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Art. 1374 Codice Civile

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277 provvedimenti

Diritto di riscatto box: no per le pertinenze
Un inquilino di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, dopo aver acquistato l'appartamento, ha citato in giudizio l'ente proprietario per ottenere anche la proprietà del box auto pertinenziale. L'inquilino sosteneva che il suo diritto di riscatto si estendesse anche al box. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il diritto di riscatto previsto dalla legislazione speciale sull'edilizia pubblica è limitato esclusivamente alle unità abitative e non si applica alle loro pertinenze, come i garage. La Corte ha inoltre escluso che le normative urbanistiche sui parcheggi obblighino l'ente a trasferire la proprietà del box insieme a quella dell'alloggio.
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Compenso forfettario avvocato: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9739/2025, ha stabilito che il cliente che recede da un mandato legale per inadempimento deve corrispondere l'intero compenso forfettario pattuito con l'avvocato. Il caso riguardava un ex amministratore di società che, dopo aver interrotto il rapporto con i propri legali per non aver pagato una rata del compenso, si opponeva alla richiesta di saldo dell'intera parcella. La Corte ha respinto il ricorso, negando la qualifica di 'consumatore' all'ex amministratore e confermando la piena validità della clausola che prevedeva il pagamento integrale a titolo di risarcimento per l'inadempimento.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili, ok Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una risparmiatrice riguardo la modifica dei tassi di interesse sui suoi buoni postali fruttiferi. La Corte ha confermato che la legge permette la variazione dei rendimenti tramite decreti ministeriali successivi alla sottoscrizione, e che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è una notifica sufficiente per i risparmiatori, senza necessità di comunicazione individuale. Questa decisione consolida un orientamento giurisprudenziale stabile in materia.
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Indennità di custodia: la Cassazione dice sì agli usi locali
Una società che fungeva da custode giudiziario per beni sequestrati ha contestato l'importo dell'indennità di custodia liquidata dal Tribunale. Il Tribunale aveva applicato un criterio di equità pura, non essendoci tariffe ministeriali specifiche. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la legge impone di fare riferimento agli usi locali, come le tariffe prefettizie, prima di poter ricorrere a criteri alternativi. L'uso dell'equità è stato ritenuto errato, in quanto il rinvio agli usi locali è prioritario.
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Buona fede assicurazione: l’obbligo di informare
La Corte di Cassazione ha stabilito che viola il principio di buona fede assicurazione il comportamento della compagnia che, dopo aver indicato in polizza un termine di prescrizione decennale, omette di informare l'assicurato della successiva riduzione per legge a due anni. Tale omissione, che porta l'assicurato a perdere il diritto all'indennizzo, è stata qualificata anche come pratica commerciale scorretta, creando un obbligo risarcitorio per la compagnia.
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Consegna documenti bancari: smarrimento e costi
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la consegna di documenti bancari, inclusi il contratto e gli estratti conto. La banca ha sostenuto di aver smarrito il contratto, fornendo una denuncia, e ha offerto gli estratti conto decennali solo dopo l'inizio della causa. Il Tribunale ha dichiarato la cessata materia del contendere per l'impossibilità di consegnare il contratto smarrito, ma ha condannato la banca al pagamento delle spese legali applicando il principio della soccombenza virtuale.
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Inadempimento locazione: quando è colpa del conduttore?
Una società conduttrice di un immobile a uso commerciale non pagava il canone, adducendo un problema bancario non imputabile a sé. Tuttavia, il ritardo si protraeva per otto mesi, accumulando una morosità pari a tre trimestralità. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto per grave inadempimento locazione, sottolineando che la prolungata inerzia del conduttore nel risolvere il problema e saldare il debito costituisce una colpa che giustifica la fine del rapporto contrattuale.
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Compensi professionali avvocato: la Cassazione decide
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei propri compensi professionali a un istituto di credito, che si è opposto sollevando questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca. La decisione si è concentrata sull'interpretazione di un accordo liquidatorio per determinare i corretti compensi professionali dell'avvocato, escludendo l'applicabilità della legge sull'equo compenso a rapporti già conclusi e chiarendo i limiti del frazionamento del credito in questo contesto.
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Polizze unit linked: si applica sempre il TUF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le polizze unit linked sono soggette alla disciplina del Testo Unico della Finanza (TUF) per la loro natura di prodotto finanziario. La Corte ha rigettato la tesi del 'doppio binario', affermando che le tutele per l'investitore, in particolare gli obblighi informativi, si applicano indipendentemente dal fatto che il prodotto sia venduto direttamente da un'impresa di assicurazione o tramite un intermediario assicurativo. La decisione conferma la condanna solidale dell'emittente e dell'intermediario al risarcimento del danno subito da una risparmiatrice a causa della carente informazione sulla rischiosità del prodotto.
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Diritto di superficie: nullo con canone irrisorio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di diritto di superficie non è nullo solo perché il canone annuo è notevolmente inferiore al valore di mercato. La nullità si verifica solo se il corrispettivo è puramente simbolico o inesistente. Nel caso esaminato, una società aveva concesso un terreno per 40 anni a fronte di un canone esiguo, con l'obbligo finale di riacquistare l'immobile costruito al valore di mercato. La Corte ha ritenuto che la società concedente avesse accettato il rischio di vedere edificata un'opera di grande valore (un eliporto), poiché il contratto non poneva limiti. Pertanto, le richieste di nullità e di risoluzione per eccessiva onerosità sono state respinte.
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Obblighi informativi intermediario e responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità solidale di un consorzio e di una banca per la violazione degli obblighi informativi intermediario. La Corte ha stabilito che la promessa di un investimento a "basso rischio" estende il dovere di informazione anche alla fase successiva alla vendita, imponendo il monitoraggio e la comunicazione tempestiva di eventuali peggioramenti delle condizioni di mercato. La sentenza chiarisce che tale dovere non deriva solo da un contratto di gestione patrimoniale, ma dalla specificità dell'impegno assunto con il cliente.
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Responsabilità banca per segnalazione CRIF: il caso
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per danni, sostenendo che una segnalazione errata in CRIF (classificata come 'mutuo rifiutato' anziché 'rinunciato') avesse causato il diniego di un finanziamento successivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. I giudici hanno sottolineato la mancanza di prove sulla condotta illecita, sul nesso causale e sul danno effettivo, ribadendo i requisiti di specificità del ricorso. Il tema centrale è la prova della responsabilità banca.
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Responsabilità contrattuale fornitore: oneri e doveri
Una società fornitrice ha citato in giudizio il proprio cliente per risarcimento danni, sostenendo che quest'ultimo non avesse garantito le condizioni necessarie (allaccio elettrico di un impianto) per l'esecuzione di un contratto di fornitura. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto la domanda, stabilendo che la responsabilità contrattuale per la predisposizione di tutti i mezzi necessari all'adempimento grava sul fornitore, salvo che il contratto disponga diversamente. È stato inoltre escluso l'istituto della "presupposizione", poiché la condizione mancata non era indipendente dall'attività del fornitore stesso.
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Finanziamento sanità ricerca: quando spetta?
Una fondazione di ricerca scientifica ha richiesto un finanziamento aggiuntivo per i costi derivanti da attività di didattica, basandosi sulla sua collaborazione con un'università. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il finanziamento sanità ricerca spetta solo alle strutture formalmente designate come "aziende ospedaliere di riferimento" tramite specifici protocolli d'intesa tra Regione e Università, un requisito che la fondazione non soddisfaceva.
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Pagamento al cedente: non libera se c’è notifica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento al cedente, effettuato dal debitore dopo aver ricevuto la notifica della cessione del credito, non ha effetto liberatorio. Il debitore è tenuto a pagare nuovamente, questa volta al cessionario. Il caso riguardava un'assicurazione che, nonostante la notifica, aveva risarcito il danneggiato originale invece della società di noleggio a cui era stato ceduto il credito.
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Contratto preliminare e prelazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un contratto preliminare di locazione con diritto di prelazione, condizionato all'esito di una procedura ad evidenza pubblica. La Corte ha stabilito che la modifica delle regole della procedura da parte del locatore, che ha permesso ulteriori rilanci, non viola i diritti del conduttore, a patto che il suo diritto di prelazione venga garantito ad ogni fase. La decisione sottolinea l'importanza di un'interpretazione letterale del contratto e distingue tra la procedura specifica e un generico riferimento ad essa.
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Giudizio di rinvio: limiti e obblighi contrattuali
Una società in amministrazione straordinaria contesta un debito per fornitura di gas, inclusi extra-costi per mancata prenotazione della capacità. La Cassazione chiarisce i limiti del giudizio di rinvio, stabilendo che il giudice deve attenersi al principio di diritto indicato, anche se ciò porta a confermare la quantificazione del credito della sentenza annullata. La corretta interpretazione del contratto, che include l'onere per l'utente di comunicare il fabbisogno energetico, è un accertamento di fatto insindacabile in sede di legittimità se ben motivato.
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Uso aziendale: la Cassazione fissa i limiti alla revoca
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12473/2025, ha stabilito che un'azienda non può revocare unilateralmente e implicitamente un uso aziendale favorevole ai dipendenti, come la prassi di non assorbire il superminimo. Per essere legittima, la revoca deve essere giustificata da un mutamento delle circostanze e comunicata formalmente a tutti i lavoratori, in ossequio ai principi di correttezza e buona fede.
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Collegamento negoziale: l’analisi del comportamento
La Corte di Cassazione chiarisce l'importanza del collegamento negoziale nell'interpretazione dei contratti. Un'analisi letterale non basta: è necessario valutare il comportamento complessivo delle parti e la finalità economica dell'operazione. Il caso riguardava un preliminare di vendita di quote sociali e un contestuale contratto di comodato per un immobile. La Corte ha cassato la sentenza di merito per non aver correttamente qualificato un pagamento come canone di locazione anziché caparra, nonostante il nomen iuris utilizzato, e per aver negato un'indennità di occupazione con motivazioni incomprensibili.
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Copia documentazione bancaria: sì al decreto ingiuntivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto del cliente a ottenere la copia della documentazione bancaria è un'obbligazione di 'dare' e non di 'fare'. Pertanto, è possibile richiederla tramite decreto ingiuntivo. Inoltre, la banca non può subordinare la consegna dei documenti al pagamento anticipato dei costi di riproduzione, poiché tale facoltà di addebito non costituisce una condizione di esigibilità del diritto.
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