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Art. 1419 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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169 provvedimenti

Altri anni per Art. 1419 Codice Civile

Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28455/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che contestavano la validità di una fideiussione basata su uno schema ABI ritenuto anticoncorrenziale. La decisione si fonda su motivi procedurali: i ricorrenti non hanno assolto al proprio onere della prova, producendo tardivamente in appello la documentazione necessaria a sostegno della tesi di nullità. La Corte ha ribadito che, sebbene la nullità sia rilevabile d'ufficio, i fatti costitutivi devono essere allegati e provati ritualmente nel primo grado di giudizio, confermando l'inammissibilità delle nuove prove in appello e il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Responsabilità professionale geometra: contratto nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un contratto d'opera professionale con un geometra, per aver ecceduto le proprie competenze (opere in cemento armato), non esclude la sua responsabilità per i danni causati. I giudici di merito hanno il dovere di valutare se la condotta del professionista configuri un illecito extracontrattuale, anche se la domanda iniziale era basata sul contratto nullo. La sentenza di appello è stata cassata per 'motivazione apparente', in quanto non aveva esaminato questa diversa qualificazione giuridica della responsabilità professionale geometra.
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Nullità fideiussione ABI: tardiva la prova in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la documentazione comprovante la nullità di una fideiussione, basata sullo schema ABI e sulla normativa antitrust, non può essere presentata per la prima volta in appello. La Corte ha accolto il ricorso incidentale della società creditrice, affermando che l'eccezione di nullità, pur rilevabile d'ufficio, deve fondarsi su fatti e prove già introdotti nel giudizio di primo grado. La tardiva produzione documentale rende la prova inammissibile e, di conseguenza, la domanda di nullità deve essere respinta per mancanza di prova.
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Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione, respingendo l'eccezione di nullità fideiussione ABI. La decisione sottolinea che spetta al garante provare la conformità del contratto allo schema antitrust vietato, producendo in giudizio i documenti necessari, che non possono essere considerati fatti notori né rientrano nel principio iura novit curia.
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Estratto conto non certificato: la prova del credito
La Cassazione accoglie il ricorso di una società e dei suoi garanti, stabilendo che un estratto conto non certificato e specificamente contestato non ha valore di prova per dimostrare il credito. La Corte annulla la decisione d'appello che aveva convalidato un decreto ingiuntivo basandosi su tale documento. Viene inoltre riaffermata la nullità parziale della fideiussione conforme allo schema ABI anticoncorrenziale, con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame della vicenda.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
Con l'ordinanza n. 26376/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali, conformi allo schema ABI, è soggetta a nullità parziale. La nullità colpisce unicamente le clausole illecite e non si estende all'intero contratto, a meno che la parte interessata non provi l'essenzialità di tali clausole. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato la nullità totale d'ufficio, ribadendo che l'onere della prova per l'estensione della nullità grava sul garante.
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Produzione nuovi documenti: i limiti in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La decisione si fonda su un punto procedurale cruciale: la tardiva produzione di nuovi documenti in appello. I ricorrenti avevano introdotto solo nel secondo grado di giudizio il provvedimento della Banca d'Italia e il modello ABI, prove essenziali per la loro tesi. La Corte ha ribadito che, sebbene la nullità sia rilevabile d'ufficio, i fatti a suo fondamento devono essere allegati e provati nei termini previsti dal primo grado, rendendo inammissibile la nuova documentazione.
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Fideiussione ABI: quando il ricorso è inammissibile
Un garante ha impugnato un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione ABI, sostenendone la nullità totale per violazione delle norme antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che non affrontavano specificamente la motivazione della sentenza d'appello e non tenevano conto del principio di nullità parziale, ormai consolidato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Fideiussione omnibus: Cassazione su nullità e tardività
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti contro un istituto bancario. La controversia riguardava una fideiussione omnibus che i ricorrenti ritenevano totalmente nulla per violazione della normativa antitrust. La Corte ha ribadito che, in questi casi, la nullità è solo parziale e riguarda le singole clausole illecite. Inoltre, ha sottolineato che il ricorso è inammissibile se non contesta una delle ragioni autonome e sufficienti della decisione impugnata, come la tardività delle eccezioni sollevate in appello.
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Leasing immobiliare: nullità se l’immobile è vago
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di leasing immobiliare per un bene da costruire è nullo se l'immobile non è identificabile con certezza fin dall'inizio. Analizzando un caso in cui una società contestava la validità di un contratto per la descrizione generica dell'immobile, la Corte ha cassato la decisione d'appello. I giudici hanno sottolineato che la funzione di finanziamento non può prevalere sul requisito della determinatezza dell'oggetto, essenziale per la validità del patto di opzione di acquisto.
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Nullità fideiussione ABI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo basato, tra l'altro, sulla presunta nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust (schema ABI). L'ordinanza rigetta il ricorso, dichiarando inammissibili gran parte dei motivi. La Corte ha ribadito che, per contestare la nullità fideiussione ABI, è necessario trascrivere le clausole specifiche nel ricorso per cassazione, in ossequio al principio di autosufficienza. Inoltre, ha confermato che la Corte non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Sconto convenzionato: valido se pattuito tra ASL e privato
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di uno sconto convenzionato tra un'Azienda Sanitaria Locale e un laboratorio privato. Anche se il contratto faceva riferimento a una legge non più in vigore per determinare la percentuale dello sconto, la Corte ha stabilito che le parti, nell'esercizio della loro autonomia contrattuale, hanno legittimamente pattuito tale condizione. La Corte ha qualificato il riferimento alla norma come un "rinvio fisso", cristallizzando la condizione nel contratto. Il ricorso del laboratorio è stato rigettato anche per vizi procedurali.
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Tetto di spesa: il contratto è valido anche se l’atto decade
Una struttura sanitaria accreditata ha richiesto il pagamento di prestazioni eccedenti il budget contrattuale, sostenendo che l'annullamento dell'atto amministrativo che fissava il tetto di spesa rendesse nulla la relativa clausola. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il contratto firmato tra le parti resta l'unica fonte di obbligazione e che superare il limite pattuito viola la buona fede. Il tetto di spesa contrattuale, quindi, rimane pienamente valido.
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Onere della prova nel leasing: chi deve provare cosa?
Una società utilizzatrice di un immobile in leasing non pagava i canoni. La società concedente ha chiesto la risoluzione del contratto e la restituzione del bene. L'utilizzatrice si è opposta, lamentando l'assenza del piano di ammortamento. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'onere della prova del pagamento spetta sempre al debitore (l'utilizzatore), mentre il creditore deve solo dimostrare l'esistenza del contratto. L'assenza di un piano di ammortamento separato non è risultata decisiva.
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Patto successorio e garanzia: clausola per eredi
La Corte di Cassazione esamina un caso riguardante la validità di una clausola in un contratto di garanzia che estende la responsabilità solidale agli eredi del garante. L'erede di un fideiussore si opponeva al pagamento integrale di un debito, sostenendo che tale clausola violasse il divieto di patto successorio e le norme sulla ripartizione dei debiti ereditari. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola valida. La Cassazione, riconoscendo la grande importanza della questione giuridica, non ha emesso una decisione finale ma ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, sospendendo di fatto il giudizio.
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Contratto atipico: la Cassazione e la cessione crediti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto di cessione crediti, stabilendo che, anche in assenza di un obbligo di acquisto da parte del cessionario (elemento tipico del factoring), il rapporto può essere qualificato come un valido contratto atipico. La controversia nasceva dal mancato adempimento dell'obbligo del cedente di fornire la documentazione probatoria di un credito, che attivava una clausola di ritrasferimento del rischio di insolvenza. La Corte ha rigettato il ricorso del cedente, confermando che le parti, in virtù dell'autonomia contrattuale, possono definire accordi non riconducibili a schemi legali predefiniti, la cui disciplina risiede nelle clausole pattuite.
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Fideiussione obbligazione futura: autorizzazione è d’obbligo
Un garante per una fideiussione obbligazione futura contesta la richiesta di una banca dopo che questa ha concesso ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1956 c.c., la banca è obbligata a richiedere e ottenere una specifica autorizzazione dal garante prima di erogare nuovo credito. Una clausola contrattuale che impone al garante di informarsi autonomamente non è sufficiente per eludere tale obbligo. L'unica eccezione si applica quando il garante è anche l'amministratore della società debitrice, non un semplice socio.
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Fideiussione omnibus nulla: Cassazione sulla clausola
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato una sentenza di merito che aveva negato la nullità di una fideiussione omnibus. La Corte ha ribadito che la clausola basata sullo schema ABI, che deroga all'art. 1957 c.c., è nulla per violazione della normativa antitrust. Di conseguenza, la banca creditrice perde il diritto di agire contro il garante se non intraprende un'azione giudiziaria contro il debitore principale entro sei mesi. Questa decisione rafforza la tutela del fideiussore contro le clausole vessatorie nei contratti bancari, specificando che una semplice lettera di messa in mora non è sufficiente a interrompere i termini di decadenza.
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Clausola rischio cambio nel leasing: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17958/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato la nullità di una clausola rischio cambio in un contratto di leasing. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della 'meritevolezza' di una clausola atipica, ai sensi dell'art. 1322 c.c., non deve basarsi su un'analisi astratta della sua convenienza economica o del suo squilibrio, ma deve indagare lo scopo pratico (causa concreta) perseguito dalle parti, verificando che non sia in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento come solidarietà e parità. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Legittimazione processuale: sentenza nulla senza motivi
Una fideiubente si oppone a un'esecuzione forzata. Durante il giudizio d'appello, una nuova società si costituisce in giudizio in sostituzione della banca originaria. La Corte d'Appello rigetta l'impugnazione senza spiegare perché la nuova società avesse il diritto di partecipare al processo. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per totale assenza di motivazione su questo punto cruciale, noto come legittimazione processuale, rinviando il caso per un nuovo esame.
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