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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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362 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Ricorso inammissibile: i requisiti di forma
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in una procedura esecutiva immobiliare, evidenziando gravi carenze formali. Il ricorso, lungo e confuso, non rispettava i requisiti di chiarezza e sinteticità richiesti dalla legge. La Corte ha ribadito che l'incompatibilità di un giudice deve essere eccepita con un'istanza di ricusazione, non in sede di appello. A causa della manifesta infondatezza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e a sanzioni per lite temeraria.
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Notifica nulla CAD: la Cassazione chiarisce i vizi
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che si ha una notifica nulla CAD se la comunicazione di avvenuto deposito restituita al mittente non specifica il motivo della mancata consegna. Tale omissione, infatti, impedisce il perfezionamento della presunzione di conoscenza dell'atto da parte del destinatario, rendendo l'intera procedura di notificazione invalida.
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Deposito ricevuta spedizione: ok all’avviso di ricevimento
La Cassazione ha stabilito che il mancato deposito della ricevuta di spedizione non causa l'inammissibilità dell'appello tributario. Se l'avviso di ricevimento, depositato tempestivamente, contiene un timbro postale che attesta la data di spedizione, è sufficiente per provare la tempestività dell'impugnazione, evitando un formalismo eccessivo contrario al diritto di accesso alla giustizia.
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Revocatoria locazione ultranovennale e fallimento: la scelta
La Cassazione chiarisce che il curatore fallimentare può agire con azione revocatoria ordinaria contro un contratto di locazione ultranovennale stipulato dal fallito, anche a vita, se pregiudizievole per i creditori. Questa azione non è preclusa dalla facoltà di recesso prevista dalla legge fallimentare. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini della prescrizione, gli effetti della notifica si scindono, interrompendo il termine per l'attore al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.
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Notificazione cartella di pagamento: Cassazione al bivio
Una contribuente contesta una richiesta di pagamento per un debito fiscale risalente, sostenendo la nullità della notificazione della cartella di pagamento originale. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla prova necessaria per perfezionare la notifica in caso di assenza temporanea del destinatario, non decide nel merito ma rimette la causa a una pubblica udienza per dirimere la questione.
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Notificazione atti fiscali: valida alla sede legale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notificazione atti fiscali a una società è valida se effettuata presso la sua sede legale con consegna a persona autorizzata, ai sensi dell'art. 145 c.p.c. In questo caso, l'invio della successiva raccomandata informativa è un adempimento superfluo. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso relativo all'impugnabilità dell'estratto di ruolo per la formazione del cosiddetto 'giudicato interno', non essendo stata la questione appellata in precedenza.
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Domicilio fiscale: a chi comunicare il cambio?
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo la mancata notifica della cartella esattoriale originaria perché inviata al vecchio indirizzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che è onere del contribuente comunicare formalmente qualsiasi variazione del proprio domicilio fiscale. In assenza di tale comunicazione, la notifica effettuata presso l'ultimo indirizzo noto all'amministrazione finanziaria è da considerarsi pienamente valida e legittima.
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Notifica atti impositivi: quando è valida e completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito le regole sulla notifica atti impositivi effettuata direttamente a mezzo posta. In caso di temporanea assenza del destinatario, la notifica si perfeziona dopo 10 giorni dal deposito dell'avviso di giacenza, senza necessità di una seconda comunicazione. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente della riscossione, cassando la sentenza che aveva annullato una cartella di pagamento per un presunto difetto di notifica dell'atto presupposto.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti dell’avvocato
Una professionista del settore legale ha presentato un ricorso in Cassazione per una controversia su quote condominiali, difendendosi personalmente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione non risiede nel merito della disputa, ma in un requisito procedurale fondamentale: la professionista non era iscritta all'albo speciale degli avvocati abilitati al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La decisione ribadisce che, anche in caso di autodifesa, per presentare un ricorso in Cassazione è indispensabile possedere tale specifica abilitazione.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. I giudici d'appello avevano riformato una decisione favorevole ai contribuenti senza però spiegare le ragioni concrete della loro scelta, limitandosi a formule generiche. Questo vizio, equiparabile a una totale assenza di motivazione, ha portato alla cassazione della sentenza con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Notifica avvisi accertamento: residenza e giudicato
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su tre avvisi di accertamento, contestandone la notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la validità della notifica avvisi accertamento effettuata presso la residenza anagrafica risultante agli uffici, anche se il contribuente aveva un domicilio professionale altrove. La Corte ha inoltre chiarito i limiti del giudicato esterno e confermato l'inammissibilità del ricorso per due avvisi già oggetto di una precedente sentenza.
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Ricorso in Cassazione: motivi nuovi? Inammissibile
Un contribuente impugna una sentenza sfavorevole, lamentando vizi di notifica di una cartella esattoriale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di doglianza erano stati sollevati per la prima volta in sede di legittimità, violando il principio che vieta l'introduzione di nuove questioni in Cassazione e il principio di autosufficienza del ricorso.
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Notifica fiscale: valida anche se assenti. Il caso
Un contribuente contesta una notifica fiscale per irreperibilità temporanea. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la procedura ex art. 140 c.p.c. è legittima dopo un vano tentativo di consegna alla residenza o luogo di lavoro, senza necessità di ulteriori ricerche. Viene inoltre escluso il valore di giudicato esterno di una precedente sentenza su una notifica diversa.
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Notifica residenza anagrafica: quando è valida?
Un contribuente contesta una notifica alla residenza anagrafica sostenendo che il Fisco conoscesse la sua dimora effettiva altrove. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la notifica è valida se eseguita presso la residenza risultante dai registri anagrafici, a meno che il cambio di residenza non sia stato formalmente comunicato secondo legge. Non rileva la conoscenza di un domicilio professionale diverso.
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Notifica nulla e decadenza: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tempestiva impugnazione da parte del contribuente sana la notifica nulla, in quanto dimostra che l'atto ha raggiunto il suo scopo. Questa sanatoria, unita al principio della scissione degli effetti della notifica, impedisce la decadenza del potere di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria, se questa aveva avviato il procedimento notificatorio entro i termini di legge.
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Prescrizione cartelle di pagamento: la Cassazione decide
Una società in liquidazione ha impugnato un'intimazione di pagamento di oltre 800.000 euro, contestando la validità delle notifiche e l'avvenuta prescrizione cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. Ha annullato l'intimazione per una delle cartelle a causa di un vizio di notifica. Per le altre, ha cassato la sentenza precedente e rinviato il caso alla Corte di Giustizia Tributaria, stabilendo che il giudice deve verificare la prescrizione distinguendo i termini: cinque anni per sanzioni e interessi, dieci anni per le imposte non periodiche.
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Cartella di pagamento non notificata: quando si può fare ricorso?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento non notificata, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge in modo retroattivo, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale dalla mancata notifica, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, l'interesse ad agire non sussiste.
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Querela di falso: sospensione processo tributario
Un contribuente impugna avvisi di accertamento sostenendo la falsità delle firme sulle ricevute di notifica e presentando una querela di falso in sede civile. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in pendenza di una querela di falso, il processo tributario deve essere obbligatoriamente sospeso. Il giudice tributario, infatti, non ha la competenza per decidere sulla falsità di un atto, questione che spetta al giudice ordinario e la cui decisione è pregiudiziale per il giudizio fiscale.
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Notifica per compiuta giacenza: quando è valida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica per compiuta giacenza di una cartella di pagamento è perfettamente valida anche se il destinatario, temporaneamente assente, non ritira l'atto depositato presso la casa comunale e non firma la relativa raccomandata informativa. La procedura si perfeziona dopo dieci giorni, presumendo la conoscenza legale dell'atto da parte del contribuente.
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Notifica cartelle esattoriali: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica di alcune cartelle esattoriali nonostante le eccezioni del contribuente. Il caso riguardava un preavviso di fermo amministrativo per contributi non versati. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che le questioni di fatto sulla regolarità della notifica non possono essere riesaminate in sede di legittimità e che l'omessa pronuncia sulla prescrizione non sussiste se la decisione sulla validità della notifica la risolve implicitamente.
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