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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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50 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Dichiarazione Tarsu: vincolante o modificabile?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tarsu), sostenendo che la sua dichiarazione della superficie imponibile, sebbene preceduta da incontri con l'ente locale, non costituisse un accordo vincolante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la Dichiarazione Tarsu rimane un atto unilaterale del contribuente. L'onere di dimostrare l'esistenza di aree esenti, destinate alla produzione di rifiuti speciali, grava interamente sul contribuente, il quale nel caso specifico non ha fornito prove adeguate.
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Imposta di registro sentenza: fissa per nullità clausole
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza che accerta il saldo di un conto corrente, a seguito della dichiarazione di nullità di alcune clausole contrattuali, deve essere applicata in misura fissa e non proporzionale. Anche se la nullità non è esplicitata nel dispositivo finale ma emerge dalla motivazione, la funzione ripristinatoria della decisione prevale, giustificando l'applicazione dell'imposta fissa ai sensi dell'art. 8, lett. e) della Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986.
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Tassazione fissa per nullità parziale del contratto
Un istituto di credito ha contestato una tassazione proporzionale su una sentenza che ordinava un rimborso a seguito della nullità di alcune clausole contrattuali. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione fissa per nullità parziale è la regola corretta, poiché la decisione ha una funzione meramente restitutoria dello status quo ante, senza creare nuova ricchezza.
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Imposta di registro fissa per sentenze di nullità
Un istituto di credito ha impugnato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro proporzionale a una sentenza di condanna alla restituzione di somme, derivante dalla nullità di clausole contrattuali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che tali sentenze, avendo una funzione ripristinatoria dello status quo ante e non traslativa di nuova ricchezza, sono soggette all'imposta di registro fissa, ai sensi dell'art. 8, lett. e) del D.P.R. 131/1986.
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Tassazione sentenza nullità: imposta fissa, non 3%
Un istituto di credito si oppone alla tassazione proporzionale di una sentenza che lo condannava a restituire somme a un cliente a seguito della dichiarazione di nullità di alcune clausole. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la corretta tassazione della sentenza di nullità, anche parziale, con conseguente condanna restitutoria, è l'imposta di registro in misura fissa, in quanto l'atto ha natura dichiarativa e ripristina la situazione patrimoniale preesistente senza creare nuova ricchezza.
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Deducibilità costi aziendali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7723/2025, ha stabilito importanti principi sulla deducibilità costi aziendali. Ha confermato che le somme pagate da un istituto di credito per transazioni con i clienti, al fine di prevenire contenziosi, sono deducibili in quanto inerenti all'attività d'impresa. Inoltre, per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), i costi di ammortamento di un bene sono deducibili dal momento in cui il bene è 'disponibile all'uso', anche se non ancora concretamente utilizzato. Infine, ha chiarito che una lista clienti, se identificabile e separabile, costituisce un bene immateriale autonomo e non parte dell'avviamento, con conseguente applicazione di un'aliquota di ammortamento più favorevole.
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Stock Lending: Cassazione su abuso e deducibilità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di accertamento fiscale IRES relativo a un'operazione di stock lending. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deducibilità dei costi, sostenendo alternativamente la nullità del contratto per mancanza di alea e l'abuso del diritto. La Corte ha rigettato il ricorso delle società contribuenti, chiarendo che la commissione versata nell'ambito di un contratto di stock lending non è deducibile ai sensi dell'art. 109, comma 8, del TUIR. Pur correggendo la motivazione della sentenza di secondo grado, che si era basata sulla figura generica dell'abuso del diritto, la Cassazione ha confermato l'esito della lite, stabilendo un principio specifico per la qualificazione fiscale di tali operazioni finanziarie.
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Imposta di registro fissa per nullità parziale del contratto
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una sentenza che dichiara la nullità parziale di un contratto (nello specifico, clausole bancarie su interessi e commissioni) e condanna alla restituzione delle somme, sconta l'imposta di registro fissa e non proporzionale. Secondo la Corte, anche in caso di nullità di singole clausole, la funzione della sentenza è meramente restitutoria e ripristinatoria dello status quo ante, senza generare un nuovo trasferimento di ricchezza. Questa interpretazione estende l'applicazione dell'art. 8, comma 1, lett. e) della tariffa anche ai casi di nullità non totale del contratto.
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Errore di fatto: Cassazione chiarisce i limiti
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. L'Agenzia riteneva che la Corte avesse erroneamente interpretato i motivi del suo ricorso come relativi all'IVA anziché alle imposte dirette. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errata interpretazione dei motivi di ricorso costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto revocatorio, specialmente se la questione era stata oggetto di dibattito tra le parti.
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Canone concordato: ICI valida anche sotto il minimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di locazione a canone concordato è valido ai fini dell'agevolazione ICI anche se il canone pattuito è inferiore al minimo stabilito dagli accordi territoriali. La controversia vedeva un proprietario contro un Comune che negava lo sgravio fiscale. La Corte ha chiarito che la legge sanziona con la nullità solo la pattuizione di un canone superiore al massimo, non inferiore al minimo, poiché un affitto più basso è in linea con l'obiettivo della norma di calmierare il mercato immobiliare.
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