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Art. 1418 Codice Civile — Anno 2026

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217 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Procedura disciplinare autoferrotranvieri: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non ogni irregolarità nella procedura disciplinare autoferrotranvieri comporta automaticamente la nullità del licenziamento. Analizzando il caso di un dipendente licenziato per gravi condotte extralavorative, la Corte ha chiarito che l'omissione della relazione scritta, prevista dall'art. 53 del R.D. 148/1931, non invalida il provvedimento se le indagini sono svolte direttamente dal direttore e se il diritto di difesa del lavoratore è stato pienamente garantito. La sentenza privilegia un approccio sostanziale, riservando la sanzione della nullità solo alle violazioni procedurali qualificate che ledono effettivamente e irrimediabilmente il diritto di difesa.
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Fideiussione nulla: la Cassazione e l’onere prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che sostenevano la tesi della fideiussione nulla a causa della conformità del loro contratto a uno schema ABI dichiarato anticoncorrenziale. La Corte ha ribadito il principio della nullità parziale, limitata alle singole clausole illecite, e ha sottolineato che l'onere di provare la corrispondenza con lo schema e l'essenzialità di tali clausole per l'intero accordo grava sul garante. In assenza di tale prova, il contratto resta valido, epurato dalle sole clausole viziate.
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Quorum deliberativo: il voto e l’interpretazione
La Cassazione chiarisce che per il calcolo del quorum deliberativo, il verbale d'assemblea è valido anche se non elenca i voti favorevoli, purché consenta di determinarli per differenza. L'interpretazione del verbale, se logica, spetta al giudice di merito. La delibera su lavori che includono parti private è valida se specifica che i costi sono a carico dei singoli proprietari. Ricorso di una condomina rigettato.
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Litisconsorzio necessario: proprietario sempre parte
Un condominio ha agito in giudizio contro una società che utilizzava alcuni appartamenti, detenuti in leasing, per attività di affitti brevi, ritenendola una violazione del regolamento. La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti, stabilendo il principio del litisconsorzio necessario: poiché l'azione mirava a limitare l'uso della proprietà, era indispensabile la partecipazione al processo dei proprietari effettivi degli immobili, ovvero le società di leasing. La loro assenza ha reso nullo l'intero giudizio.
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Delibera condominiale: agenda e rinuncia garanzie
Una condomina ha impugnato una delibera condominiale per lavori straordinari sulla facciata, lamentando la genericità dell'ordine del giorno, la rinuncia alle garanzie dell'appaltatore e l'alterazione del decoro architettonico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per la validità della delibera condominiale è sufficiente che l'ordine del giorno indichi gli argomenti in termini essenziali. Inoltre, ha chiarito che la scelta di accettare un'offerta con rinuncia a determinate garanzie rientra nella discrezionalità dell'assemblea e che la modifica del decoro architettonico deve essere provata come una disarmonia rilevante e percettibile.
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Compenso professionale: quando spetta senza risultato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consulente a ricevere il proprio compenso professionale per un'attività di assistenza in un'acquisizione aziendale, anche se l'affare non si è concluso. L'ordinanza sottolinea che le contestazioni dei clienti sull'operato del professionista sono state respinte perché formulate in modo generico e tardivo, violando le preclusioni processuali. La Corte ha ribadito che l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato, e il compenso è stato liquidato secondo le tariffe professionali in base al valore dell'operazione.
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Mutuo Solutorio: quando è valido e non illecito?
I garanti di una società contestavano la validità di un finanziamento, sostenendo che si trattasse di un mutuo solutorio con causa illecita, finalizzato a nascondere l'insolvenza della società debitrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che un mutuo solutorio, concesso per ripianare debiti pregressi verso la stessa banca, non è di per sé nullo. Tale operazione può essere inefficace verso altri creditori (tramite azione revocatoria), ma non invalida il contratto di mutuo stesso. La Corte ha quindi confermato la validità dell'obbligazione dei garanti.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un garante ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro una società finanziaria per un debito derivante da contratti bancari. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa della regola della "doppia conforme", poiché le decisioni del tribunale e della corte d'appello erano identiche nella valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha inoltre ritenuto inammissibili gli altri motivi di ricorso per mancanza di specificità e perché sollevavano questioni di merito non proponibili in sede di legittimità.
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Indeterminatezza tasso interesse: quando è inammissibile
Una società ha impugnato un contratto di mutuo per presunta indeterminatezza del tasso di interesse, dovuta a clausole apparentemente contraddittorie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non può riesaminare nel merito la chiarezza delle condizioni contrattuali già valutate dai giudici di grado inferiore. La decisione sottolinea che l'appello basato su una rivalutazione dei fatti, e non su una violazione di legge, non può essere accolto.
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Motivazione cartella esattoriale: annullamento parziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un vizio nella motivazione del calcolo degli interessi non giustifica l'annullamento totale della cartella esattoriale. Se la contestazione riguarda solo gli accessori, il giudice tributario deve limitarsi a rideterminare tale importo, lasciando intatta la pretesa per il capitale. La Corte ha inoltre chiarito i requisiti minimi per una corretta motivazione della cartella esattoriale, distinguendo tra interessi precedenti e successivi alla notifica dell'atto.
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Cessione in blocco: come provare la titolarità del credito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva su un'opposizione a decreto ingiuntivo per un debito bancario. I motivi principali del ricorso riguardavano il difetto di legittimazione della società cessionaria del credito, la validità della documentazione per la prova del credito e l'applicazione delle norme sulla capitalizzazione trimestrale. La Corte ha ritenuto i motivi generici e in parte volti a un riesame del merito, ribadendo che per contestare una Cessione in blocco non basta una critica generica alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma occorre specificare perché tale prova sarebbe insufficiente.
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Appello inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
Una società immobiliare ha impugnato una sentenza che, pur respingendo una domanda riconvenzionale della banca avversaria, lo faceva per motivi procedurali e non di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che non si può impugnare una decisione favorevole. La parte che vince, anche se per ragioni diverse da quelle sperate, non ha interesse ad agire e quindi non può presentare un appello inammissibile.
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Commissione massimo scoperto: quando è valida?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito contestando la legittimità della commissione massimo scoperto (CMS) addebitata sul proprio conto corrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza stabilisce che la CMS è legittima anche per i periodi precedenti alla normativa del 2009, in quanto la legge successiva ne ha implicitamente riconosciuto la causa negoziale. Inoltre, ha ritenuto sufficientemente determinata la clausola contrattuale che ne indicava la percentuale, anche in assenza di esplicita menzione della periodicità di addebito, se quest'ultima è desumibile dal contratto.
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Licenziamento autoferrotranvieri: regole procedurali
Un lavoratore del settore trasporti impugna il licenziamento disciplinare per vizi procedurali. La Cassazione analizza la normativa speciale per gli autoferrotranvieri (R.D. 148/1931), distinguendo tra violazioni procedurali sostanziali, che causano la nullità del licenziamento, e irregolarità formali. In questo caso, né la tardiva costituzione del Consiglio di Disciplina né la concentrazione di alcune funzioni istruttorie in un unico soggetto sono state ritenute lesive del diritto di difesa, portando al rigetto del ricorso del lavoratore e alla validazione del licenziamento.
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Contratto swap: la Cassazione e l’alea razionale
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla validità di un contratto swap (IRS), rigettando il ricorso di una società agricola contro un istituto di credito. La Corte chiarisce che la validità di un contratto swap si fonda sul concetto di 'alea razionale', ovvero sulla consapevolezza del rischio da parte dell'investitore. Anche in assenza di scenari probabilistici espliciti, il contratto è valido se il cliente ha ricevuto informazioni sufficienti a comprendere la rischiosità dell'operazione, come la classe di rischio e il potenziale range di perdita. Le lievi discrasie tra il derivato e il finanziamento sottostante non sono state ritenute sufficienti a invalidare la sua funzione di copertura.
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Società pubblica: no conversione contratto illecito
Un lavoratore, impiegato tramite società appaltatrici ma di fatto alle dipendenze di una società pubblica, ha richiesto la costituzione di un rapporto di lavoro diretto con quest'ultima. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura di società pubblica impone l'assunzione tramite concorso, impedendo la conversione giudiziale di un contratto di lavoro sorto in violazione di tali norme imperative, anche in caso di appalto illecito.
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Opposizione all’esecuzione: motivi nuovi in appello
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'opposizione all'esecuzione. Un debitore ha contestato un pignoramento immobiliare, introducendo in appello nuove doglianze relative all'abusiva concessione del credito. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità di tali motivi, specificando che l'oggetto del giudizio di opposizione all'esecuzione viene fissato inderogabilmente con l'atto introduttivo e non può essere ampliato successivamente.
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Mutuo solutorio: la Cassazione sulla validità
Una società contesta la validità di un finanziamento, ritenendolo un mutuo solutorio nullo. I giudici di merito respingono la richiesta per mancanza di prova del collegamento tra il nuovo mutuo e il debito pregresso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, sia per un vizio di notifica a una società estinta per fusione, sia perché nel merito la società ricorrente non ha provato il collegamento negoziale, elemento essenziale per la sua tesi.
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Mutuo solutorio: quando è valido per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso da una banca per estinguere un debito preesistente del cliente. Nel caso specifico, i mutuatari avevano contratto il prestito per coprire un'esposizione debitoria originata da un errore in un bonifico. La Corte ha stabilito che l'eventuale comportamento scorretto della banca nella fase precontrattuale può generare un diritto al risarcimento, ma non causa la nullità del contratto di mutuo. È stata inoltre confermata la validità della 'traditio', ovvero la consegna del denaro, anche quando le somme vengono accreditate su un conto corrente con saldo passivo e immediatamente utilizzate per ripianare il debito, poiché ciò costituisce comunque una disponibilità giuridica per il mutuatario.
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Lavoro subordinato docente: quando non sussiste
Una docente, dopo anni di insegnamento presso un istituto universitario, ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto come lavoro subordinato docente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza chiarisce che, per le prestazioni intellettuali come l'insegnamento, la continuità del rapporto non basta. Per qualificare un rapporto come subordinato sono necessari specifici indici, come l'esercizio del potere direttivo e di controllo da parte dell'istituto, un orario di lavoro fisso e vincolante, e un vincolo di esclusività, elementi che nel caso di specie sono risultati assenti.
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