La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti, evidenziando la violazione del diritto all'interprete. Un cittadino bulgaro era stato assistito da un interprete di lingua inglese che, per comunicare, aveva dovuto utilizzare un'applicazione di traduzione sul cellulare. La Corte ha stabilito che tale modalità non garantisce lo standard di qualità richiesto dalla normativa europea e nazionale, ledendo il diritto di difesa dell'indagato, il quale deve essere messo in condizione di comprendere pienamente le accuse e di comunicare efficacemente con il proprio difensore.
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