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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

13 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Mutuo fondiario oltre il limite: il contratto resta valido
La controversia nasce dall'opposizione promossa dalla curatela fallimentare contro l'ammissione al passivo con privilegio ipotecario di un credito bancario. La curatela contestava il superamento della soglia massima di finanziabilità, pari all'ottanta per cento del valore dell'immobile offerto in garanzia, sostenendo la nullità del finanziamento. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che il mutuo fondiario concesso oltre la soglia regolamentare non è affetto da nullità, né testuale né virtuale, e non perde la relativa garanzia ipotecaria. Il limite normativo costituisce infatti una regola di vigilanza prudenziale per gli istituti di credito e non un elemento essenziale di validità negoziale. La Corte ha rigettato il ricorso del fallimento, confermando la piena validità del mutuo fondiario e del privilegio ipotecario della banca.
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Danno erariale del privato: Corte dei Conti o giudice civile
Un ente regionale ha erogato fondi a una società privata per realizzare un format televisivo destinato alla promozione agroalimentare del territorio. A fronte di polemiche sullo scarso risalto dato ai prodotti tipici e sul presunto sviamento dei fondi, la Procura contabile ha contestato la responsabilità della società. L'impresa ha eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo di essere un mero fornitore privato soggetto al giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la competenza della Corte dei Conti: quando un soggetto privato impiega risorse pubbliche per scopi istituzionali della pubblica amministrazione, si instaura un rapporto di servizio funzionale che radica il danno erariale del privato.
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Contratti della Pubblica Amministrazione: sì ai patti separati
Un'azienda di distribuzione elettrica si è opposta alla richiesta di pagamento di novantatremila euro da parte del Comune per il ritardo nella riconsegna di un'area pubblica dopo alcuni scavi. L'azienda sosteneva che la clausola penale fosse nulla per difetto di forma scritta, non essendo stata inserita in un unico contratto firmato da entrambe le parti. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso, stabilendo che nei Contratti della Pubblica Amministrazione il requisito della forma scritta ad substantiam è soddisfatto anche quando il privato accetta le condizioni di un regolamento comunale nella propria domanda scritta e l'amministrazione rilascia successivamente il provvedimento di concessione. L'accordo è quindi valido e l'azienda deve pagare le penali.
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Validità della fideiussione del confidi: il creditore vince
Il curatore fallimentare di un consorzio di garanzia collettiva ("confidi minore") ha impugnato l'ammissione al passivo di un credito garantito da una fideiussione concessa dal consorzio a favore di una società associata per un contratto commerciale tra privati. Il curatore sosteneva la nullità della garanzia poiché i confidi minori possono svolgere solo attività di garanzia collettiva per finanziamenti bancari. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso, confermando la validità della fideiussione. La Corte ha stabilito che la violazione dei limiti operativi del confidi non comporta la nullità virtuale del contratto, poiché il rilascio di garanzie è un'attività di diritto comune non riservata in via esclusiva. Di conseguenza, viene confermata la piena validità della fideiussione e il diritto del creditore a partecipare al riparto fallimentare.
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Contratto nullo con il Comune? L’arricchimento senza causa paga
Un Comune aveva fornito acqua a un'azienda senza un contratto scritto valido, che è stato quindi dichiarato nullo. La Cassazione ha stabilito che, nonostante la nullità, il Comune ha diritto a un indennizzo per arricchimento senza causa. Tuttavia, ha precisato un punto fondamentale: l'indennizzo non può essere uguale al prezzo che sarebbe stato pagato con un contratto valido. Deve essere calcolato sulla base della minor somma tra la perdita subita dal Comune e l'arricchimento dell'azienda, escludendo le componenti di profitto come la remunerazione del capitale investito. La sentenza del giudice precedente, che aveva liquidato un importo pari alle tariffe contrattuali, è stata annullata su questo specifico punto.
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Contratto nullo ma conversione negata nelle Fondazioni Liriche
Un lavoratore di una fondazione lirica, assunto con una serie di contratti a termine, ha chiesto al giudice di trasformare il suo rapporto in uno a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che i contratti erano illegittimi, perché le ragioni della loro temporaneità erano troppo generiche. Tuttavia, ha stabilito un principio fondamentale: la speciale normativa che regola questi enti, per via dei loro fini pubblici e dei vincoli di spesa, impedisce la conversione del contratto a termine nelle fondazioni liriche. Di conseguenza, il lavoratore non ottiene il posto fisso, ma ha diritto a un risarcimento del danno per l'abuso subito.
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Revisione prezzi appalto: decide il giudice ordinario
Un'impresa appaltatrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per ottenere l'adeguamento dei prezzi in un appalto di ristrutturazione edilizia, invocando la normativa d'urgenza sul rincaro dei materiali. La Pubblica Amministrazione ha eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo la competenza del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno invece stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la **revisione prezzi appalto** prevista dal D.L. 50/2022 configura un meccanismo automatico e vincolante, privo di discrezionalità amministrativa, trasformando la pretesa in un diritto soggettivo all'adempimento contrattuale.
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Regolamento preventivo di giurisdizione: l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un regolamento preventivo di giurisdizione in un complesso caso di arbitrato internazionale e contenzioso nazionale. I venditori di partecipazioni societarie, dopo aver citato in giudizio l'acquirente in Italia, si sono visti opporre una domanda riconvenzionale. Invece di contestare la giurisdizione del giudice italiano, hanno adito direttamente la Cassazione. La Corte ha stabilito che, non essendoci stata una contestazione della giurisdizione del giudice nazionale sulla domanda riconvenzionale, il ricorso è inammissibile in quanto mira impropriamente a ottenere una pronuncia sulla competenza del collegio arbitrale estero, esulando dai limiti dello strumento processuale.
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Difetto di giurisdizione: inammissibile se c’è domanda
Un'impresa edile, citata in giudizio da un Comune per il mancato pagamento di contributi ambientali, proponeva una domanda riconvenzionale per far dichiarare nullo l'accordo. Successivamente, sollevava un'eccezione per difetto di giurisdizione, sostenendo la competenza del giudice amministrativo. La Cassazione ha stabilito che la parte che avanza una domanda riconvenzionale accetta implicitamente la giurisdizione del giudice adito e non può, in un secondo momento, contestarla in appello. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la giurisdizione del giudice ordinario.
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Giurisdizione servizio idrico: chi decide sulla tariffa?
Una società contesta la clausola del "minimo garantito" nel suo contratto per il servizio idrico, ritenendola illegittima. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2321/2024, ha stabilito che la giurisdizione servizio idrico per tali controversie spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che l'oggetto della disputa è la validità di una clausola contrattuale di diritto privato, e non un'impugnazione diretta dell'atto amministrativo che ha fissato la tariffa.
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Accettazione eredità minore: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che l'accettazione dell'eredità fatta dal legale rappresentante per un minore è un atto che conferisce immediatamente la qualità di erede, anche se non seguito dalla redazione dell'inventario. Di conseguenza, una volta raggiunta la maggiore età, il soggetto non può più rinunciare all'eredità, ma ha un anno di tempo per completare l'inventario e limitare la propria responsabilità per i debiti ereditari, altrimenti diventerà erede puro e semplice. La successiva rinuncia è pertanto inefficace.
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Proroga giurisdizione: la clausola prevale sempre?
Una società di noleggio ha citato in giudizio una banca per un contratto di leasing di un'imbarcazione, sostenendo la giurisdizione italiana nonostante una clausola che designava i tribunali francesi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della clausola di proroga giurisdizione, ritenendola vincolante anche se contenuta in condizioni generali e redatta in lingua straniera, poiché era presente nella copia del contratto prodotta dalla stessa società attrice.
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Clausola Euribor: Cassazione rinvia la decisione
In un caso riguardante la validità della clausola Euribor in un contratto di finanziamento, le Sezioni Unite della Cassazione hanno emesso un'ordinanza interlocutoria. La controversia nasce dalla contestazione di un debitore circa la validità del tasso di interesse, basato su un indice Euribor che è stato oggetto di manipolazione accertata dalla Commissione Europea. A fronte di una nuova questione pregiudiziale sollevata in un caso simile dinanzi alla Corte di Giustizia UE, la Cassazione ha deciso di rinviare la trattazione per approfondimenti, senza ancora pronunciarsi nel merito della nullità della clausola Euribor.
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