LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1375 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 12 di 29

565 provvedimenti

Altri anni per Art. 1375 Codice Civile

Fideiussione obbligazione futura: autorizzazione è d’obbligo
Un garante per una fideiussione obbligazione futura contesta la richiesta di una banca dopo che questa ha concesso ulteriore credito a un debitore in difficoltà finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1956 c.c., la banca è obbligata a richiedere e ottenere una specifica autorizzazione dal garante prima di erogare nuovo credito. Una clausola contrattuale che impone al garante di informarsi autonomamente non è sufficiente per eludere tale obbligo. L'unica eccezione si applica quando il garante è anche l'amministratore della società debitrice, non un semplice socio.
Continua »
Forza maggiore e agevolazioni: quando è esclusa?
Una società immobiliare perde le agevolazioni fiscali per non aver rivenduto degli immobili entro tre anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa basata sulla forza maggiore, sostenendo che le azioni legali dei conduttori erano un rischio prevedibile, data la complessa struttura dell'operazione di acquisto, e non un evento imprevedibile. La decisione sottolinea che il rischio d'impresa non giustifica l'inadempimento degli obblighi fiscali.
Continua »
Licenziamento per rifiuto trasferimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20508/2024, ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente che si era rifiutata di prendere servizio dopo un trasferimento. Il caso, caratterizzato da un complesso iter giudiziario, chiarisce che se una sentenza che ordina la riammissione in servizio viene annullata, anche gli atti successivi, come un trasferimento, perdono efficacia. Di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto a riammettere il lavoratore nella sede originaria. L'ingiustificato rifiuto di accettare un successivo e legittimo trasferimento costituisce giusta causa di licenziamento.
Continua »
Doppia conforme di merito: ricorso inammissibile
Una società conduttrice ha citato in giudizio la società locatrice per presunta inidoneità dei locali commerciali. Dopo aver perso in primo grado e in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando il principio della "doppia conforme di merito", che limita la possibilità di contestare la valutazione dei fatti quando due giudici di merito sono giunti alla medesima conclusione.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: firma su ordini falsi
Un dipendente, licenziato per aver firmato buoni di prelievo per merce mai consegnata, ha impugnato il provvedimento sostenendo di aver seguito una prassi aziendale imposta dai superiori. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa, dichiarando il ricorso inammissibile. Secondo la Corte, il lavoratore aveva un ruolo consapevole e strategico nel sistema illecito, condotta che ha irrimediabilmente leso il vincolo fiduciario con l'azienda.
Continua »
Derogabilità art. 2112 c.c.: la Cassazione decide
Un gruppo di dirigenti medici, esclusi da un trasferimento d'azienda a seguito di una procedura di amministrazione straordinaria, ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato la precedente sentenza d'appello, la quale aveva erroneamente ritenuto non contestata la questione sulla derogabilità art. 2112 c.c. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha commesso un errore di omessa pronuncia, non decidendo nel merito la questione centrale della controversia, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società produttrice di energia contro una società di distribuzione. I motivi, incentrati su presunto abuso di posizione dominante e errata valutazione contrattuale, sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, precluso in sede di legittimità, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
Continua »
Clausola risolutiva espressa e buona fede: il caso
Una società immobiliare ha citato in giudizio una promissaria acquirente per la risoluzione di un contratto preliminare, invocando una clausola risolutiva espressa per la mancata stipula del rogito. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, il giudice deve valutare il comportamento delle parti secondo il principio di buona fede. La risoluzione non è automatica se la condotta della parte inadempiente, nel contesto generale del rapporto, appare conforme a tale principio.
Continua »
Abuso del diritto: l’inerzia non basta per il canone
Un conduttore, citato in giudizio per anni di canoni di locazione non pagati, invoca l'abuso del diritto da parte del locatore a causa della sua prolungata inerzia. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il semplice ritardo nella richiesta di pagamento, senza altre circostanze specifiche che generino un legittimo affidamento, non costituisce abuso del diritto, soprattutto se tale difesa viene sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Il debito del conduttore viene quindi confermato.
Continua »
Recesso contratto preliminare: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del recesso dal contratto preliminare da parte del promissario acquirente a causa di un grave vizio dell'immobile. Un tasso di umidità superiore ai limiti di legge, che rende la proprietà inidonea all'uso abitativo, costituisce un inadempimento grave del venditore, giustificando la risoluzione del contratto e la restituzione del doppio della caparra versata. La sentenza chiarisce che la gravità dell'inadempimento va valutata in relazione all'interesse della parte non inadempiente.
Continua »
Diffida ad adempiere: quando risolve il contratto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20122/2024, ha chiarito la validità della risoluzione contrattuale tramite diffida ad adempiere, anche in presenza di un inadempimento non grave, qualora il contratto lo preveda esplicitamente. Il caso riguardava un contratto tra una società di gestione di apparecchi da gioco e l'esercente di un bar. La Corte ha rigettato il ricorso della società, sottolineando che se le parti pattuiscono la possibilità di risolvere il contratto per 'qualsiasi inadempimento' tramite diffida, non è necessario per il giudice valutare la gravità della violazione.
Continua »
Oneri accessori locazione: quando si rischia lo sfratto
In una locazione commerciale, il mancato pagamento degli oneri accessori per sei anni ha portato alla risoluzione del contratto, nonostante l'inquilino avesse saldato i canoni di locazione arretrati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo l'inadempimento grave e respingendo le eccezioni del conduttore, inclusa quella sull'esercizio abusivo del diritto da parte del locatore, a causa di vizi procedurali nel ricorso.
Continua »
Modifica della domanda: quando è emendatio e non mutatio
Una società che custodiva veicoli per un'altra in concordato preventivo ha modificato la sua domanda di pagamento in corso di causa, rivolgendola alla procedura concorsuale con richiesta di prededuzione. I giudici di merito hanno ritenuto inammissibile questa modifica della domanda, qualificandola come una 'mutatio libelli' (domanda nuova). La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, giudicando la motivazione della Corte d'Appello 'apparente' e insufficiente a spiegare perché non si trattasse di una semplice e ammissibile 'emendatio libelli' (precisazione della domanda).
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta con mutuo?
Un'agenzia immobiliare ha richiesto il pagamento della commissione a una potenziale acquirente dopo il fallimento di una vendita. L'acquisto era subordinato all'ottenimento di un mutuo, che è stato negato. L'agenzia sosteneva che l'acquirente avesse agito in malafede, invocando la finzione di avveramento della condizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in presenza di una 'condizione mista' come l'ottenimento di un mutuo, la mancata concessione del finanziamento non implica automaticamente malafede. Il diritto alla provvigione mediatore sorge solo al verificarsi della condizione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non riesamina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dirigente licenziato per giusta causa. La decisione si fonda sul principio che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione dei fatti. Il ricorrente, secondo la Corte, ha tentato di ottenere un riesame del merito della vicenda, presentando motivi di ricorso che, pur apparendo come violazioni di legge, miravano in realtà a contestare gli accertamenti fattuali dei giudici precedenti. Di conseguenza, il licenziamento basato sulla rottura del rapporto fiduciario è stato definitivamente confermato, con condanna del dirigente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Clausola statutaria S.r.l.: recesso e lavoro
Alcuni soci di minoranza, ex dirigenti di una società del gruppo, hanno impugnato una clausola statutaria S.r.l. che li obbligava a cedere le proprie quote al valore di patrimonio netto al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità della clausola. Ha chiarito che non si tratta di un'ipotesi di esclusione del socio, ma di una legittima causa convenzionale di recesso obbligatorio, legata al venir meno di un requisito soggettivo previsto dallo statuto stesso (il rapporto di lavoro), e non necessita di una delibera assembleare.
Continua »
Prelazione agraria: quando è valida? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni acquirenti di un terreno agricolo contro i proprietari confinanti che avevano esercitato il diritto di riscatto. La Corte ha stabilito che le censure relative alla qualifica di coltivatore diretto e all'effettiva finalità agricola dell'operazione costituiscono un tentativo di riesaminare il merito della causa, inammissibile in sede di legittimità. La decisione riafferma che il controllo della Cassazione è limitato alla violazione di legge e ai vizi di motivazione radicali, non potendo trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti. La questione centrale è quindi il limite del sindacato sul diritto di prelazione agraria.
Continua »
Condizione risolutiva potestativa e interessi legali
Un farmacista si avvale di una condizione risolutiva potestativa per recedere da un contratto di fornitura di un sistema informatico. La Corte di Cassazione conferma la validità della clausola, ma chiarisce un punto fondamentale sugli interessi dovuti sulla somma da restituire: sono dovuti solo gli interessi legali, e non quelli convenzionali o moratori, poiché si tratta di un'obbligazione restitutoria e non di un risarcimento per inadempimento.
Continua »
Accertamento con adesione: quando è inattaccabile?
Una società di trasporto aereo, dopo aver firmato un accertamento con adesione per ridurre un debito fiscale milionario, ha citato in giudizio l'Agenzia fiscale per danni, sostenendo che l'accordo fosse viziato da pressioni indebite. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la validità dell'accordo. La Corte ha stabilito che, essendo stato negoziato con l'assistenza di professionisti e avendo portato vantaggi concreti (come lo sblocco di rimborsi IVA), l'accordo non poteva essere considerato frutto di coercizione.
Continua »
Risoluzione del contratto: affitto non pagato
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto di locazione a uso diverso per grave inadempimento del conduttore, consistito nel mancato pagamento di diversi canoni. La Corte ha ritenuto irrilevanti, ai fini di escludere la gravità, le presunte inadempienze del locatore, come la mancanza del certificato di agibilità, e ha chiarito che la mediazione obbligatoria si considera esperita anche se le parti, dopo il primo incontro, non proseguono la procedura.
Continua »