LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1419 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 6 di 10

187 provvedimenti

Altri anni per Art. 1419 Codice Civile

Patto di non concorrenza: nullo se il limite è vago
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un patto di non concorrenza stipulato tra un istituto di credito e un suo ex dipendente. La decisione si fonda sull'indeterminatezza del vincolo territoriale, che poteva essere modificato unilateralmente dall'azienda, e sulla sproporzione del corrispettivo economico rispetto al sacrificio imposto al lavoratore, rendendo l'intero accordo invalido.
Continua »
Retribuzione ferie: inclusione delle indennità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11781/2025, ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando il diritto di un lavoratore a ricevere una retribuzione ferie comprensiva dell'indennità di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. La Corte ha stabilito che le clausole dei contratti collettivi che escludono tali voci sono nulle perché in contrasto con la normativa europea e nazionale, che impone una retribuzione onnicomprensiva durante le ferie, equivalente a quella ordinaria.
Continua »
Sale and lease back: quando è nullo per violazione?
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto di sale and lease back utilizzato per eludere il divieto di patto commissorio. La sentenza chiarisce che la presenza di difficoltà economiche del venditore, la sproporzione tra il valore del bene e il prezzo, e l'uso del prezzo per estinguere debiti preesistenti verso una parte correlata al compratore sono indici di illiceità. La Corte ha inoltre ribadito che le domande di credito verso un fallimento devono essere proposte nella procedura concorsuale e non tramite domanda riconvenzionale in un giudizio ordinario.
Continua »
Compenso avvocato: accordo scritto e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce due principi fondamentali sul compenso dell'avvocato: l'accordo scritto tra le parti prevale sempre sulle tariffe professionali e la successiva abrogazione di tali tariffe non invalida l'accordo. Inoltre, la Corte stabilisce che la parte che ottiene un accoglimento anche solo parziale della propria domanda è considerata vincitrice e non può essere condannata al pagamento delle spese legali della controparte.
Continua »
Donazione immobile abusivo: nullità e azione riduzione
In una causa di eredità, la Corte di Cassazione interviene su un caso complesso riguardante una donazione di immobile abusivo. La Corte chiarisce che la partecipazione di un erede a un preliminare di vendita non costituisce rinuncia automatica all'azione di riduzione. Inoltre, stabilisce che la nullità di una donazione per abuso edilizio potrebbe essere solo parziale se l'abuso riguarda solo una parte dei beni donati. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sia sulla nullità della donazione che sulla tempestività di una domanda riconvenzionale erroneamente dichiarata inammissibile.
Continua »
Contratto IRS: quando il ricorso in Cassazione è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro un istituto di credito in una disputa su un contratto IRS. La decisione si fonda su vizi procedurali del ricorso, che mescolava in modo inestricabile censure di violazione di legge e vizi di motivazione. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, già accertati dalla Corte d'Appello, la quale aveva ritenuto il contratto IRS valido e con funzione di copertura, nonostante un iniziale squilibrio tra le parti.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni garanti contro un istituto di credito. I motivi, relativi alla nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust e all'anatocismo, sono stati respinti per vizi procedurali. La Corte ha sottolineato che le questioni di nullità devono essere fondate su fatti allegati nei gradi di merito e che l'appello deve contestare tutte le autonome 'ratio decidendi' della sentenza impugnata. L'analisi sull'inammissibilità del ricorso in Cassazione è centrale in questa decisione.
Continua »
Frazionamento mutuo: rifiuto lecito se c’è debito
Una società costruttrice ha citato in giudizio un istituto di credito per i danni derivanti dal rifiuto di procedere al frazionamento del mutuo fondiario. La banca ha giustificato il diniego a causa del grave inadempimento della società nel pagamento degli interessi di preammortamento. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso della società, stabilendo che il rifiuto della banca era legittimo in base all'eccezione di inadempimento e non contrario al principio di buona fede, dato che il diritto al frazionamento del mutuo era contrattualmente subordinato alla regolarità dei pagamenti.
Continua »
Fideiussore consumatore: il collegamento funzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il garante di un debito societario non può essere qualificato come fideiussore consumatore se esiste un forte 'collegamento funzionale' con la società. Nel caso specifico, il garante era socio di maggioranza (95%) e amministratore unico, agendo quindi per scopi professionali e non privati. La Corte ha rigettato il ricorso, negando l'applicazione delle tutele del consumatore, come il foro di competenza esclusivo. Sono state respinte anche le eccezioni relative a nullità antitrust e usura per mancanza di prove specifiche.
Continua »
Fideiussione omnibus nulla: l’appello è cruciale
In una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un garante che contestava la validità di una fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust. La decisione si fonda su un principio processuale cruciale: la mancata impugnazione specifica in appello di un punto della sentenza di primo grado determina la sua definitività (cosiddetto giudicato interno). Il ricorrente, non avendo sollevato la questione della nullità in appello, non ha potuto farla valere in Cassazione. La Corte ha inoltre ribadito che, in questi casi, la nullità è solitamente parziale e non totale.
Continua »
Patto fiduciario immobiliare: la forma non è scritta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribaltato una decisione di merito che negava l'esistenza di un patto fiduciario immobiliare per assenza di forma scritta. Il caso riguardava degli eredi che chiedevano la restituzione di immobili intestati fiduciariamente a un terzo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, riaffermando il principio secondo cui il patto fiduciario immobiliare non richiede la forma scritta ad substantiam per la sua validità, essendo un accordo con effetti meramente obbligatori. La prova della sua esistenza può essere fornita con vari mezzi, inclusa una dichiarazione unilaterale scritta del fiduciario o altri elementi indiziari, che il giudice di merito è tenuto a valutare complessivamente.
Continua »
Legittimazione passiva espropriazione: chi paga?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla legittimazione passiva espropriazione in un caso complesso di mancato perfezionamento del procedimento. L'ordinanza chiarisce che la società concessionaria originaria, promotrice e beneficiaria dell'occupazione d'urgenza, resta obbligata al pagamento dell'indennità insieme al Ministero, anche se il suo ruolo è mutato nel tempo. Viene invece esclusa la responsabilità della nuova società concessionaria, subentrata dopo la maturazione del diritto all'indennizzo. La decisione sottolinea che gli accordi interni tra concedente e concessionario non possono pregiudicare i diritti dei proprietari espropriati.
Continua »
Anatocismo bancario: divieto operativo subito
La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso di due garanti contro un istituto bancario. La Corte chiarisce due principi fondamentali: il divieto di anatocismo bancario, introdotto dalla riforma del 2013, è immediatamente operativo anche senza la delibera attuativa del CICR. Inoltre, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice deve considerare ogni variazione del debito avvenuta fino al momento della decisione, revocando l'ingiunzione se l'importo risulta diverso, senza rimandare la questione alla fase esecutiva. Respinte invece le censure sulla nullità della fideiussione per violazione antitrust, in quanto sollevate tardivamente in appello.
Continua »
Compensazione legale: quando va richiesta in giudizio?
Una curatela fallimentare ha contestato la decisione di una Corte d'Appello che non aveva applicato la compensazione legale tra due conti correnti, uno a debito e uno a credito, intestati al soggetto fallito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la compensazione legale, pur prevista dalla legge, non opera d'ufficio ma deve essere espressamente e tempestivamente richiesta dalla parte interessata. Poiché la richiesta era stata avanzata tardivamente e il ricorso non specificava i dettagli processuali di tale richiesta, è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza.
Continua »
Appello inammissibile: quando mancano i motivi specifici
La Corte di Cassazione conferma la decisione di inammissibilità di un gravame contro una banca. L'appello inammissibile era privo di motivi specifici e di una chiara domanda, limitandosi a richieste generiche su presunto anatocismo e usura in due contratti di mutuo. La Corte ribadisce i requisiti formali stringenti dell'atto di appello.
Continua »
Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di nullità di fideiussione basata sullo schema ABI anti-concorrenziale. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'eccezione di nullità possa essere sollevata per la prima volta in appello, spetta alla parte che la solleva l'onere di fornire una prova specifica e tempestiva dei fatti costitutivi. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti, confermando la decisione d'appello che aveva respinto l'eccezione per genericità e assenza di prove, sottolineando che il provvedimento della Banca d'Italia è un atto amministrativo e non una legge che il giudice deve conoscere d'ufficio.
Continua »
Onere della prova provvedimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7387/2025, ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova di un provvedimento amministrativo. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di alcune fideiussioni basandosi su un provvedimento della Banca d'Italia, considerandolo erroneamente un fatto notorio. È stato stabilito che un atto amministrativo non rientra nel principio "iura novit curia" e non può essere considerato un fatto notorio; pertanto, la parte che intende avvalersene ha l'onere di produrlo formalmente in giudizio.
Continua »
Mobilità straordinaria docenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una docente, assunta dalle Graduatorie ad Esaurimento (GAE), che contestava la sua assegnazione di sede nell'ambito della mobilità straordinaria docenti per l'anno 2016/2017. La Corte ha stabilito che la normativa e la contrattazione collettiva hanno legittimamente dato priorità, in alcune fasi della mobilità, ai docenti vincitori del concorso 2012 rispetto a quelli provenienti dalle GAE, senza violare i principi di parità di trattamento o merito.
Continua »
Debiti fuori bilancio: nullità dell’accordo transattivo
Un consorzio industriale ha citato in giudizio un comune per ottenere il pagamento di somme dovute in base a un accordo transattivo relativo a servizi pregressi. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'accordo, in quanto riguardava debiti fuori bilancio e non era stato approvato dal Consiglio Comunale, unico organo competente in materia, ma solo dalla Giunta. La mancanza della delibera consiliare e della relativa copertura finanziaria ha reso l'atto insanabilmente nullo.
Continua »
Nullità donazione cosa altrui: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che aveva ricevuto in donazione un bene appartenente solo in parte alla donante. La Corte ha stabilito che la domanda di nullità proposta dai comproprietari del bene mira a invalidare l'intero atto, non solo la loro quota. Ha inoltre chiarito che il litisconsorzio necessario in questi casi si limita alle parti del contratto di donazione (donante e donatari), senza dover includere tutti i potenziali comproprietari. L'ordinanza conferma quindi che la nullità donazione cosa altrui è totale se così richiesto dai terzi interessati.
Continua »