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art. 136 Reg. UE n. 2447/2015

6 provvedimenti

Valore in dogana delle royalties: la Cassazione frena le aziende
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un'azienda importatrice il mancato inserimento dei diritti di licenza nel valore delle merci importate. I giudici di merito avevano dato ragione all'azienda, escludendo la tassazione poiché il venditore era un soggetto terzo rispetto al titolare del marchio. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia delle Dogane, stabilendo che per determinare il corretto valore in dogana delle royalties non serve un legame diretto tra venditore e licenziante. È sufficiente che il pagamento delle royalties sia una condizione di vendita, anche implicita, e che il licenziante eserciti un potere di controllo o orientamento sulla produzione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Royalties nel valore in dogana: la svolta della Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore di importazione di capi di biancheria intima acquistati da un'azienda italiana, includendo nel calcolo le royalties pagate per l'uso del marchio. La Corte di secondo grado aveva annullato l'atto, ritenendo che i contratti di licenza e di produzione fossero autonomi e che mancasse un controllo diretto sul produttore estero. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione doganale. I giudici hanno stabilito che, secondo le attuali norme europee, l'esistenza di un collegamento diretto tra il titolare del marchio e il produttore non è indispensabile. Per includere le royalties nel valore in dogana è sufficiente che il loro pagamento costituisca una condizione essenziale per la vendita delle merci.
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Valore in dogana delle merci: royalties incluse anche con terzi
L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore doganale dichiarato da una società importatrice di modellini, includendovi le royalties versate al titolare del marchio. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recupero d'imposta. I giudici hanno stabilito che i diritti di licenza costituiscono una condizione di vendita implicita quando il licenziante esercita penetranti poteri di controllo sulla produzione, anche se affidata a un produttore terzo. Di conseguenza, tali importi devono integrare il valore in dogana delle merci. La Suprema Corte ha rigettato i motivi principali della società importatrice, accogliendo unicamente la doglianza relativa all'errata quantificazione delle spese di lite del grado precedente, che sono state rideterminate al ribasso.
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Royalties nel valore doganale: fisco batte importatore
L'Amministrazione Doganale ha rettificato il valore delle merci importate da una società, includendovi le royalties pagate ai titolari dei marchi. La Corte di secondo grado aveva annullato l'atto, ritenendo che mancasse la prova di un controllo del licenziante sul produttore. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, stabilendo che, per l'inclusione delle royalties nel valore doganale, non è più necessario dimostrare un rapporto di controllo tra licenziante e produttore. È sufficiente che il pagamento dei diritti di licenza costituisca una condizione di vendita, ovvero che le merci non possano essere acquistate senza tale versamento. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Royalties nel valore doganale: dazi esclusi senza prove certe
L'Azienda ha importato abbigliamento sportivo pagando i diritti di licenza a un soggetto terzo. L'Agenzia delle Dogane ha emesso un avviso di accertamento pretendendo l'inclusione di tali somme nel valore imponibile della merce. La Corte di Giustizia Tributaria ha confermato la pretesa con una motivazione astratta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che per includere le royalties nel valore doganale il giudice deve verificare concretamente, esaminando i contratti caso per caso, se il pagamento sia una condizione di vendita essenziale. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Royalties valore doganale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32617/2024, ha stabilito che le royalties pagate per l'uso di un marchio su merci importate devono essere incluse nel valore doganale se il pagamento è una "condizione di vendita", anche implicita. Nel caso esaminato, un importatore di abbigliamento di un noto marchio non aveva incluso le royalties nel valore dichiarato. La Corte ha dato ragione all'Agenzia delle Dogane, ritenendo che il controllo del licenziante sulla qualità e produzione dei beni, volto a tutelare l'immagine del marchio, fosse sufficiente a configurare tale condizione. È stato inoltre respinto l'argomento del giudicato esterno, poiché ogni importazione costituisce un'obbligazione doganale autonoma.
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