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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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755 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una contribuente impugna una cartella di pagamento e i relativi avvisi di accertamento, contestando la regolarità delle notifiche. Il contenzioso giunge fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la contribuente aderisce alla definizione agevolata dei carichi, pagando integralmente quanto dovuto. Di conseguenza, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio, poiché è venuto meno l'oggetto della controversia.
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Notifica accertamento società: a chi va consegnato?
Una società e il suo socio impugnano due avvisi di accertamento. La società lamenta un vizio di notifica, poiché l'atto non è stato consegnato al legale rappresentante in carica nell'anno d'imposta oggetto di verifica. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, affermando che la notifica accertamento società è valida se effettuata presso la sede sociale e nelle mani del legale rappresentante 'pro tempore', ovvero quello in carica al momento della notifica stessa. Di conseguenza, il ricorso del socio, legato a quello della società, viene dichiarato inammissibile.
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Rottamazione quater e processo: i chiarimenti
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione per cartelle esattoriali ritenute prescritte, aderisce alla "rottamazione quater". La Corte Suprema, pur riconoscendo che il pagamento della prima rata perfeziona la definizione agevolata, emette un'ordinanza interlocutoria. Sospende la decisione e concede 120 giorni alle parti per depositare la documentazione che colleghi in modo inequivocabile le domande di rottamazione e i pagamenti alle specifiche cartelle oggetto del contenzioso, passaggio necessario per poter dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Notifica atti tributari: la prova della CAD è cruciale
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per la revoca delle agevolazioni 'prima casa'. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale del contribuente, ha stabilito un principio fondamentale sulla notifica atti tributari: in caso di irreperibilità relativa del destinatario, l'ente impositore deve fornire la prova dell'effettiva ricezione della Comunicazione di Avvenuto Deposito (CAD) mediante produzione dell'avviso di ricevimento. In mancanza di tale prova, la notifica è invalida, con possibile decadenza dell'azione accertatrice. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Notifica PEC: la prova vale solo con file .eml o .msg
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento ICI. La causa dell'inammissibilità risiede nella mancata prova della notifica PEC del ricorso, poiché le ricevute sono state depositate solo in formato PDF anziché nei formati originali .eml o .msg, considerati essenziali per legge.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: la chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia tributaria a causa della sua formulazione confusa, disordinata e ripetitiva. Il caso riguardava l'impugnazione di un'intimazione di pagamento basata su precedenti cartelle esattoriali. La Suprema Corte ha stabilito che la violazione dei principi di chiarezza e sinteticità rende impossibile l'esame nel merito, confermando che l'inammissibilità del ricorso per cassazione è la sanzione per tali carenze redazionali.
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Notifica cartelle: ricorso inammissibile se generico
Un contribuente ha impugnato un sollecito di pagamento, sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali sottostanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è sufficiente lamentare un errore nella valutazione delle prove. Il ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza, indicando e trascrivendo specificamente i documenti che si assumono mal interpretati. La decisione ribadisce il rigore formale necessario per la corretta gestione della notifica cartelle in sede di legittimità.
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Notifica atti fiscali: la prova del perfezionamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che riteneva valida la notifica di un'intimazione di pagamento nonostante la mancata produzione dell'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD). La Corte ha ribadito che, quando la notifica atti fiscali avviene tramite messo notificatore ai sensi della L. 890/1982, il notificante deve obbligatoriamente produrre in giudizio la prova della ricezione della CAD per dimostrare il perfezionamento della procedura, non essendo sufficiente la sola prova della spedizione.
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Raddoppio termini accertamento: IRAP esclusa
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per costi non inerenti. La Corte di Cassazione analizza la legittimità del raddoppio termini accertamento, respingendo gran parte dei motivi del ricorrente ma accogliendo un punto cruciale: il raddoppio non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non hanno rilevanza penale. La sentenza viene cassata su questo specifico punto con rinvio.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sollevando diverse eccezioni procedurali, tra cui la presunta invalidità della notifica per irreperibilità e via PEC, e l'irregolare costituzione in giudizio dell'ente riscossore. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando principi consolidati. In particolare, ha stabilito che la notifica cartella esattoriale è valida se effettuata via PEC tramite un file PDF non firmato digitalmente e che la relazione dell'ufficiale notificatore sull'irreperibilità del destinatario fa piena prova fino a querela di falso.
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Notifica cartella di pagamento: Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della sua notificazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica cartella di pagamento effettuata direttamente dall'Agente della riscossione tramite raccomandata con avviso di ricevimento è pienamente valida. Secondo la Corte, la ricevuta di ritorno firmata costituisce prova sufficiente dell'avvenuta consegna, senza necessità di produrre in giudizio l'originale della cartella, essendo sufficiente la matrice o l'estratto di ruolo.
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Notifica cartella esattoriale: valida la raccomandata
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione, lamentando la mancata notifica della presupposta cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena validità della notifica della cartella esattoriale effettuata direttamente dall'Agente della Riscossione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini probatori, è sufficiente la produzione in giudizio dell'estratto di ruolo, non essendo necessaria la copia originale della cartella.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione, sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento presupposta e la prescrizione del debito. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica della cartella di pagamento tramite raccomandata diretta da parte dell'Agente della Riscossione è valida. Ha inoltre ribadito che per i tributi erariali come l'IRPEF, la prescrizione è decennale e non quinquennale.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo la mancata notifica della cartella presupposta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della notifica della cartella di pagamento effettuata tramite raccomandata diretta dall'Agente della riscossione. La Corte ha ribadito che non è necessaria la produzione in giudizio dell'originale della cartella, essendo sufficiente l'estratto di ruolo, e che è ammissibile la produzione di nuovi documenti, come la relata di notifica originale, in fase di appello tributario.
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Cessazione materia del contendere per debiti annullati
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un processo tributario. La lite, originata da una cartella di pagamento, è stata estinta poiché il debito sottostante, inferiore a 1.000 euro e relativo al periodo 2000-2010, è stato annullato automaticamente per legge ai sensi del D.L. n. 119/2018. La Corte ha stabilito che l'annullamento 'ope legis' rende nullo l'atto impugnato e fa venir meno l'oggetto del giudizio, con conseguente compensazione delle spese legali.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione conferma
Un contribuente ha impugnato in Cassazione la validità della notifica di una cartella esattoriale ricevuta via posta, sostenendo anche l'avvenuta prescrizione del debito. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, confermando la piena validità della notifica della cartella esattoriale effettuata tramite raccomandata diretta dall'Agente della Riscossione e ribadendo che il termine di prescrizione per i principali tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA) è di dieci anni.
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Atto non impugnabile: Cassazione chiarisce il caso
Una contribuente ha impugnato una comunicazione di presa in carico di un debito IRPEF, lamentando la mancata notifica del precedente avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la comunicazione di presa in carico è un atto meramente informativo e, pertanto, un atto non impugnabile. Per poter contestare la pretesa, il contribuente deve attendere un atto successivo che abbia natura lesiva, come un'intimazione di pagamento.
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Notifica zona rossa: come procedere correttamente
Un contribuente ha contestato un atto di pignoramento sostenendo di non aver mai ricevuto gli avvisi di accertamento presupposti, poiché il suo domicilio fiscale si trovava in una 'zona rossa' inaccessibile a seguito di un sisma. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tali circostenziali, il destinatario deve essere considerato 'assolutamente irreperibile'. Di conseguenza, la notifica in zona rossa è valida se eseguita con le formalità previste per tale situazione, ovvero il deposito dell'atto presso la casa comunale, non essendo necessario seguire la procedura per i soggetti temporaneamente assenti. La Corte ha sottolineato l'onere del contribuente di comunicare un nuovo domicilio fiscale all'amministrazione finanziaria.
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Notifica nulla CAD: la Cassazione chiarisce i vizi
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che si ha una notifica nulla CAD se la comunicazione di avvenuto deposito restituita al mittente non specifica il motivo della mancata consegna. Tale omissione, infatti, impedisce il perfezionamento della presunzione di conoscenza dell'atto da parte del destinatario, rendendo l'intera procedura di notificazione invalida.
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Deposito ricevuta spedizione: ok all’avviso di ricevimento
La Cassazione ha stabilito che il mancato deposito della ricevuta di spedizione non causa l'inammissibilità dell'appello tributario. Se l'avviso di ricevimento, depositato tempestivamente, contiene un timbro postale che attesta la data di spedizione, è sufficiente per provare la tempestività dell'impugnazione, evitando un formalismo eccessivo contrario al diritto di accesso alla giustizia.
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