LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1419 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 6 di 12

224 provvedimenti

Altri anni per Art. 1419 Codice Civile

Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società creditrice ha ottenuto la declaratoria di inefficacia di una compravendita immobiliare tra padre e figlia tramite un'azione revocatoria. I debitori hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che i motivi del ricorso erano formalmente scorretti, non autosufficienti e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione riafferma che l'azione revocatoria può essere promossa anche per crediti ancora oggetto di contestazione.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: tassi di interesse e legge
Un risparmiatore ha citato in giudizio l'ente emittente per aver ricevuto un importo inferiore alle aspettative al momento del rimborso dei suoi buoni postali fruttiferi. La differenza era dovuta a una modifica dei tassi di interesse stabilita da un decreto ministeriale successivo all'emissione dei titoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del risparmiatore, confermando che la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è una condizione sufficiente per rendere efficaci i nuovi tassi, i quali si sostituiscono automaticamente alle condizioni originarie del contratto in virtù di una norma di legge.
Continua »
Patto leonino: motivazione contraddittoria, sentenza nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che, pur negando l'esistenza di una società di fatto tra le parti, aveva paradossalmente dichiarato nullo il loro accordo per violazione del divieto di patto leonino. La Suprema Corte ha censurato la motivazione come irrimediabilmente contraddittoria, poiché il divieto di patto leonino presuppone l'esistenza di un vincolo societario. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Fideiussione ABI nulla: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società e il suo garante hanno contestato un debito bancario, sostenendo la nullità di una fideiussione basata sullo schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: la "Fideiussione ABI nulla" comporta una nullità solo parziale, limitata alle clausole illecite, senza invalidare l'intero contratto. Inoltre, ha chiarito che l'eccezione di decadenza del creditore non può essere sollevata per la prima volta in appello, in quanto costituisce una domanda nuova.
Continua »
Nullità fideiussione: preclusioni probatorie decisive
Alcuni garanti hanno impugnato una sentenza in Cassazione, sostenendo la nullità fideiussione omnibus per violazione di norme antitrust. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello. Il motivo principale risiede nella tardiva produzione delle prove a sostegno della nullità, presentate solo in fase di appello. La Corte ha ribadito che, sebbene la nullità sia rilevabile d'ufficio, i fatti e le prove a suo fondamento devono essere introdotti nel rispetto delle preclusioni del primo grado di giudizio. Altri motivi, come la liberazione del fideiussore, sono stati dichiarati inammissibili in quanto richiedevano un riesame del merito non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Buona fede assicurazione: la Cassazione decide
Una società si è vista negare l'indennizzo per il furto di un'auto perché non aveva inviato personalmente il certificato di installazione del localizzatore satellitare. Tuttavia, l'assicurazione lo aveva già ricevuto dall'installatore. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, sottolineando che il principio di buona fede assicurazione prevale sul mero formalismo, dato che lo scopo della clausola (ridurre il rischio) era stato raggiunto e la compagnia aveva accettato i premi per anni senza sollevare obiezioni. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Mark to Market: quando un contratto swap è valido?
La Cassazione ha respinto il ricorso di una società contro un istituto bancario, confermando la validità di due contratti swap. La Corte ha stabilito che l'oggetto del contratto, incluso il valore del Mark to Market, è sufficientemente determinato se i criteri per calcolarlo sono reperibili da fonti esterne pubblicamente accessibili, come i servizi informativi finanziari, anche se non esplicitati nel documento contrattuale. La funzione di copertura del rischio dei tassi di interesse è stata ritenuta causa sufficiente per la validità dei contratti.
Continua »
Nullità parziale fideiussione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un garante. Nonostante la riconosciuta nullità parziale della fideiussione per clausole anticoncorrenziali (schema ABI), la conseguente domanda di decadenza del creditore non era stata tempestivamente proposta nelle fasi di merito, risultando una domanda nuova e quindi inammissibile.
Continua »
Contratto bancario: validità senza firma della banca
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15160/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due garanti, chiarendo che un contratto bancario è valido anche con la sola firma del cliente. La consegna di una copia non è requisito di validità ma serve alla tutela informativa. La Corte ha inoltre ribadito che la clausola "a prima richiesta" qualifica la garanzia come autonoma, respingendo le censure sulla nullità per presunte violazioni antitrust per mancanza di prove specifiche.
Continua »
Fideiussione omnibus e onere della prova: Cassazione
Una garante ha contestato un ordine di pagamento, sostenendo che la sua fideiussione omnibus fosse nulla per violazione delle norme antitrust, in quanto replicava lo schema ABI. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la mancata produzione da parte della garante di prove essenziali, come il provvedimento della Banca d'Italia e il modello contrattuale ABI. La Corte ha ribadito che la valutazione di una perizia tecnica e dei documenti da parte dei tribunali di merito costituisce un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità, confermando il rigoroso onere della prova a carico di chi eccepisce la nullità.
Continua »
Preclusioni processuali: limiti in appello
Un debitore e il suo garante ricorrono in Cassazione dopo la condanna al pagamento di un debito. La Corte Suprema rigetta il ricorso, sottolineando l'importanza delle preclusioni processuali. Le nuove domande, eccezioni e prove presentate per la prima volta in appello o nelle memorie finali sono state dichiarate inammissibili, poiché le parti devono formulare tutte le loro difese fin dal primo grado del giudizio. La sentenza ribadisce che l'appello non può essere utilizzato per rimediare a precedenti omissioni difensive.
Continua »
Onere della prova: chi deve provare le clausole nulle?
Un consorzio ha citato in giudizio la propria banca per l'applicazione di interessi ultralegali, anatocismo e commissioni non pattuite. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha chiarito il principio dell'onere della prova: spetta al cliente che agisce in giudizio dimostrare la nullità delle clausole per interessi e commissioni, producendo il contratto. Fa eccezione l'anatocismo, la cui illegittima applicazione può essere provata anche solo tramite gli estratti conto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Orario di lavoro effettivo: il tempo per il login vale
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo impiegato da un lavoratore tra la timbratura del cartellino all'ingresso e il login alla postazione di lavoro deve essere considerato orario di lavoro effettivo e, di conseguenza, retribuito. La Corte ha respinto il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, la quale sosteneva che tale periodo non fosse sotto il suo diretto potere di controllo. Secondo i giudici, tutte le attività preparatorie, necessarie e obbligatorie per l'inizio della prestazione, rientrano a pieno titolo nell'orario di lavoro, poiché il dipendente è già a disposizione dell'azienda.
Continua »
Orario di lavoro: il tempo per log-in è retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14843/2024, ha stabilito che il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dall'ingresso aziendale alla postazione e per avviare i sistemi informatici rientra a pieno titolo nell'orario di lavoro e deve essere retribuito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, confermando la nullità della clausola del contratto aziendale che escludeva tale periodo dal computo delle ore lavorate. Si tratta di attività preparatorie essenziali, svolte sotto la direzione del datore di lavoro, e quindi da considerarsi prestazione lavorativa effettiva.
Continua »
Affrancazione prezzo massimo: estingue il rimborso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il completamento della procedura di affrancazione del prezzo massimo di cessione, anche se avvenuto durante il processo, estingue il diritto dell'acquirente di ottenere il rimborso della somma pagata in eccesso. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a causa di questo fatto sopravvenuto, ma ha condannato i venditori a pagare le spese legali basandosi sul principio della soccombenza virtuale, poiché l'acquirente avrebbe vinto la causa in assenza dell'affrancazione.
Continua »
Prevalenza cooperativa agricola: quando si fallisce?
La Cassazione conferma il fallimento di una società cooperativa agricola, negandole la qualifica di impresa agricola. Decisiva la mancanza del requisito della prevalenza dei conferimenti dei soci, non giustificata da calamità naturali. La Corte ha ritenuto corretto l'operato del CTU e inammissibile la rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
Continua »
Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Dei garanti si sono opposti a un decreto ingiuntivo, sostenendo la nullità della loro garanzia per violazione delle norme antitrust. La questione principale riguardava la competenza fideiussione antitrust, contesa tra il tribunale ordinario e la sezione specializzata in materia di imprese. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto optando per la separazione delle cause: la sezione specializzata si occuperà della nullità per violazione antitrust, mentre il tribunale ordinario gestirà le altre questioni relative all'opposizione al decreto ingiuntivo.
Continua »
Competenza sezioni specializzate: il limite alla connessione
La Cassazione stabilisce i limiti della competenza delle sezioni specializzate. Una domanda di nullità di una fideiussione per violazione antitrust non attira la competenza per una distinta domanda di nullità per indeterminatezza dell'oggetto, se manca una connessione qualificata. La Corte ha dichiarato la competenza del tribunale ordinario per la seconda domanda.
Continua »
Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un debitore e i suoi garanti si opponevano a un atto di precetto, sostenendo la nullità dei contratti di mutuo e, in particolare, delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di giurisdizione, ha stabilito che la competenza per la fideiussione antitrust spetta al tribunale delle imprese solo per la specifica domanda di nullità della garanzia. Tutte le altre questioni relative al debito principale restano di competenza del tribunale ordinario, poiché non sussiste una "connessione qualificata" tale da giustificare uno spostamento di competenza. Di conseguenza, la Corte ha ordinato la separazione dei giudizi.
Continua »
Competenza tribunale imprese: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13889/2024, ha stabilito un importante principio sulla competenza del tribunale delle imprese. In un caso di opposizione a pignoramento immobiliare, in cui si contestava sia la validità dei titoli esecutivi sia la nullità di una fideiussione per violazione di norme antitrust, la Corte ha chiarito che la competenza del tribunale delle imprese è limitata esclusivamente alla domanda relativa alla violazione della normativa antitrust. Le altre domande, pur connesse, restano di competenza del tribunale ordinario. La decisione si basa sull'assenza di una 'connessione qualificata' che possa giustificare lo spostamento dell'intero giudizio presso la sezione specializzata.
Continua »