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Art. 1418 Codice Civile — Anno 2024

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552 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Accordo di divisione nullo senza beni specificati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8675/2024, ha dichiarato la nullità di un accordo di divisione ereditaria tra due fratelli perché i beni immobili oggetto della divisione non erano stati sufficientemente individuati e determinati nella scrittura privata. Di conseguenza, è stata annullata la sentenza di merito che aveva disposto la divisione sulla base di tale accordo invalido, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ratifica delibera condominiale: la Cassazione decide
Un condomino impugna una delibera assembleare. La Cassazione, confermando la decisione di merito, stabilisce la piena validità della ratifica delibera condominiale con cui l'assemblea chiarisce una precedente nomina dell'amministratore e ne sana l'operato processuale. Viene ribadito il potere dell'assemblea di interpretare le proprie decisioni e di agire con effetto retroattivo per sanare vizi di rappresentanza.
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Trascrizione domanda nullità e diritti dei terzi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8580/2024, chiarisce gli effetti della trascrizione della domanda di nullità di un contratto di compravendita immobiliare sui diritti dei sub-acquirenti. Il caso riguarda una catena di vendite successive a un primo atto nullo per violazione di una prelazione agraria. La Corte ha stabilito che la trascrizione della domanda giudiziale di nullità, se effettuata entro cinque anni dalla trascrizione dell'atto nullo, rende inopponibili ai vincitori della causa tutti gli acquisti successivi, anche se trascritti prima della domanda stessa. Di conseguenza, i diritti dei sub-acquirenti vengono meno, e la loro pretesa di acquisto per usucapione abbreviata è stata respinta a causa dell'interruzione del possesso da parte dell'azione legale. La sentenza conferma il principio della "prenotazione" degli effetti della sentenza grazie alla trascrizione domanda nullità.
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Ricorso inammissibile: il principio di autosufficienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di revocatoria fallimentare. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso e sull'applicazione della regola della "doppia conforme", che si verifica quando due corti di merito giungono alla stessa conclusione. La Corte ha sottolineato che il ricorso non conteneva gli elementi necessari per essere esaminato nel merito, confermando così la condanna al pagamento emessa nei gradi precedenti.
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Obblighi informativi: quando il ricorso è inammissibile
Una società investitrice ha ottenuto in appello la risoluzione dei contratti di investimento per la violazione degli obblighi informativi da parte di un intermediario finanziario. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della banca per difetti procedurali, tra cui la genericità dei motivi e l'errata contestazione della base giuridica della condanna (risoluzione contrattuale e non risarcimento del danno).
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro una società di gestione crediti. Il ricorso, basato su presunte violazioni dell'ordine pubblico e degli Accordi di Basilea in un contratto di finanziamento, è stato respinto perché i motivi addotti erano eccessivamente generici, fattuali e non adeguatamente argomentati in diritto. La sentenza sottolinea la necessità di formulare censure specifiche e pertinenti per un ricorso inammissibile non si verifichi.
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Cessione credito garanzia: la Cassazione decide
Un caso riguardante una cessione credito garanzia. Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo che il debito principale era estinto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la nullità della cessione non può essere eccepita per la prima volta in sede di legittimità se i fatti non sono stati allegati univocamente nei gradi di merito e che la valutazione delle prove è compito esclusivo del giudice di merito.
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Scioglimento fondo patrimoniale: la Cassazione decide
Un creditore contesta un atto con cui due genitori trasferiscono ai figli la nuda proprietà di immobili, precedentemente vincolati in un fondo patrimoniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8190/2024, ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello era contraddittoria. Un atto dichiarato nullo per simulazione non può produrre alcun effetto giuridico, compreso lo scioglimento del fondo patrimoniale. Pertanto, la Corte ha annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando l'impossibilità di uno scioglimento implicito del fondo tramite un negozio fittizio.
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Successione per rappresentazione: limiti e validità
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un testamento dalla validità contestata. La Corte ha stabilito che la natura testamentaria di un atto non può essere esclusa solo per elementi formali, richiedendo una valutazione complessiva della volontà del testatore. Ha però confermato i rigidi limiti della successione per rappresentazione, escludendo che essa possa operare a favore dei discendenti dei nipoti del defunto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del testamento.
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Risoluzione contratto: quando la restituzione è parziale
In un caso di compravendita di un macchinario industriale difettoso, la Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione contratto per mancanza di qualità essenziali. Tuttavia, ha riformato la sentenza d'appello, stabilendo che l'obbligo del venditore di restituire il prezzo è limitato alla somma effettivamente ricevuta e non all'intero importo pattuito, accogliendo parzialmente il ricorso del venditore.
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Patto fiduciario: licenza e gestione separata
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un patto fiduciario riguardante la gestione di una rivendita di Monopoli di Stato. Nel caso esaminato, una persona fisica era titolare della licenza, ma un accordo la obbligava a versare gli utili a una società. La Corte ha stabilito che tale accordo è legittimo se riguarda solo la gestione economica e non mira a eludere la norma che impone l'intestazione della licenza a una persona fisica. Il ricorso della titolare della licenza è stato respinto per motivi procedurali e per l'infondatezza della presunta illegalità del patto fiduciario.
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Principio di non contestazione: limiti e applicazione
Un istituto di credito si opponeva alla parziale ammissione del proprio credito nello stato passivo di una società fallita. Il Tribunale rigettava l'opposizione, ritenendo generiche le contestazioni della banca. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che il principio di non contestazione si applica solo ai fatti storici e non alle questioni giuridiche o alle valutazioni tecniche, che il giudice ha sempre il dovere di esaminare nel merito.
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Responsabilità direttore lavori: cliente vuole l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7931/2024, ha stabilito un importante principio in materia di responsabilità del direttore dei lavori. Nel caso esaminato, una proprietaria immobiliare aveva citato in giudizio il geometra incaricato per i danni derivanti da un abuso edilizio. Tuttavia, è emerso che era stata la stessa committente a insistere per la realizzazione dell'opera illegale, nonostante fosse stata avvertita dei rischi. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento, chiarendo che la consapevole e volontaria richiesta del cliente di compiere un'irregolarità interrompe il nesso causale, escludendo la responsabilità contrattuale del professionista nei suoi confronti.
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Cessione del credito del passeggero: è valida?
Una compagnia aerea ha contestato la validità di un contratto di cessione del credito stipulato da due passeggeri con una società specializzata per ottenere la compensazione per un volo cancellato. La compagnia sosteneva che l'accordo fosse un mandato nullo o un'attività finanziaria non autorizzata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, qualificando il contratto come una legittima compravendita di credito. La Corte ha stabilito che non si tratta di un'attività finanziaria, poiché il pagamento al passeggero è condizionato al successo del recupero del credito, escludendo così la causa di finanziamento. Questa ordinanza rafforza la legittimità della prassi della cessione del credito del passeggero.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7633/2024, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva sulla validità di una fideiussione contenente clausole non conformi alla normativa antitrust. La Corte ha confermato il principio della nullità parziale fideiussione, stabilendo che solo le clausole illecite sono nulle, mentre il resto del contratto di garanzia rimane valido, a meno che il garante non dimostri che non avrebbe stipulato il contratto senza quelle specifiche clausole.
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Applicazione Legge Leasing: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7527/2024, ha stabilito che la disciplina introdotta dalla Legge n. 124/2017 si applica anche agli effetti non ancora esauriti dei contratti di leasing risolti prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato il ricorso di una società immobiliare, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato chiarito che non si tratta di un'applicazione retroattiva della norma, bensì di un'interpretazione storico-evolutiva che tiene conto del nuovo 'tipo' negoziale introdotto dal legislatore, superando la precedente distinzione tra leasing di godimento e traslativo. I motivi relativi alla presunta eccessività della clausola penale sono stati dichiarati inammissibili.
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Nullità contratto bancario: la forma scritta è sacra
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito il principio fondamentale della nullità del contratto bancario in assenza della forma scritta. Il caso riguardava la richiesta di nullità di diversi conti correnti e contratti accessori da parte di una società e dei suoi soci contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la mancanza della forma scritta comporta la nullità totale del rapporto, escludendo la possibilità di applicare meccanismi sostitutivi per il calcolo degli interessi. Di conseguenza, le parti sono tenute alla restituzione reciproca delle somme: il cliente deve restituire il capitale ricevuto con gli interessi legali, e la banca deve restituire tutti gli interessi percepiti. La Corte ha inoltre chiarito che anche i contratti accessori, come i conti per l'anticipo su fatture, richiedono una specifica pattuizione scritta che ne determini le condizioni economiche, non essendo sufficiente un mero collegamento funzionale a un contratto principale.
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Contratti Swap Nullità: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una banca, confermando la nullità di alcuni contratti swap stipulati con un'azienda. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi, la non qualifica dell'azienda come "operatore qualificato", e la nullità strutturale dei contratti per mancanza di una causa meritevole di tutela, in quanto presentati come di copertura ma in realtà speculativi e privi di trasparenza sui costi e rischi (mark to market).
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Cessione del credito volo: valida senza finanziamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia aerea contro una società specializzata nel recupero crediti per compensazioni da ritardo aereo. L'ordinanza conferma che la cessione del credito da parte dei passeggeri a tale società è una valida compravendita e non un'attività di finanziamento soggetta ad autorizzazioni speciali. La Corte ha stabilito che la qualificazione del contratto come 'acquisto a fini di recupero' lo esclude dall'ambito di applicazione della normativa bancaria, anche se il prezzo pagato al passeggero è corrisposto solo dopo l'effettiva riscossione dalla compagnia aerea.
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Cessione del credito e azione revocatoria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7395/2024, ha stabilito che in caso di cessione del credito, il nuovo creditore può subentrare e proseguire l'azione revocatoria iniziata dal creditore originario. La Corte ha rigettato i ricorsi dei debitori che contestavano tale successione nel processo e la sussistenza dei presupposti per la revoca di atti di disposizione patrimoniale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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