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Art. 1346 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

6 provvedimenti

Altri anni per Art. 1346 Codice Civile

Cessione verbale di azienda: la prova presuntiva
La Cassazione chiarisce i criteri per la riqualificazione di cessioni di merci in una unica cessione verbale di azienda ai fini dell'imposta di registro. L'Agenzia Fiscale può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti per accertare l'operazione non dichiarata. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia, che contestava la riduzione del valore accertato, sia quello della società, che lamentava vizi procedurali e di motivazione.
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Accise gas siderurgici: la Cassazione sulla tassazione
Una società siderurgica contestava l'applicazione delle accise sui gas di processo (gas siderurgici) riutilizzati per produrre energia elettrica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali gas sono correttamente assoggettati a tassazione, in quanto il loro impiego come combustibile ne determina la classificazione come prodotto energetico. La base imponibile si calcola sul volume e non sul potere calorifico, respingendo la richiesta della società di ricalcolare l'imposta. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per motivazione carente su altre questioni subordinate, rinviando il caso per un nuovo esame su tali punti.
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Sovrafatturazione IVA: onere della prova del contribuente
Una società ha contestato un avviso di accertamento per una presunta indebita detrazione IVA di oltre 2 milioni di euro, derivante da un'operazione immobiliare sospettata di sovrafatturazione IVA. I giudici di merito hanno confermato l'accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, specificando che, in presenza di presunzioni gravi, precise e concordanti fornite dall'autorità fiscale, l'onere della prova si trasferisce sul contribuente. La Corte ha inoltre ribadito i limiti del proprio sindacato sui fatti, soprattutto in presenza di una decisione "doppia conforme" dei tribunali di merito.
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Imposta di registro sentenza: fissa per nullità clausole
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza che accerta il saldo di un conto corrente, a seguito della dichiarazione di nullità di alcune clausole contrattuali, deve essere applicata in misura fissa e non proporzionale. Anche se la nullità non è esplicitata nel dispositivo finale ma emerge dalla motivazione, la funzione ripristinatoria della decisione prevale, giustificando l'applicazione dell'imposta fissa ai sensi dell'art. 8, lett. e) della Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986.
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Tassazione atto unico: la Cassazione su più negozi
Un professionista aveva formalizzato la cessazione di 15 contratti di locazione con un unico atto, pagando una sola imposta di registro. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questa modalità, richiedendo il pagamento dell'imposta per ciascuno dei 15 contratti risolti. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, confermando il principio della tassazione atto unico: se un singolo documento contiene più disposizioni legali indipendenti, ciascuna deve essere tassata separatamente come se fosse un atto a sé stante.
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Motivazione accertamento immobiliare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di accertamento per maggiore imposta di registro su un immobile. La Corte ha stabilito che la motivazione dell'accertamento immobiliare è sufficiente se indica il criterio astratto usato per la rivalutazione, riservando alla fase contenziosa l'onere per l'Agenzia di provare nel dettaglio i fatti. La semplice indicazione dei valori OMI, insieme ad altri immobili similari, è stata ritenuta adeguata a garantire il diritto di difesa del contribuente.
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