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Art. 1418 Codice Civile — Anno 2024

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Conflitto di interessi avvocato: ricorso inammissibile
Un caso complesso riguardante il compenso di un professionista e un presunto contratto simulato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato congiuntamente da due fratelli, difesi dagli stessi legali, a causa di un evidente conflitto di interessi avvocato. La Corte ha stabilito che la difesa comune di parti con interessi divergenti viola il diritto di difesa e il principio del contraddittorio, portando all'inammissibilità dell'atto.
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Oggetto del contratto: quando è valido il preliminare?
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto l'immobile non era descritto con dati catastali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'oggetto del contratto, anche se non completamente descritto, era comunque determinabile "per relationem", ossia tramite il riferimento esplicito a un altro documento (nella fattispecie, una dichiarazione di successione), rendendo così il contratto valido. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Estinzione polizza fideiussoria: quando è valida?
Una società di costruzioni, dopo aver terminato i lavori di un appalto pubblico, riteneva conclusa la propria obbligazione di pagare i premi per una polizza fideiussoria. La compagnia assicurativa, invece, chiedeva il pagamento di una rata successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice emissione del certificato di ultimazione lavori non è sufficiente a determinare l'estinzione polizza fideiussoria se, come nel caso di specie, sono presenti lavorazioni marginali da completare. La garanzia, e quindi l'obbligo di pagamento del premio, permane fino al completo adempimento di tutte le condizioni contrattuali.
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Tasso interessi ultralegali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5363/2024, ha chiarito la validità della pattuizione del tasso interessi ultralegali. Il caso riguardava una società che contestava gli addebiti di una banca, sostenendo che il tasso non fosse chiaramente determinato nel contratto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che l'indicazione del tasso in un 'prospetto allegato' o in 'fogli informativi', sottoscritti dal cliente insieme al contratto, rende il tasso 'determinato' e non semplicemente 'determinabile', soddisfacendo il requisito della forma scritta. La pattuizione è quindi pienamente valida e non necessita di rinvii a fonti esterne.
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Assistenza finanziaria: nullità del patto di opzione
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un patto di opzione, in quanto parte di una complessa operazione di assistenza finanziaria illecita. La società finanziatrice aveva erogato fondi per consentire a terzi l'acquisto di proprie azioni, in violazione delle norme imperative. La Corte ha stabilito che la nullità del finanziamento si estende a tutti gli atti funzionalmente collegati, compreso il patto di opzione finalizzato al recupero delle somme.
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Manleva fiscale: quando scatta l’obbligo di garanzia?
In un caso riguardante una clausola di manleva fiscale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti. Questi si erano rifiutati di onorare l'impegno sostenendo la tardività della comunicazione della pretesa fiscale e l'esistenza di una condizione implicita venuta meno. La Corte ha stabilito che il termine per la comunicazione decorre dall'atto impositivo formale, non da atti preliminari. Ha inoltre chiarito che spetta al garante provare eventuali eccezioni, come il dolo del garantito, e che la modifica dell'assetto societario non invalida di per sé l'accordo di manleva fiscale.
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Progressione economica: diritto anche se in pensione
Una dipendente pubblica ha partecipato a una selezione per la progressione economica, ma è stata esclusa dalla graduatoria finale perché nel frattempo era andata in pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che il diritto alla progressione economica spetta anche a chi si ritira dal servizio prima dell'approvazione della graduatoria, in quanto tale beneficio ha anche una funzione di ricompensa per la professionalità passata. La sentenza del grado precedente è stata annullata con rinvio.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da una società in concordato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva confermato l'annullamento di alcuni contratti infragruppo per conflitto di interessi e nullità. La Suprema Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, non specificamente confrontati con la sentenza impugnata e basati su una sovrapposizione di censure incompatibili, ribadendo il rigore formale richiesto per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Risoluzione anticipata rapporto: rinvio a pubblica udienza
Un ex direttore di un ente di edilizia residenziale ha impugnato la risoluzione anticipata del suo rapporto di lavoro, avvenuta per effetto di una legge regionale. La Corte d'Appello ha respinto il suo ricorso, condannandolo anche a restituire ingenti somme. La Corte di Cassazione, vista la complessità delle questioni sollevate, tra cui dubbi di costituzionalità e la natura giuridica della cessazione del rapporto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una discussione più approfondita.
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Accertamento del saldo: quando agire contro la banca
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per l'applicazione di interessi usurari e commissioni illegittime su due conti correnti. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, ritenendola inammissibile poiché i conti erano ancora aperti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5118/2024, ha ribaltato la decisione, stabilendo che il correntista ha sempre interesse a richiedere un accertamento del saldo per far dichiarare la nullità di clausole illegittime e ottenere la rideterminazione del dovuto, anche prima della chiusura del rapporto.
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Spese processuali soccombenza: la Cassazione decide
In una causa tra una società e un istituto di credito per anatocismo e altre irregolarità su un conto corrente, la Corte di Cassazione si è pronunciata sul principio delle spese processuali soccombenza. La Corte ha stabilito che la parte che ottiene una vittoria, seppur minima, non può mai essere condannata a pagare le spese legali della controparte. La sentenza impugnata è stata cassata su questo punto, con compensazione delle spese per tutti i gradi di giudizio.
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Inammissibilità appello: i limiti temporali del giudice
Una banca ha stipulato un contratto di 'interest rate swap' con una società. Il Tribunale ha dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza del 'mark to market'. La Corte d'Appello ha poi dichiarato l'appello della società inammissibile, ma lo ha fatto in un'udienza successiva alla prima, violando le tempistiche procedurali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che la decisione di inammissibilità dell'appello deve essere presa obbligatoriamente alla prima udienza, pena la nullità del provvedimento. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Eccezione di nullità: quando è tardiva in appello
Un conduttore, a seguito di uno sfratto per morosità, sollevava in appello una eccezione di nullità del contratto di locazione per violazione di un regolamento comunale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4867/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio fondamentale: sebbene l'eccezione di nullità sia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, ciò è possibile solo se i fatti su cui si fonda sono già stati ritualmente acquisiti agli atti del processo. Non è permesso introdurre tardivamente nuovi documenti per provare la nullità, violando le preclusioni processuali.
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Tetti di spesa sanitari: la Cassazione nega i pagamenti
Una struttura sanitaria ha erogato prestazioni oltre i limiti di spesa fissati dalla Regione, chiedendone il pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4757/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che i tetti di spesa sanitari sono vincolanti. Non è dovuto alcun compenso per le prestazioni extra-budget, né a titolo contrattuale né come indennizzo per arricchimento senza causa, poiché la Pubblica Amministrazione aveva manifestato la sua volontà contraria fissando tali limiti.
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Cessione del credito: quando è valida senza finanziamento
Un passeggero assegna il credito per un risarcimento da ritardo aereo a una società specializzata. La compagnia aerea contesta la validità di questa cessione del credito, sostenendo che si tratti di un'operazione di finanziamento mascherata che richiede autorizzazioni specifiche. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che se il corrispettivo è un servizio e non l'erogazione di fondi, non si tratta di un'attività di finanziamento. Il contratto è un accordo atipico valido, e la società può legittimamente richiedere il risarcimento a proprio nome.
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Sequestro penale: valido anche dopo transazione?
La Cassazione ha stabilito che un sequestro penale preventivo su azioni societarie, ritenute frutto di una firma falsa, rimane valido anche se le parti offese hanno siglato una transazione con gli indagati. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame, sottolineando che l'accordo privato non elimina il pericolo di aggravare le conseguenze del reato, distinguendo tra danno civile e illecito penale.
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Società in house: assunzione nulla senza concorso
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una società in house, a seguito di un presunto appalto di manodopera illecito. La Corte ha stabilito che la natura pubblicistica della società in house impone l'obbligo di procedure di selezione pubblica per le assunzioni. Pertanto, un rapporto di lavoro instaurato in violazione di tali norme è nullo e non può essere costituito giudizialmente, rendendo irrilevante l'analisi sulla genuinità dell'appalto.
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Contratto illecito: no estorsione per bene ricevuto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di assoluzione per estorsione. Il caso riguardava un soggetto che aveva ricevuto un orologio come pagamento per una fornitura di droga, un cosiddetto contratto illecito. La Corte ha stabilito che, nonostante l'illegalità della transazione originaria, la proprietà del bene era stata trasferita. Di conseguenza, la successiva richiesta di denaro per la restituzione non configura il reato di estorsione, in quanto l'imputato agiva come proprietario del bene.
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Leasing traslativo: la Cassazione e la clausola penale
Una società utilizzatrice contesta la clausola penale in un contratto di leasing traslativo. La Cassazione conferma la validità della clausola, pur se generica, imponendone l'esecuzione in buona fede e ammettendo la riduzione da parte del giudice se manifestamente eccessiva, rigettando così i ricorsi di entrambe le parti.
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Ammortamento alla Francese: Cassazione al bivio
Una società contesta un contratto di leasing, lamentando usura e indeterminatezza dovute al piano di ammortamento alla francese. Dopo due sentenze sfavorevoli, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema, riconoscendo la cruciale importanza della questione sulla trasparenza di tale piano, sospende il giudizio in attesa di una pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite, che chiarirà la validità di innumerevoli contratti bancari.
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