La Cassazione ha confermato la condanna di un proprietario immobiliare per frode in pubbliche forniture. Il Proprietario aveva affittato immobili privi di acqua potabile a un subfornitore che gestiva l'accoglienza di rifugiati per un Ente Pubblico. Nonostante non avesse un contratto diretto con l'Ente, la Corte ha ritenuto che la sua consapevolezza della destinazione degli immobili e l'inadempimento contrattuale abbiano causato la mancanza di un servizio essenziale. Il ricorso del Proprietario, che contestava la valutazione delle prove e la configurabilità del reato senza rapporto diretto con la P.A., è stato rigettato. La sentenza ribadisce che il reato si configura anche per inadempimenti indiretti che pregiudicano un servizio pubblico.
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