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Art. 1326 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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131 provvedimenti

Altri anni per Art. 1326 Codice Civile

Appalto condominiale senza delibera: chi paga?
Una società di manutenzione ha agito contro un condominio per il pagamento di lavori. La Cassazione ha respinto il ricorso della società, confermando che un appalto condominiale senza delibera assembleare è inefficace. La Corte ha sottolineato che l'assenza di autorizzazione è l'elemento decisivo, rendendo irrilevante l'analisi sulla validità della proposta contrattuale presentata dall'amministratore.
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Omessa pronuncia: la Cassazione cassa la sentenza
Un committente cita in giudizio l'appaltatore per vizi in un'opera di ristrutturazione. L'appaltatore, a sua volta, chiama in causa il direttore dei lavori per essere manlevato da ogni condanna. La Corte d'Appello condanna l'appaltatore ma omette di decidere sulla domanda di garanzia. La Corte di Cassazione, rilevando l'errore di omessa pronuncia, cassa la sentenza e rinvia il caso al giudice d'appello per una nuova valutazione che includa la domanda di garanzia.
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Estinzione del giudizio di cassazione per rinuncia
Una società chiede la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto in una causa immobiliare. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo. La ricorrente rinuncia al ricorso, portando all'estinzione del giudizio di cassazione con compensazione delle spese.
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Contratto consulenza finanziaria: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15800/2024, ha stabilito che un contratto di consulenza finanziaria atipico non necessita di forma scritta per essere valido. Il caso riguardava una società che contestava il pagamento di un compenso a una società di consulenza, negando l'esistenza di un accordo formale. La Corte ha confermato che l'esistenza del contratto e il diritto al compenso possono essere provati attraverso altri elementi, come la prova testimoniale e clausole inserite in contratti collegati, distinguendo nettamente tale attività dalla mediazione creditizia, che invece richiede requisiti formali specifici.
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Prova testimoniale appalto: la Cassazione decide
Una società edile ha citato in giudizio un'immobiliare per il saldo di un contratto di appalto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, basandosi sulla prova testimoniale, ha ritenuto valido un prezzo a corpo inferiore a quello richiesto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando come il contratto d'appalto non richieda la forma scritta e come la valutazione dell'ammissibilità e attendibilità della prova testimoniale appalto rientri nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Clausole vessatorie: recesso e moduli standard
Una società di certificazione ha perso in Cassazione la causa contro un cliente che aveva esercitato il recesso anticipato. La Corte ha confermato che le clausole vessatorie nel contratto, predisposto unilateralmente dalla società, erano inefficaci perché non specificamente approvate per iscritto. Tali clausole imponevano una durata fissa e il pagamento totale anche in caso di recesso, limitando i diritti del cliente.
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Interpretazione contratto: Cassazione e limiti del ricorso
Un proprietario impugna una sentenza d'appello che, basandosi sull'interpretazione di un contratto di divisione, aveva riconosciuto una comproprietà del terreno e il diritto della vicina a mantenere una fossa biologica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'interpretazione del contratto e la valutazione delle prove sono di competenza esclusiva del giudice di merito, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o inesistente. Viene inoltre confermato che il danno deve essere sempre provato e non può considerarsi implicito nell'illecito.
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Impegno del venditore: quando nasce una nuova obbligazione
La Cassazione chiarisce che l'impegno del venditore a eliminare i vizi di un immobile non crea automaticamente una nuova obbligazione. Se il compratore non accetta l'offerta di riparazione, l'unica azione disponibile resta quella di garanzia, soggetta alla prescrizione annuale. L'impegno del venditore, se non accettato, ha solo l'effetto di interrompere la prescrizione, non di trasformarla in decennale. Il ricorso dei compratori è stato rigettato.
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Conflitto di interessi: annullamento vendita immobiliare
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di una compravendita immobiliare tra due società gestite da coniugi. La decisione si fonda sul riconoscimento di un conflitto di interessi, in quanto il prezzo della vendita non fu mai realmente versato, ma creato artificiosamente tramite una provvista di denaro proveniente dalla stessa società venditrice, a suo danno.
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Responsabilità appaltatore: dovere di verifica progetto
Una società appaltatrice installa facciate in vetro su un edificio, seguendo le indicazioni del progettista. Successivamente, emergono gravi difetti di isolamento termico e malfunzionamenti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società, stabilendo che la responsabilità dell'appaltatore non viene meno anche se i vizi derivano da scelte progettuali errate. In qualità di esperto del settore, l'appaltatore ha il dovere di controllare la bontà del progetto e di segnalare eventuali criticità al committente.
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Dismissione immobili pubblici: offerta e opzione
In un caso di dismissione immobili pubblici, la Cassazione ha stabilito che una lettera inviata da un ente previdenziale ai suoi inquilini per sondare l'interesse all'acquisto non costituisce un'offerta di vendita vincolante. Di conseguenza, la successiva manifestazione di volontà degli inquilini non perfeziona un contratto preliminare. La Corte ha annullato la decisione d'appello che ordinava il trasferimento forzato degli immobili, rinviando il caso per un nuovo esame basato sul principio che serve una proposta contrattuale completa e specifica da parte dell'ente.
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Ratifica delibera condominiale: la Cassazione decide
Un condomino impugna una delibera assembleare. La Cassazione, confermando la decisione di merito, stabilisce la piena validità della ratifica delibera condominiale con cui l'assemblea chiarisce una precedente nomina dell'amministratore e ne sana l'operato processuale. Viene ribadito il potere dell'assemblea di interpretare le proprie decisioni e di agire con effetto retroattivo per sanare vizi di rappresentanza.
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Costituzione servitù: il consenso scritto è valido?
Una disputa su una servitù per attingere acqua, sorta da un "piano pozzi" firmato tra proprietari. La Corte d'Appello aveva confermato l'esistenza della servitù, ma la Cassazione ha annullato la decisione. Il punto chiave è l'omesso esame delle domande subordinate sulla natura del contratto (gratuito o oneroso), sulla forma legale richiesta e sulla potenziale risoluzione per inadempimento. La questione centrale è se un semplice accordo scritto sia sufficiente per la costituzione servitù.
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Usucapione P.A.: sì all’acquisto senza esproprio
Un comune ha occupato un terreno privato negli anni '60 a seguito di una trattativa privata, realizzando un'opera pubblica senza un formale esproprio. La Corte di Cassazione ha confermato l'acquisto della proprietà da parte dell'ente per usucapione. La Corte ha specificato che quando la Pubblica Amministrazione agisce come un soggetto privato (iure privatorum) e non esercitando poteri autoritativi, si applicano le normali regole sull'usucapione P.A., con il termine che decorre dall'inizio del possesso e non da successive leggi in materia di espropriazione.
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Contratto preliminare di preliminare: quando è valido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6822/2024, ha chiarito la distinzione tra un contratto preliminare di preliminare vincolante e una semplice puntuazione. Nel caso esaminato, un accordo per l'acquisto di un immobile è stato qualificato come mera puntuazione non vincolante, poiché non creava un obbligo reciproco tra le parti di stipulare un futuro contratto, ma solo un impegno unilaterale dell'acquirente a mantenere ferma la proposta. La Corte ha rigettato il ricorso della promissaria acquirente, confermando che l'interpretazione della volontà delle parti spetta al giudice di merito e che la violazione di un preliminare di preliminare genera responsabilità precontrattuale, non contrattuale.
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Incarico professionale ausiliario: chi paga?
La Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione delle responsabilità economiche in un incarico professionale ausiliario. Due architetti, incaricati della direzione lavori da un Comune, avevano sub-affidato compiti di contabilità a un geometra. La Corte ha stabilito che, avendo gli architetti ricevuto dal Comune un compenso comprensivo anche di tali mansioni, spetta a loro retribuire il geometra. La sentenza analizza l'interpretazione del contratto e gli accordi speciali, respingendo quasi tutti i motivi di ricorso degli architetti, ma accogliendo quello relativo alle spese legali verso un terzo chiamato in causa solo per conoscenza.
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Contratto per fatti concludenti in un appalto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto per fatti concludenti, come un appalto di servizi, può ritenersi validamente stipulato anche in assenza di un accordo scritto. Nel caso esaminato, una società di raccolta rifiuti che ha continuato a usufruire di un servizio di smaltimento domenicale a prezzo maggiorato, ricevendo e registrando le relative fatture senza contestarle formalmente, ha tenuto un comportamento che manifesta in modo inequivocabile la sua volontà di accettare le condizioni. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva negato l'esistenza del rapporto contrattuale, ritenendo la sua motivazione contraddittoria e apparente.
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Eccezione di incompetenza: come non sbagliare
Una società agricola ha citato in giudizio due fornitori per i difetti di un vigneto. Uno dei convenuti ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale, ma la Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione era incompleta. Poiché il convenuto non aveva contestato tutti i possibili fori competenti, l'obiezione è stata considerata come non presentata, radicando così la competenza presso il tribunale originariamente scelto dall'attore.
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Compenso avvocato forma scritta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3457/2024, ha stabilito principi cruciali sul compenso dell'avvocato e la forma scritta dell'accordo. In una disputa tra un legale e una società sua cliente, la Corte ha annullato la decisione di merito che riteneva valida una delibera assembleare non sottoscritta dal professionista come accordo sul compenso. È stato ribadito che l'accordo sul compenso avvocato in forma scritta richiede la sottoscrizione di entrambe le parti, a pena di nullità. La Corte ha inoltre censurato la motivazione 'apparente' con cui era stato negato parte del compenso e ha chiarito che gli interessi di mora decorrono dalla richiesta di pagamento, non dalla decisione giudiziale.
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Diritto alla provvigione: quando scatta l’obbligo?
La Corte di Cassazione conferma che il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare non sorge automaticamente con la firma di una proposta d'acquisto. Se il comportamento successivo delle parti dimostra che non si è raggiunto un vincolo giuridico effettivo, come nel caso di specie dove la proposta era stata revocata e la caparra restituita, nessuna provvigione è dovuta. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso dell'agenzia, in quanto volto a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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