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Art. 1324 Codice Civile

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268 provvedimenti

Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Obbligo di repêchage: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30143/2023, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La Corte ha stabilito che l'obbligo di repêchage impone al datore di lavoro di dimostrare, in modo completo, l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni, anche inferiori. È stato ritenuto illegittimo gravare il lavoratore di un onere di 'collaborazione' nella ricerca di posizioni alternative. Il ricorso è stato accolto su questo punto, cassando la precedente sentenza e rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Imposta sostitutiva rivalutazione: quando è irrevocabile
Un contribuente ha richiesto il rimborso della prima rata dell'imposta sostitutiva per la rivalutazione di partecipazioni societarie, sostenendo che la procedura non fosse stata perfezionata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il versamento della prima rata costituisce un'opzione irrevocabile che perfeziona la procedura. Di conseguenza, il contribuente non ha diritto al rimborso, anche in caso di mancata presentazione della perizia o di omesso versamento delle rate successive.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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Cessione del Credito PA: l’assenso formale è decisivo
Una società di factoring agiva per il recupero di un credito ceduto da una casa di cura verso un'Azienda Sanitaria. Il contratto originario subordinava la cessione a un "assenso formale" dell'Azienda Sanitaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, avendo le parti richiamato contrattualmente la più stringente disciplina della contabilità di Stato, tale assenso doveva avere forma scritta per la validità (ad substantiam), non potendo essere sostituito da comportamenti concludenti come i pagamenti. Questa decisione chiarisce un punto fondamentale sulla cessione del credito PA quando vi sono specifiche clausole contrattuali.
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Interpretazione del contratto: Cassazione e rinuncia
In una disputa tra una clinica privata e un'azienda sanitaria pubblica sul pagamento di interessi di mora, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'interpretazione del contratto operata dalla Corte d'Appello era giuridicamente plausibile e non sindacabile. La sentenza chiarisce che una rinuncia a intraprendere azioni legali non si estende automaticamente ai crediti per i quali nessuna azione era mai stata avviata, confermando la condanna dell'azienda sanitaria al pagamento degli interessi pattuiti.
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Licenziamento giusta causa: il limite dei permessi
Un rappresentante sindacale è stato licenziato per giusta causa dopo aver superato il monte ore concesso per i permessi sindacali, in violazione di un nuovo accordo aziendale e nonostante un invito a riprendere servizio. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, respingendo le accuse di violazione procedurale, tolleranza aziendale e discriminazione. La sentenza sottolinea come un nuovo accordo collettivo prevalga sulle prassi precedenti e come la mancata ripresa del servizio, a seguito di un richiamo formale, possa integrare la giusta causa di licenziamento.
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Accordo tacito compenso: la parola alle fatture
Un professionista ha richiesto compensi aggiuntivi a una compagnia assicurativa, sostenendo che i pagamenti ricevuti per anni fossero solo acconti. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando l'esistenza di un accordo tacito compenso basato sull'emissione e il pagamento di fatture senza alcuna riserva o indicazione di acconto. La Corte ha stabilito che la condotta delle parti, protratta nel tempo, è una prova sufficiente dell'accordo sul prezzo finale.
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Remissione del debito per errore: è annullabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una remissione del debito per errore, comunicata da un istituto finanziario a un cliente, può essere annullata. Il caso riguardava un finanziamento per un impianto fotovoltaico. La banca aveva inviato per errore una lettera liberatoria. La Corte ha chiarito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare se l'errore fosse essenziale e riconoscibile dal cliente, non potendo ignorare tale eccezione. La sentenza del tribunale è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Accettazione tacita eredità: quando si diventa eredi?
Una dipendente ha agito contro gli eredi del suo presunto datore di lavoro, i quali avevano rinunciato all'eredità. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che né la richiesta di pagamento di un credito del defunto né un atto notorio per successione costituiscono prova di accettazione tacita eredità, se non sono accompagnati da atti che presuppongono inequivocabilmente la volontà di accettare.
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Diritto di riscatto locazione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso relativo al diritto di riscatto locazione di un immobile a uso abitativo. La Corte ha confermato la validità dell'esercizio del diritto da parte del conduttore, anche se manifestato tramite l'atto di citazione iniziale e senza una dettagliata offerta di pagamento. È stato stabilito che la volontà di riscattare, comunicata entro sei mesi, è sufficiente, e che eventuali contestazioni sulla genericità della dichiarazione devono essere sollevate tempestivamente. La sentenza ha respinto tutti i motivi di ricorso della nuova acquirente, consolidando il diritto del conduttore a subentrare nell'acquisto dell'immobile.
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Remissione del debito e errore: quando è irrevocabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5384/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito che chiedeva di annullare una remissione del debito concessa per errore a un cliente. La Corte ha stabilito che la questione dell'annullabilità per errore, non essendo stata sollevata nei precedenti gradi di giudizio, non poteva essere esaminata per la prima volta in sede di legittimità. La remissione del debito, una volta comunicata al debitore, diventa pertanto definitiva se quest'ultimo non la rifiuta.
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Accordo di massima: quando non è vincolante?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11126/2024, ha stabilito che un accordo di massima per la divisione di beni non costituisce un contratto vincolante se mancano elementi essenziali e se le parti rinviano la definizione di aspetti cruciali a un momento successivo. Nel caso specifico, un'intesa tra familiari è stata qualificata come mera 'puntuazione' o atto preparatorio, priva di effetti obbligatori, in quanto incompleta e subordinata alla stipula di futuri atti notarili. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento per inadempimento è stata rigettata.
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Termine essenziale finanziamento: revoca legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca di un finanziamento pubblico a un'impresa che non ha rispettato il termine essenziale per la conclusione di un programma di investimenti. La revoca è stata ritenuta valida nonostante l'inadempimento fosse causato da un sequestro penale del cantiere, configurando un'impossibilità temporanea della prestazione. Secondo la Corte, il carattere essenziale del termine, legato all'interesse pubblico di una celere e corretta allocazione delle risorse, giustifica la risoluzione del contratto e la revoca del beneficio, senza che l'impresa possa vantare diritti sui pagamenti parziali (SAL) già maturati.
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Contratto di mandato: l’obbligo di rendiconto
Un investitore aveva affidato a un amico una somma di denaro per avviare un'attività di ristorazione in Turchia. A fronte del parziale inadempimento dell'amico, che non aveva investito l'intera somma come pattuito, l'investitore ha agito in giudizio. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso dell'amico, sottolineando che anche un rapporto amichevole può configurare un contratto di mandato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, ribadendo che la consegna di denaro per uno scopo specifico crea un obbligo di utilizzarlo come concordato e di renderne conto.
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Prescrizione azione di regresso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione per l'azione di regresso esercitata dall'impresa designata dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada è decennale, non biennale. Il caso riguardava un conducente non assicurato citato per il rimborso di quanto pagato al danneggiato. La Corte ha stabilito che l'azione è autonoma e non una surrogazione, con termine che decorre dal pagamento. Ha inoltre ritenuto valido l'atto interruttivo della prescrizione compiuto da un terzo, anche in assenza di mandato scritto, se l'operato è stato poi ratificato dalla mandante.
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Inammissibilità ricorso cassazione: un caso pratico
Una società creditrice ha avviato un procedimento per la dichiarazione di fallimento di un'altra società in liquidazione. Dopo che il fallimento è stato dichiarato dal Tribunale e confermato dalla Corte d'Appello, il socio unico della società fallita ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la genericità delle censure, che tentavano di riesaminare valutazioni di fatto già decise nei gradi di merito senza contestare la vera ragione giuridica (ratio decidendi) della sentenza impugnata. La decisione ribadisce i rigorosi requisiti per l'ammissibilità del ricorso, un aspetto chiave dell'inammissibilità ricorso cassazione.
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Licenziamento disciplinare per accessi abusivi: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento disciplinare inflitto a un dipendente per migliaia di accessi abusivi ai sistemi informatici aziendali. La sentenza chiarisce che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se le condotte, seppur simili, sono distinte nel tempo. Inoltre, la Corte ribadisce che il principio di immediatezza della contestazione è relativo e va valutato in base alla complessità degli accertamenti necessari per scoprire l'illecito.
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Assenza ingiustificata: quando il rifiuto è illegittimo
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il caso di un licenziamento per assenza ingiustificata. Il lavoratore sosteneva di essere in ferie e di aver sospeso il lavoro per inadempimento del datore. La Corte ha respinto l'appello, sottolineando che l'assenza era illegittima perché il rifiuto di lavorare era contrario a buona fede, data la pregressa e consolidata prassi di accordi informali tra le parti.
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Rinvio a nuovo ruolo: attesa per le Sezioni Unite
Una società di costruzioni ricorre in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello emessa in sede di rinvio, lamentando la mancata partecipazione di un litisconsorte necessario e un'errata valutazione di un atto interruttivo della prescrizione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, non decide nel merito ma dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa. La decisione è motivata dalla pendenza, dinanzi alle Sezioni Unite, di una questione pregiudiziale sulla compatibilità del giudice relatore che abbia precedentemente formulato una proposta di definizione accelerata poi opposta dalle parti. Il giudizio è quindi sospeso in attesa di tale fondamentale pronuncia.
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