LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1335 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 6 di 7

139 provvedimenti

Altri anni per Art. 1335 Codice Civile

Riscatto laurea: notifica a vecchio indirizzo è nulla
Un lavoratore ha richiesto il riscatto degli anni di laurea nel 1981. Nel 1993, l'ente previdenziale ha inviato la comunicazione con l'importo da versare al suo vecchio indirizzo, nonostante fosse a conoscenza della nuova residenza tramite i modelli contributivi del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica era nulla. Di conseguenza, il termine di 60 giorni per il pagamento non è mai iniziato a decorrere e il lavoratore ha conservato il diritto di procedere al riscatto laurea alle condizioni economiche più vantaggiose dell'epoca della domanda originale.
Continua »
Onere della prova e busta incompleta: la Cassazione
Una società sportiva si è vista negare un finanziamento agevolato perché, secondo l'ente erogatore, la documentazione inviata l'ultimo giorno utile era incompleta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, chiarendo un punto fondamentale sull'onere della prova: se il destinatario ammette di aver ricevuto il plico ma ne contesta il contenuto parziale, spetta al mittente dimostrare di aver inviato tutti i documenti necessari. La presunzione di conoscenza non copre il contenuto della comunicazione, ma solo la sua ricezione.
Continua »
Diritto di difesa lavoratore: conta l’invio, non la ricezione
In un caso di licenziamento disciplinare, la Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di difesa del lavoratore si considera esercitato al momento dell'invio della richiesta di audizione, non al momento della sua ricezione da parte del datore di lavoro. Un'azienda aveva licenziato un dipendente pochi istanti prima di ricevere la sua richiesta di essere ascoltato, spedita tempestivamente. La Suprema Corte ha annullato il licenziamento, affermando che il datore di lavoro, agendo prima della scadenza dei termini per la difesa, si assume il rischio dell'illegittimità del provvedimento.
Continua »
Contestazione tardiva: licenziamento inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un licenziamento a causa di una contestazione tardiva. Nonostante la gravità della condotta del lavoratore, il datore di lavoro ha atteso oltre il termine ragionevole per avviare il procedimento disciplinare. La sentenza ribadisce la centralità del principio di immediatezza a tutela del diritto di difesa del lavoratore.
Continua »
Notifica cartella pagamento: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato la validità della notifica di una cartella di pagamento consegnata alla moglie, sostenendo la necessità di una raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella pagamento eseguita direttamente dall'agente di riscossione, la consegna a un familiare convivente è sufficiente a perfezionare l'atto e a interrompere la prescrizione, senza bisogno di ulteriori comunicazioni.
Continua »
Risoluzione contratto di leasing: sorte del subaffitto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un subconduttore che occupava un immobile dopo la risoluzione del contratto di leasing principale. La Corte ha ribadito che il contratto di sublocazione è un rapporto derivato e la sua sorte dipende da quella del contratto principale. Pertanto, con la risoluzione contratto di leasing, anche il subaffitto cessa di avere efficacia, e il subconduttore è tenuto al rilascio dell'immobile, non potendo opporre il proprio titolo al concedente.
Continua »
Notifica cartella pagamento: valida anche a civico errato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento è valida anche se consegnata a un numero civico diverso da quello della sede legale, a condizione che l'atto sia stato ricevuto da una persona incaricata e abbia raggiunto il suo scopo. La società ricorrente, che lamentava l'irregolarità della notifica, ha visto il suo ricorso respinto perché l'errore sul civico è stato ritenuto un mero errore materiale che non ha impedito il perfezionamento della consegna. La Corte ha sottolineato che spetta al destinatario provare l'estraneità del ricevente.
Continua »
Notificazione licenziamento: quando è valida? La Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della notificazione di un licenziamento a un dipendente agli arresti domiciliari, ritenendo l'impugnazione tardiva. La Corte ha stabilito che le annotazioni postali sulla tentata consegna e sulla compiuta giacenza hanno valore probatorio, anche in assenza di firma dell'operatore. Il ricorso del lavoratore è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e non a contestare una violazione di legge.
Continua »
Inammissibilità ricorso: quando un appello è respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un professionista contro la sua Cassa di Previdenza per il pagamento di contributi. La decisione si fonda su vizi procedurali, come la proposizione di questioni nuove, la mancata contestazione della ratio decidendi della sentenza d'appello e l'assenza di autosufficienza dei motivi. Questa ordinanza sottolinea l'importanza del rigore formale nel processo civile.
Continua »
Notifica cartella PEC: valida anche con file .pdf
Una società ha impugnato un fermo amministrativo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella PEC, la produzione delle ricevute di accettazione e consegna è prova sufficiente, creando una presunzione di conoscenza a carico del destinatario. L'uso di un file .pdf anziché .p7m è un'irregolarità sanabile se l'atto ha raggiunto il suo scopo.
Continua »
Presunzione di conoscenza: licenziamento valido?
Un dipendente pubblico ha impugnato un licenziamento oltre i termini, sostenendo che la madre convivente gli avesse nascosto la lettera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo il principio della presunzione di conoscenza. Secondo la Corte, l'atto si considera conosciuto quando giunge all'indirizzo del destinatario. L'occultamento da parte di un familiare non costituisce un'impossibilità oggettiva e incolpevole di venire a conoscenza dell'atto, poiché rientra nella sfera di controllo del destinatario. La decadenza dall'impugnazione è stata quindi confermata.
Continua »
Calcolo buonuscita avvocati pubblici: onorari inclusi?
Un ente pubblico previdenziale ha richiesto a un suo ex avvocato dipendente la restituzione di una parte della buonuscita, sostenendo che gli onorari professionali non dovessero essere inclusi nel calcolo. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata importanza della questione e la necessità di valutare recenti sentenze della Corte Costituzionale, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. La decisione finale stabilirà un principio fondamentale per il calcolo buonuscita avvocati pubblici.
Continua »
Prescrizione contributi: email valida a interromperla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili due ricorsi incrociati tra un ente religioso e l'istituto previdenziale sul tema della prescrizione contributi. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'idoneità di un'email a interrompere la prescrizione è un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità. Inoltre, ha precisato che la sospensione dei termini di prescrizione per i contributi ex INPDAP si applica solo se il datore di lavoro è una pubblica amministrazione, status non dimostrato nel caso di specie.
Continua »
Notifica diretta atti tributari: valgono le norme postali
Una società ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per ICI non versata, sostenendo un vizio nella notifica dell'avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in caso di notifica diretta atti tributari effettuata dall'ufficio a mezzo posta, si applicano le norme del servizio postale ordinario e non le più stringenti regole del codice di procedura civile. La notifica è valida quando l'atto giunge all'indirizzo del destinatario, a prescindere da specifiche qualifiche sul tagliando di ricezione.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: i chiarimenti della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha chiarito che per la notifica cartella esattoriale tramite raccomandata diretta non sono necessarie le formalità previste per gli ufficiali giudiziari, come l'invio della CAN. Inoltre, ha ribadito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico e non generico, e ha confermato i termini di prescrizione applicabili.
Continua »
Disconoscimento fotocopie: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per tributi locali non pagati, contestando la validità delle fotocopie degli atti prodotti dal Comune. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il disconoscimento fotocopie deve essere specifico e non generico per essere efficace. La Corte ha inoltre ribadito che la richiesta di rateizzazione del debito costituisce un riconoscimento dello stesso, interrompendo la prescrizione.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando il ricorso è nullo
Un contribuente impugna una cartella esattoriale sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha impropriamente mescolato diversi motivi di appello, un errore comune nella gestione della notifica cartella esattoriale. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la mancata ricezione spetta al destinatario.
Continua »
Reiterazione contratti a termine: la decadenza
Un lavoratore ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per l'abusiva reiterazione di contratti a termine per oltre vent'anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: in caso di reiterazione di contratti a termine, il termine di decadenza per l'impugnazione decorre dalla cessazione dell'ultimo contratto. Tuttavia, nel caso specifico, il lavoratore non aveva rispettato nemmeno questo termine, portando all'inammissibilità della sua domanda.
Continua »
Indennità ferie non godute: spetta anche per colpa?
Una dirigente pubblica, il cui incarico è stato revocato per "lesione del vincolo fiduciario", si è vista negare in appello il pagamento delle ferie non godute. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che l'indennità ferie non godute spetta anche in caso di cessazione del rapporto per colpa del lavoratore. Il diritto alla monetizzazione viene meno solo se il datore di lavoro dimostra di aver formalmente invitato il dipendente a fruire delle ferie, avvisandolo della loro possibile perdita.
Continua »
Reticenza assicurato: quando perdi la copertura
Un dirigente amministrativo, citato per danno erariale, si è visto negare la copertura assicurativa. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la reticenza dell'assicurato su indagini a suo carico al momento della stipula del contratto fa perdere il diritto all'indennizzo. La sentenza chiarisce anche le regole procedurali per l'impugnazione in caso di domande alternative contro più parti.
Continua »