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Art. 1325 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

7 provvedimenti

Altri anni per Art. 1325 Codice Civile

Vendita a prova: Cassazione annulla sentenza su contratto escavatore
Un'Azienda Agricola ha citato in giudizio un Fornitore di Macchinari per l'inadempimento di un presunto contratto di compravendita di un escavatore, chiedendo i danni. I giudici di merito avevano respinto le sue domande, sostenendo che non vi fosse prova della conclusione del contratto e che la consegna fosse avvenuta solo "in conto prova". La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda Agricola. Ha stabilito che i giudici precedenti non hanno valutato correttamente la volontà delle parti, specialmente in relazione alla "Vendita a prova" e alla consegna effettiva del macchinario. La sentenza è stata annullata e il caso rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto a progetto senza progetto: scatta la conversione
Il Lavoratore, impiegato come massoterapista, ha chiesto la conversione del rapporto di lavoro in subordinato a tempo indeterminato a causa di un contratto a progetto senza progetto specifico. L'Azienda non ha dimostrato l'esistenza di un progetto scritto. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che la mancanza di un progetto specifico determina la conversione automatica del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dall'inizio. Questa sanzione non viola la Costituzione, poiché tutela il lavoro dipendente da condotte elusive. Vince il Lavoratore, che ottiene la stabilizzazione e il rimborso delle spese legali.
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Prescrizione del credito: il patto che salva il pagamento
Il Progettista ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo contro Il Committente per il pagamento di prestazioni professionali legate alla progettazione di impianti elettrici. Il Committente ha proposto opposizione eccependo la prescrizione del credito. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione, rilevando che le parti avevano concordato di differire il pagamento al momento dell'effettivo incasso dei fondi da parte dell'ente pubblico appaltante. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale ha iniziato a decorrere solo da tale data. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Committente, confermando la validità dell'accordo di differimento e la tempestività dell'azione di recupero del credito promossa dal Progettista.
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Piano di rientro bancario: nullo senza il contratto scritto
Una società correntista e i suoi garanti hanno citato in giudizio una banca per contestare addebiti illegittimi sul conto corrente. La banca ha chiesto la condanna dei clienti al pagamento del saldo negativo, basandosi su un piano di rientro bancario firmato dai clienti stessi. I giudici di merito hanno accolto la richiesta della banca, ritenendo che il piano di rientro esonerasse l'istituto dal produrre il contratto scritto originario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il piano di rientro bancario ha natura meramente ricognitiva e non sana la mancanza del contratto scritto richiesto a pena di nullità. Di conseguenza, la banca deve sempre dimostrare l'esistenza del contratto originario per pretendere il pagamento.
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Prestiti usurari e nullità dei contratti: la prova.
La Suprema Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cittadina che chiedeva la nullità di sette contratti, tra cui compravendite e cessioni di credito, sostenendo fossero legati a prestiti usurari. I giudici di merito avevano già escluso la prova del collegamento tra gli atti e l'attività usuraria. La Cassazione ha confermato che, in presenza di una doppia conforme, il riesame dei fatti è precluso in sede di legittimità. Inoltre, è stato ribadito che l'onere di provare la causa illecita in una cessione di credito ricade interamente sulla parte che ne denuncia la nullità.
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Errore revocatorio: la guida alla sentenza 730/2023
Un investitore ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo la sussistenza di un errore revocatorio. Il ricorrente lamentava che la Corte avesse erroneamente presupposto la consegna del contratto quadro al momento della sottoscrizione, fatto che sarebbe stato smentito dagli atti di causa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, precisando che l'errore di fatto non può riguardare l'interpretazione dei motivi di ricorso o l'omesso esame di memorie tardive. La decisione ribadisce che la validità del contratto quadro dipende dalla firma del cliente e dalla consegna di una copia, mentre il consenso della banca può essere desunto da comportamenti concludenti.
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Ricorso inammissibile: onere di deposito contratti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un lavoratore riguardo al pagamento della quattordicesima mensilità. La decisione si fonda su due motivi principali: il ricorrente non ha contestato il fatto accertato in appello (cioè che il pagamento ricevuto copriva l'intero anno) e, in violazione delle norme procedurali, non ha depositato il testo integrale dei contratti collettivi su cui basava le proprie argomentazioni.
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