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178 provvedimenti

Indennità Covid operai agricoli: no al cumulo
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha richiesto le indennità Covid-19 previste per i lavoratori stagionali di altri settori, in aggiunta a quelle specifiche per l'agricoltura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il legislatore ha creato due sistemi di sostegno distinti e non cumulabili. Le indennità Covid operai agricoli sono regolate da norme specifiche, con requisiti diversi da quelle per gli altri lavoratori stagionali. La Corte ha stabilito che il silenzio della legge non autorizza il cumulo dei benefici.
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Inquadramento previdenziale: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica dell'inquadramento previdenziale di un'azienda, da agricolo a industriale, non ha effetto retroattivo se deriva da un'omessa comunicazione di variazione dell'attività. La rettifica opera 'ex nunc', cioè dalla data di notifica del provvedimento. La retroattività si applica solo in caso di dichiarazioni iniziali inesatte e volontarie da parte del datore di lavoro. Di conseguenza, è stata confermata la reiscrizione di una lavoratrice negli elenchi dei braccianti agricoli per gli anni precedenti alla notifica della variazione.
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Indennità covid agricoli: no cumulo con altri bonus
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori agricoli a tempo determinato non possono accedere all'indennità COVID-19 per i lavoratori stagionali di altri settori. La sentenza chiarisce che l'esistenza di una specifica indennità covid agricoli crea un sistema di tutele separato e non cumulabile, basato sul principio di specialità della norma.
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Agevolazioni fiscali ONLUS: quando iniziano?
Una fondazione, trasformatasi in ONLUS a fine 2009, si è vista negare il rimborso IRES e IRAP per l'intero anno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per revocazione, stabilendo che le agevolazioni fiscali ONLUS decorrono dalla data della domanda di iscrizione all'anagrafe e non hanno effetto retroattivo sull'intero periodo d'imposta. La Corte ha distinto tra nuove trasformazioni e l'adeguamento statutario di enti preesistenti, per i quali vigevano regole diverse.
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Riassunzione processo: no estinzione se il giudice agisce
Una società si è vista dichiarare estinto un processo tributario per tardiva riassunzione, nonostante il giudice avesse fissato d'ufficio una nuova udienza entro i termini. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'iniziativa del giudice, unita alla partecipazione della parte all'udienza, è sufficiente a impedire l'estinzione del giudizio. Questo principio, che privilegia la sostanza sulla forma, è cruciale per la riassunzione processo, specialmente in ambito tributario.
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Errore di fatto: quando la sentenza non è revocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che l'errore di fatto non può essere confuso con un errore di valutazione giuridica. Nel caso specifico, la perdita di un'agevolazione fiscale per mancata edificazione, anche se causata da impedimenti urbanistici, non costituisce un errore di fatto ma una corretta applicazione della norma, che lega il beneficio al raggiungimento dello scopo previsto. Il disaccordo con l'interpretazione del giudice non è motivo di revocazione.
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Indennità chilometrica: si applica il CCNL privato
Un dipendente di un'agenzia regionale pubblica ha ottenuto il riconoscimento dell'indennità chilometrica prevista dal contratto collettivo privato di settore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che la normativa speciale per gli operai idraulico-forestali permette l'applicazione della contrattazione collettiva privata per gli aspetti economici, anche se il datore di lavoro è un ente pubblico non economico. La decisione si fonda su una consolidata tradizione legislativa, sia nazionale che regionale, che riconosce la specificità di questo settore lavorativo.
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Contratto collettivo dipendenti pubblici: si applica?
Un'agenzia regionale pubblica contestava l'applicazione di un contratto collettivo privato a un suo dipendente per il calcolo di un'indennità chilometrica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in virtù di leggi speciali, il contratto collettivo dipendenti pubblici per specifiche categorie, come gli operai idraulico-forestali, può essere quello del settore privato, senza che ciò modifichi la natura pubblica del rapporto di lavoro.
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Contratto collettivo lavoro pubblico: quando si applica?
La Corte di Cassazione conferma che il contratto collettivo del settore privato può applicarsi a dipendenti di un ente pubblico non economico, se previsto da una normativa speciale. Nel caso specifico, un'agenzia regionale per le attività irrigue e forestali è stata condannata a pagare un'indennità chilometrica a un dipendente sulla base di un CCNL privato, in virtù della legislazione speciale che disciplina il contratto collettivo nel lavoro pubblico del settore idraulico-forestale.
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Ricusazione giudice: onere di allegare i documenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato avverso l'ordinanza che dichiarava inammissibile la sua istanza di ricusazione del giudice. La Suprema Corte ha confermato che l'onere di allegare tutti i documenti a supporto della richiesta grava sulla parte istante. La mancata allegazione impedisce al collegio di valutare sia la tempestività che il merito della richiesta, determinandone l'inammissibilità senza che il giudice debba ricercare d'ufficio la documentazione mancante.
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Decadenza agevolazioni fiscali: il sale and lease-back
Una società agricola perde i benefici fiscali ottenuti per l'acquisto di un terreno a seguito di un'operazione di 'sale and lease-back'. La Corte di Cassazione ha confermato la decadenza delle agevolazioni fiscali, stabilendo che le norme tributarie vanno interpretate in modo restrittivo. Anche se finalizzato al finanziamento, il 'sale and lease-back' integra una vendita volontaria, facendo scattare la perdita dei benefici se avviene entro cinque anni dall'acquisto.
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Licenziamento disciplinare postumo: è legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un licenziamento disciplinare postumo, irrogato a una docente per false dichiarazioni sul titolo di studio, anche se il rapporto di lavoro era già stato risolto per carenza del medesimo titolo. La Corte ha chiarito che la prima risoluzione non aveva natura disciplinare, escludendo quindi la violazione del principio del 'ne bis in idem'. L'interesse dell'amministrazione a sanzionare la condotta illecita, per le sue conseguenze future, giustifica l'avvio del procedimento anche dopo la cessazione del rapporto.
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Convivente more uxorio: nessuna impunità per truffa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28049/2024, ha stabilito che la causa di non punibilità per i reati contro il patrimonio commessi in danno del coniuge, prevista dall'art. 649 c.p., non si applica al convivente more uxorio. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa ai danni della partner, chiarendo che la norma in questione ha natura eccezionale, basata su ragioni di opportunità politica, e come tale non può essere estesa per analogia a situazioni non espressamente previste, a differenza di altre cause di esclusione della colpevolezza.
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Difetto notifica: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria per un difetto notifica. Nonostante un primo tentativo di notifica fallito, l'ente non ha completato correttamente il processo di rinnovazione, omettendo di riattivare la procedura dopo un esito negativo. La sentenza sottolinea che la parte ricorrente ha l'onere, e non la mera facoltà, di assicurare il perfezionamento della notifica, pena l'inammissibilità del ricorso.
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Esenzione IMU coniugi: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'esenzione IMU per l'abitazione principale a un contribuente la cui moglie risiedeva in un'altra città. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 209/2022), che ha dichiarato illegittima la norma che limitava l'agevolazione a un solo immobile per nucleo familiare. Viene quindi confermata la possibilità di una doppia esenzione IMU per coniugi con residenze e dimore abituali distinte, a patto che ogni immobile costituisca effettivamente l'abitazione principale per ciascuno di essi.
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Esenzione IMU enti religiosi: la retta simbolica
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della esenzione IMU per gli enti religiosi, specificando i criteri per l'attività didattica. Il caso riguarda l'impugnazione di un avviso di accertamento IMU da parte di un ente religioso nei confronti di un'amministrazione comunale. La Corte ha stabilito che, per beneficiare dell'esenzione, la retta scolastica deve essere puramente "simbolica", ovvero talmente irrisoria da escludere la natura commerciale del servizio, non essendo sufficiente che sia inferiore ai costi di gestione o che generi una perdita economica. Di conseguenza, ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva concesso l'esenzione basandosi su una valutazione meno rigorosa.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: prova dell’uso
Una società concessionaria per la riscossione dei tributi ha impugnato la decisione di merito che concedeva l'esenzione IMU a un seminario religioso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'esenzione IMU enti ecclesiastici non è sufficiente la mera destinazione d'uso prevista in un atto di donazione. L'ente religioso deve fornire la prova concreta, effettiva ed esclusiva dell'utilizzo non commerciale dell'immobile nel periodo d'imposta considerato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU enti religiosi: la prova concreta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17878/2024, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU per gli enti religiosi non è sufficiente produrre documenti generici come statuti o decreti di riconoscimento. È necessario fornire una prova concreta e specifica, relativa all'anno d'imposta in questione, che dimostri l'utilizzo esclusivo dell'immobile per attività non commerciali. L'onere della prova ricade interamente sul contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva concesso l'esenzione basandosi su prove documentali non idonee.
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Indennizzi Covid-19: no al cumulo per agricoli
La Cassazione ha negato a una lavoratrice agricola il cumulo degli indennizzi Covid-19 specifici per il suo settore con quelli previsti per gli altri lavoratori stagionali, affermando che il legislatore ha creato due regimi di tutela distinti e non sovrapponibili.
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Esenzione IMU costruttori: dichiarazione o decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14927/2024, ha stabilito che l'esenzione IMU per i costruttori è subordinata alla presentazione di un'apposita dichiarazione entro i termini di legge, a pena di decadenza. La Corte ha respinto il ricorso di una società immobiliare, chiarendo che la conoscenza da parte del Comune della destinazione degli immobili non sostituisce questo onere formale. È stato inoltre confermato che gli avvisi di accertamento non devono necessariamente allegare le delibere comunali, in quanto atti pubblici e conoscibili.
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