La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28731/2024, ha stabilito che un dirigente medico non ha diritto a un compenso aggiuntivo per le ore di lavoro supplementare svolte a causa di un erroneo calcolo del cosiddetto "debito orario" da parte dell'Azienda Sanitaria. La Corte ha ribadito che la retribuzione dirigente medico si basa sul principio di onnicomprensività, essendo una somma fissa mensile che remunera tutte le prestazioni rese, indipendentemente dal tempo effettivo impiegato. Pertanto, il lavoro eccedentario non dà diritto a una retribuzione extra, ma può, al massimo, fondare una richiesta di risarcimento per danno alla salute o di riposi compensativi, che devono però essere specificamente provati.
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