essere deliberata dall'assemblea dei soci. I costi per contratti di consulenza fittizi, che mascherano tale retribuzione, sono indeducibili, così come l'IVA su prestazioni derivanti da interposizione illecita di manodopera.
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Responsabilità associazione non riconosciuta: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale di un amministratore di fatto per sanzioni IVA relative a un'associazione sportiva non riconosciuta, anche dopo la sua cessazione. La decisione sottolinea che per la responsabilità associazione non riconosciuta conta l'attività concreta svolta in suo nome. L'avviso di accertamento è stato ritenuto legittimamente notificato all'individuo che gestiva l'ente, considerato responsabile solidale per i debiti fiscali ai sensi dell'art. 38 del Codice Civile.
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Notifica cartella pagamento: i vizi la rendono nulla
Un agente della riscossione ha impugnato una sentenza che annullava un'intimazione di pagamento a causa di una notifica della cartella di pagamento viziata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la notifica era nulla a causa della sua palese ambiguità e dell'omissione della raccomandata informativa, ribadendo la necessità di un rigore formale in questi procedimenti.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se non esamina
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per "motivazione apparente". I giudici regionali, dopo aver rilevato un errore procedurale nella decisione di primo grado, avevano omesso di esaminare nel merito le ragioni dei contribuenti, limitandosi a dichiarare legittimo l'avviso di accertamento. Tale omissione, secondo la Suprema Corte, rende la motivazione solo apparente e, di conseguenza, la sentenza è nulla perché non permette di comprendere il percorso logico-giuridico seguito per arrivare alla decisione.
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